Italia- Armenia. Vittoria, sì, ma non una passeggiata ( 1-3). Con qualche buon progresso.

Italia- Armenia. Vittoria, sì,  ma non una passeggiata ( 1-3). Con qualche buon progresso.
Pirlo esulta

LA CRONACA DAL DIVANO. Non si sa da dove cominciare. Dalle notizie sull’interscambio commerciale tra Georgia e Italia, cresciuto del 53%, o dal risultato delle due nazionali di calcio Italia e Armenia.
Che l’Italia goda di qualche simpatia da quelle parti è stato evidente anche alla vigilia. Bastava ascoltare gridi, applausi, ricerca di autografi e altro ancora per le vie di Yerevan, per toccare con mano un piccolo ‘patrimonio‘ seminato qua e là per il Mondo e che non dovremmo mai dimenticare di avere. Distogliendoci dai soliti brutti pensieri, o complessi che dir si voglia, alimentati ( soprattutto) da quell’ultima guerra,  disastrosa non solo per i lutti e i danni ma (anche)  per il ridimensionamento d’un autostima nazionale che aveva preso a riaffiorare da qualche decennio ( appena) , ovvero dall’Unità in poi, non di più.

L’ITALIA DEL BUON PRANDELLI. L’Italia del buon Prandelli, volto pulito dell’Italia vera, comunque ce l’ha fatta. Non che abbia compiuto una ( vera e propria) impresa, ma ce l’ha fatta. Con qualche ( abituale) patema, con qualche innocuo cambio ( soprattutto nel secondo tempo) e con qualche buona giocata. Risultato 1-3, e in questa sequenza: vantaggio Italia su rigore ( generoso) tirato da Pirlo, pareggio dei padroni di casa, vantaggio ancora dell’Italia con De Rossi nella ripresa, gol sigillo azzurro a metà ripresa con Osvaldo.
Poco ha inciso il cambio  ( molto atteso) di El Shaarawy, nella ripresa;  tuttavia sfortunato in una ( rapida) ribattuta sotto rete che avrebbe fruttato al Faraone il primo gol in azzurro.

 ORA PUNTATA SU SAN SIRO. Contento Prandelli, contento Buffon. Quindi tecnico e giocatori d’accordo. Intanto con il pareggio tra Danimarca e Bulgaria (1-1), l’Italia sale in testa al girone B ( punti 7). Martedì a San Siro, contro i danesi, potrebbe addirittura tentare la fuga. Aiutata, questa volta, almeno così si spera, dall’apporto del Balo, sempre ( un poco)  ’sfigato‘ quando deve vestirsi di quell’azzurro a cui tiene tanto.

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