Bambini & autismo: risposte terapeutiche diverse, da bambino a bambino.

Bambini & autismo: risposte terapeutiche diverse, da bambino a bambino.
Bambino, immagine di repertorio

AUTISMO. “Le risposte terapeutiche devono essere tante quanti sono i bambini con autismo, tutti diversi l’uno dall’altra. Un bagaglio ricco di esperienze differenti ci permetterà di affrontare umilmente la patologia. I due indirizzi, cognitivo comportamentale e psicodinamico, sono lontani però non dobbiamo dimenticare che la teoria non coincide con il bambino”. Così Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), al convegno ‘Autismo oggi. Lo stato dell’arte‘, promosso a Roma dalla deputata dell’Udc, Paola Binetti. “E’ importante avere lenti diverse- ha proseguito- per tradurre i linguaggi su ogni bambino. Questi due approcci possono dare maggiore ricchezza alla clinica sia per la ricerca che per la terapia. La ricerca – ha spiegato la psicoterapeuta – deve saper analizzare le variabili. Mi piace riproporre questa metafora – ha aggiunto Di Renzo- la ricerca è il laboratorio, ovvero il luogo della misurazione, mentre la terapia è il luogo della casa, dove impariamo a crescere. Infatti ad Haifa, il centro per l’autismo in Israele con il quale collaboriamo, i bambini vengono accolti con i genitori in un ambiente simile ad una casa”.

Per quanto riguarda invece gli strumenti diagnostici, secondo la psicoterapeuta, “devono essere accompagnati da una riflessione sulla
dimensione evolutiva per essere poi coniugati in senso clinico. Non sempre punteggi gravi corrispondono a prognosi infauste. Dobbiamo fare attenzione – ha rimarcato la responsabile dell’IdO – perché i metodi e le terapie possono essere buoni ma la loro riuscita dipende da un’adeguata valutazione e applicazione. Non possiamo dire, ad esempio, che la psicomotricità non serva, essa non serve se non la finalizziamo e non capiamo cosa vogliamo perseguire”.

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