Europa nuova. Europa per l’Europa o Europa per tutti? Un ‘salto’ oltre le difficoltà attuali.

Europa nuova. Europa per l’Europa o Europa per tutti? Un ‘salto’ oltre le difficoltà attuali.
Africa, sorgenti d'acqua

NUOVA EUROPA. Europa per l’Europa o Europa per tutti? Una lunga e dettagliata riflessione sul momento-Europa di Fabrizio Spada, direttore della Rappresentanza Ue a Milano. Sentiamola. “ Quando vi sono difficoltà, è fatto notorio, la società tende a parcellizzarsi e disgregarsi. Succede a livello nazionale, e basti pensare a quei movimenti, che talora raggiungono addirittura il grado di partito, che invocano la secessione; o anche, senza l’intento di intaccare l’unità politico-terrioriale di un paese, a quell’estremismo che inneggia alla divisione politico-sociale di una comunità in gruppi, classi”.

IL FENOMENO. ” Questo fenomeno, è molto attuale nell’Europa odierna che, vivendo il periodo che tutti noi abbiamo imparato a conoscere, sperimenta il frazionamento a tutti i livelli, sia tra Stati membri che nella società civile. E’ oggetto di discussione quotidiana la fortunatamente diminuita refrattarietà di alcuni Stati membri ad aiutarne altri finanziariamente in difficoltà. ’Perché mai – si potrebbe domandare molto semplicisticamente ad esempio un cittadino tedesco – l’Europa dovrebbe soccorrere un italiano, uno spagnolo, un greco, coi miei soldi?‘. Senza entrare nel merito delle cause che hanno condotto certi sistemi economici ad essere meno solidi di altri, sembra opportuno replicare che la solidarietà è un valore in sé, il quale deve essere perseguito. Qualora non fosse sufficiente questa stringatissima risposta che non tiene conto però dell’utilitarismo ricercato e rincorso in ogni cosa dal mondo in cui viviamo, aggiungerei che quelle economie che oggi non risentono della congiuntura negativa attuale lo devono soprattutto al settore dell’export. Ciò significa che un domani, se i paesi importatori, ora in difficoltà, non potessero più assorbire la produzione in eccesso dei paesi che potrebbero aiutarli, proprio questi ne risentirebbero maggiormente.
Una terza non meno importante considerazione, riguarda la cosiddetta globalizzazione, fenomeno che impone a ciascuno di occuparsi di quanto accade fuori dai propri confini comunali, regionali e nazionali. Avuto riguardo di quanto fin qui esposto, e riprendendo la domanda che il cittadino tedesco potrebbe porsi, è giusto, in questo momento storico in particolare, che l’Unione investa soldi pubblici di cittadini europei in cooperazione e sviluppo al di fuori dei confini continentali? Allargando dunque lo sguardo sulla totalità del pianeta, risulta facile notare come sì l’Europa stia vivendo una crisi acuta, ma come al contempo questa resti una delle aree più ricche, al cui interno vivono valori, idee, politiche e scopi in comune. La solidarietà, sebbene a volte, come abbiamo visto, vi siano contrasti tra Stati membri, a livello mondiale non è mai venuta a mancare, tutt’altro. In questi anni il dicastero della Commissione Cooperazione e Sviluppo guidato da Andris Piebalgs, ha visto il proprio budget aumentare fino a superare l’importante cifra di 50 miliardi di Euro, e che rende l’Ue il primo donatore al mondo”.

L’ACQUA PULITA. “Le decisioni prese a Bruxelles dunque, hanno certamente un forte impatto su tutto il globo, e possono riuscire ad interrompere – completa la sua riflessione il funzionario europeo –  il circolo vizioso della povertà in cui sono costretti milioni di persone. La ricchezza creata al di fuori dei confini europei, potrebbe consentire poi di creare, esportando beni prodotti in Europa, nuovi posti di lavoro. In quanto cittadini europei, tutto questo deve farci sentire orgogliosi. Gli sforzi che l’Unione sta compiendo, sono finalizzati principalmente a contrastare e prevenire l’insorgere di una nuova crisi alimentare che già oggi sta minacciando regioni poverissime come il Sahel e il Corno d’Africa. Altre azioni sono dirette alla creazione di infrastrutture per garantire l’accesso ad una sanità pubblica di base, che passa, e non potrebbe essere altrimenti, dall’assicurare alle popolazioni la possibilità di approvvigionamento di acqua pulita, e a quest’ultimo progetto l’UE destina 600 milioni di euro l’anno”.

 

 

 

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