Emilia Romagna. Politiche sociali: la lingua italiana per i cittadini stranieri.

Emilia Romagna. Politiche sociali: la lingua italiana per i cittadini stranieri.
Imparare l'italiano, immagine di repertorio

EMILIA ROMAGNA. “Vogliamo far sì che nessun cittadino straniero presente sul territorio sia escluso dall’opportunità di apprendere la lingua italiana, garantendo in modo particolare le donne, presenza più fragile nei percorsi di inclusione”. Questo l’obiettivo, spiega l’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi, del protocollo triennale tra Regione Emilia-Romagna e Forum del Terzo settore per la diffusione della conoscenza della lingua italiana e dell’educazione civica tra i cittadini stranieri adulti.
In particolare questo atto, sottoscritto insieme al portavoce del Forum Terzo settore dell’Emilia-Romagna Giovanni Melli, richiama il precedente protocollo regionale firmato il 13 giugno 2011 da Regione, Enti locali, Prefettura e Ufficio Scolastico Regionale e che riconosce al Terzo settore il ruolo di formazione linguistica rivolta agli stranieri e prevede la diffusione e l’applicazione del protocollo in ambito locale attraverso la rete dei Forum provinciali. “La Regione – sottolinea Marzocchi – ha destinato alle Province 569.800 euro nel 2011 e 266.000 euro nel 2012, provenienti dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per la realizzazione di Piani provinciali, in fase di realizzazione, riguardanti proprio le iniziative per la diffusione della conoscenza della lingua italiana a favore dei cittadini stranieri”.

NUOVO PROTOCOLLO. Il nuovo protocollo, siglato con il Forum, impegna i firmatari su più obiettivi: dal sostegno della lingua italiana e dell’educazione civica come indirizzo prioritario per il miglioramento delle politiche di integrazione e formazione per i cittadini stranieri, al coinvolgimento a livello territoriale dei soggetti del terzo settore nella definizione dei fabbisogni e nella pianificazione dell’offerta formativa; alla promozione di canali di accesso adeguati ai percorsi formativi linguistici, soprattutto per le persone che versano in condizioni particolarmente vulnerabili (donne, adulti non o scarsamente alfabetizzati nella lingua di origine, persone dimoranti in zone isolate, lavoratori maggiormente a rischio sotto il profilo della sicurezza negli ambienti di lavoro, inclusi i lavoratori stagionali, ecc…). Tra le finalità del protocollo anche: la partecipazione di insegnanti e volontari ad attività di formazione e aggiornamento per il miglioramento delle attività educative e il coinvolgimento delle organizzazioni, anche quelle dell’associazionismo promosso dagli immigrati stranieri, alla costruzione e rafforzamento della rete integrata delle agenzie formative pubbliche e private che operano nei singoli territori.
Con questo accordo si allarga, infine, il numero dei soggetti impegnati sul nostro territorio nei programmi per l’integrazione sociale degli stranieri, attraverso la promozione dell’apprendimento e dell’alfabetizzazione della lingua italiana: condizioni pressoché indispensabili per raggiungere una piena cittadinanza sociale e politica.
“Il ruolo della Regione è, ancora una volta, quello di promuovere e coordinare per portare a maggior beneficio quanto si è fatto e si sta facendo”, spiega l’assessore regionale Marzocchi. “Grazie alla collaborazione con le Istituzioni ed ora con il Terzo settore – conclude l’assessore – il protocollo sarà lo strumento che ci permetterà di organizzare un sistema di accompagnamento per i nuovi ingressi a favore dell’integrazione e della coesione sociale”.
Per il portavoce del Terzo Settore Melli, “il protocollo porta a sistema le tante esperienze realizzate sul campo dalle organizzazioni del Terzo Settore e rappresenta un’opportunità per rafforzare il lavoro di rete e innescare meccanismi generativi di valore e socialità”.

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