Romagna. Provincia Unica e Ausl Unica: giochi già fatti? Tra Ravenna e Rimini, spunta Cesena.

Romagna. Provincia Unica e Ausl Unica: giochi già fatti? Tra Ravenna e Rimini, spunta Cesena.
ospedale Ravenna

AUSL UNICA DI ROMAGNA Facciamo il punto sulla Auslona, ovverso l’Ausl Unica di Romagna che dovrebbe accorpare, secondo le ultime indicazioni, Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini. Una sorta di ‘mostro’ socio-sanitario che, per ragioni di spesa, tornando all’indietro di circa un secolo, congloberebbe il bene il male di questo servizio vitale per la Comunità.
Vediamo i ‘giochi’. A Rimini sembrano ormai convinti, annota Il Carlino, d’essere fuori dall’aggiudicarsela, sia pure parzialmente, come sede amministrativa, dopo che Ravenna, popolosa e potente, più ancora che ai tempi dei Da Polenta con i Malatesti, ha avanzato la candidatura ad ospitare il ‘cervello’del ‘mostro’. Più sotto daremo una occhiata alle recenti dichiarazioni in merito del sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci. Che il ‘grosso’ di Area Vasta Romagna finisca alle ‘periferie’ sia pure affollate e agguerrite del vasto territorio di Romagna non è cosa certa. Cesena, ad esempio, più baricentrica rispetto alle due contendenti, potrebbe ‘spuntarla’; magari sull’onda del classico ( ma sempre valido) ‘ tra i due litiganti il terzo gode’.

MA CON QUALI SERVIZI? La domanda di fondo è comunque una: stanza dei bottoni a parte, riminesi, ravennati, cesenati e forlivesi, avranno un ‘ridimensionamento’ dei servizi e delle prestazioni? I riminesi sono convinti di no. Perché, per loro, la il livello sanitario locale duramente conquistato conserverebbe tutte le sue specialistiche ed eccellenze, dalla Chirurgia pediatrica alla Cardiologia. E così, forse gli altri. Eppure la ( dura) logica del risparmio non ammette sconti, tant’è che l’Area Vasta di Romagna procede a passo spedito, al punto che la sua operatività è prevista ( salvo contrordini) per i primi mesi del 2014. Naturalmente con un unico direttore generale che potrebbe essere scelto tra i quattro attuali: Andrea Des Dorides ( Ravenna, dato per favorito), Maria Basenghi (Cesena), Giulia Capocasa (Forlì) e Marcello Tonini (Rimini).

Per quanto riguarda Tonini, in scadenza di mandato, è prevista una proroga tecnica o un mandato limitato in attesa dell’ultimazione dell’Area Vasta. Poi tutti i direttori rientreranno nei ranghi e, quel che più conta, ai loro rispettivi posti. A chi, dunque, il governo della Auslona romagnola? Si sussurra certo Tiziano Carradori, l’ideologo dell’Area Vasta, ex direttore generale dell’Ausl di Rimini e di quella di Ravenna, attualmente alla direzione generale dell’assessorato regionale alla Sanità. Un uomo che non ama le liturgie romane, ma che apprezza rimanere dove vive, a Cesena. Fin qui le indiscrezioni. Tutte da verificare, ma ormai in pista e quindi pronte ad essere formalizzate. Non dimentichiamo che, oltre alla Auslona, c’è in ballo anche la Provincia unica. Bocconi tanto ghiotti capitano una volta sola nella vita. Che succederà? Se si procederà ( come da prassi) seguendo il filo rosso della logica distributiva a Ravenna potrebbe finire la Provincia unica, a Cesena la sede dell’Area Vasta di Romagna, a Forlì l’Irccs (l’Istituto di cura e ricovero ); mentre a Rimini resterebbero ( si fa per dire) le sue eccellenze. Poco? Oltre all’ areoporto, naturalmente, ma solo se riuscirà a venire fuori dalle bufere che lo stanno attraversando. Allora, per concludere, i giochi son già fatti o no?

LA POSIZIONE  DI RAVENNA. “L’Ausl Unica della Romagna – fa sapere Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna – dovrà nascere il primo gennaio 2014”. Il primo cittadino ravennate, sollecita così la conclusione delle vertenze. E lo fa a suo modo. Determinato e ( molto) chiaro. Per lui è necessario ‘darsi una mossa’. “Penso – dice – che sia indispensabile che la nuova Ausl unica della Romagna veda luce il primo gennaio 2014. Questa mi sembra l’unica strada percorribile dopo gli ulteriori tagli imposti dal Governo in materia di sanità. Il nostro è sempre stato un territorio abituato a trasformare le risorse in servizi. Qui da noi ci sono pochi sprechi e quindi la razionalizzazione sarà molto complicata. Insieme, in questi anni, abbiamo costruito una rete eccellente di servizi sanitari e sociali. I servizi di base devono essere ovunque, le eccellenze andranno concentrate in alcuni ospedali. Il prezioso patrimonio del nostro servizio sanitario non va disperso. Serve, insomma, un contenitore nuovo dove sia possibile continuare ad assicurare l’eccellenza dei servizi e nello stesso tempo risparmiare.
Adesso dobbiamo premere l’acceleratore sull’Area Vasta e mettere all’ordine del giorno il prima possibile il tema dell’Azienda sanitaria unica della Romagna. Quella dell’Area Vasta è un’ottima intuizione, ma siamo ancora troppo lenti. Adesso è necessario accelerare. Da subito deve esserci una gestione unica di tutto quello che non è front office. E questo percorso deve essere rapido perché è l’unica risposta positiva alla diminuzione delle risorse.
Occorre lavorare per definire subito un progetto di sanità romagnola in cui tutte le comunità si riconoscano. A noi amministratori spetta il compito di delineare quel progetto ascoltando tutti, sapendo poi che si dovrà decidere senza cedere a campanilismi insensati e ad eccessi corporativi. Questo sarà un vero e proprio banco di prova per le amministrazioni della Romagna. Ci saranno resistenze? Certo. Ci sono sempre: pensiamo solo a quelle che incontrarono gli amministratori che ci hanno preceduto trent’anni fa quando decisero di ristrutturare la rete degli ospedali romagnoli. Gli amministratori di allora non si spaventarono alla prima critica. E anche noi  - si congeda il primo cittadino ravennate – dovremo seguire il loro esempio”.

 

 

 

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