Soldi ai Partiti? Gioco delle carte, ed ecco la soluzione: ‘ Sì, ma controllati da agenzie esterne!’.

Soldi ai Partiti? Gioco delle carte, ed ecco la soluzione: ‘ Sì, ma controllati da agenzie esterne!’.
Senato, informativa sul programma di governo

SOLDI AI PARTITI. Siamo alle solite. Esplodono come botti alla festa di Santa Rosalia, scandali e ruberie eppure, dopo un abile rimaneggiamento delle carte sul tavolo, dalle tante ( buone) intenzioni si torna al nulla assoluto ( o quasi). Spulciamo qualche contributo. Formigoni  avrebbe incontrato il nuovo leader della Lega Nord Roberto Maroni per blindare la poltrona di governatore. «La Polverini? Si è dimessa per colpe non sue», il commento di Formigoni alla vicenda laziale.Punto e a capo.
I COSTI DELLA POLITICA. E sui costi della politica che ha detto il Governatore di Milano? Nulla. E’ invece intervenuto il presidente del consiglio regionale, il leghista Fabrizio Cecchetti, che alla Prealpina ha raccontato di come agli otto gruppi consiliari più la presidenza vadano ( poveretti) 11 milioni di euro. Mica male! Anche se la Lombardia ( che ha il costo pro capite più basso d’Italia: 7,7 euro per cittadino, contro i 124 della Valle d’Aosta, i 34 della Sicilia e i 18,5 del Lazio) resta tra le regioni morigerate. Sentite:  al Pdl vanno 3 milioni di euro, 2,5 a Pd e Lega, 550mila a Udc e Idv. In aggiunta il Consiglio regionale  ha voluto dare un segnale di trasparenza con una mozione votata trasversalmente da tutti (escluso l’Idv) che chiede ulteriori controlli sui fondi e «la revisione complessiva delle modalità di finanziamento dei gruppi consiliari e delle segreterie politiche della giunta». La richiesta consigliare è che i bilanci siano certificati da agenzie o enti indipendenti e che siano resi accessibili, anche on line. I Lumbard, in largo anticipo sulla spending review, avrebbero  ( già) risparmiato 817mila euro per il personale delle segreterie, per gli staff e per il funzionamento dei gruppi consiliari. Con un( clamoroso) taglio del 35 per cento  a convegni, seminari e patrocini e spese di rappresentanza della presidenza del Consiglio regionale dimezzate, visto che sono  passate da 150mila a 72mila euro.

DAI COSTI AI GIOCHI. Dai taglia ai costi della politica ai ( soliti) giochi della politica.  Forse per la prima volta da quando è in politica, Silvio Berlusconi è arrivato in treno a Roma da Milano per una sorta di timida replica dei trascorsi bagni di folla dopo la bufera del Laziogate. La sua flotta d’arei ultra comodi è rimasta sulle piste. «Nonsiamo un partito allo sbaraglio», dice ai cronisti in attesa ai binari e poi diffonde una nota con la sua analisi dei recenti scandali: «Tutti i gruppi del Consiglio regionale erano corresponsabili, di maggioranza e opposizione. Nessuno può chiamarsi fuori». Distribuite ( quindi) le colpe a pioggia, ma salvando Renata Polverini.

Di fronte al discredito montante, cerca di correre ai ripari anche Angelino Alfano. Il segretario convoca un’assemblea dei capigruppo regionali pdl di tutta Italia e dei loro vice, tra i quali malauguratamente c’è anche Carlo De Romanis, l’organizzatore della celebre festa cochon, che viene invitato, non si sa quanto cortesemente, a lasciare la sala. Poi, nella conferenza stampa al termine della riunione, Alfano lancia la sua idea moralizzatrice, proponendo «al Pd e agli altri partiti il patto di non ricandidare i consiglieri uscenti della Pisana».  Il segretario azzurro, ha anche inteso  distinguere la situazione del Lazio da quella della Lombardia: «Formigoni non ha nessuna ragione per dimettersi. Le due vicende – dice – non hanno nulla in comune e ricordo che Formigoni è stato assolto 12 volte dai tribunali della Repubblica».

IL RINNOVAMENTO? Rinnovamento o solite scialuppe in acqua mentre la barca affonda?  Berlusconi che, in un’intervista all’Huffington Post, non ha mancato di propinare la sua ( cruda) verità.  Per rinnovare la politica dice : «non basta essere giovani, ma anche capaci»  mentre la cosa da evitare soprattutto «è il professionismo della politica». Bella scoperta, da mettere nella pagina più riposta del nostro diario intimo! E  Vendola, Casini, Bersani,  Bindi, Di Pietro che dicono?  Per il momento, a loro, ci stanno pensando altri. Come Grillo. Come Renzi, impegnato nelle primarie Pd, e più che mai lanciato a ‘rottamare’ tante ‘vecchie teste’ della sinistra storica.

Intanto la gente, quella che lavora e paga anche per i ladri che la derubano, si chiede: ma sta legge elettorale, i lor signori, la cambiano o no? Anche perchè vorrebbe avere la ‘soddisfazione’ di scegliere con le proprie mani ( o meglio, attraverso le preferenze) da chi farsi ( poi, eventualmente) ri-derubare.

 

Vale

( Ph M.Scabrogna, La Presse)

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