L’Italia nel Pallone ( d’oro) ? Ombre e luci d’un calcio travagliato. Alla ricerca di rinnovarsi.

L’Italia nel Pallone ( d’oro) ? Ombre e luci d’un calcio travagliato. Alla ricerca di rinnovarsi.
lionel messi

LA CRONACA DAL DIVANO. Ci risiamo. Sulla ‘rosea’, Roberto Beccantini, ha avuto spazio ( libero) sufficiente per dirci ( ancora una volta): ” Che noia! Mamma mia come si gioca male in Italia!”.  Abbiamo letto e riletto il pezzo. Abbiamo gustato il sottile condimento dell’ironia ( a senso unico però), tuttavia  alla fine non abbiamo esitato a chiederci chi quel suo ‘piatto‘ volesse sfamare?
Certo i soliti esterofili che basta oltrepassino la Manica ( o i Pirenei)  e già  intravedono miraggi esaltanti. Logico che se avessimo Messi o Ronaldo, non staremmo a fargli le pulci. Ma questo continuo confronto perdente dell’ Italia, qualsiasi Italia si voglia mettere in campo,  in ogni settore, e non solo nel calcio, ci sta sulle scatole.
Qui ci sono complessi ( storici) che vanno scrollati di dentro. In Spagna è vero che ci sono Messi e Ronaldo, il Barca e il Real, ma altrettanto vero è  che la terza della classifica ( nell’ultimo campionato) aveva più o meno trenta ( trenta!) punti di distacco dalla prima. Che goduria! Ma perchè in Spagna non si fanno due campionati? Lasciando poi perdere doping, fair play finanziario, debiti ( oltre 800 milioni al Fisco, sciopero dei giocatori per insolvenze nel pagamento degli stipendi etc. ), tanto per dire che ognuno cominci a pensare ai … cavoli suoi!
Dalla terra della perfida Albione, invece, se non abbiamo avuto le traveggole, ci sembra cominci ad arrivare qualche spiffero sulle … scommesse ( dai noi rinominato Calciosommesse). Là ( comunque) uno scherzo, qua un tumore. Là nessuna indagine, qua fascicoli aperti dalle Procure ad ogni ora del giorno. E anche qui senza stare a soffermarci sui debiti ( Chealsea, United, City etc .) o su qualche violenza ( o qualche pericolosa bevuta) di troppo,  se non dentro almeno fuori dallo stadio.  Certo che se uno, del classico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, vede quel che vuole, allora, addio veritas! Sì, quella ‘cosa’ impalpabile che dovrebbe aiutare a vedere ‘il bianco e il nero‘ degli uomini, dei ( singoli) popoli, dei ( vari) sistemi di vita.

L’ITALIA E IL DRIBBLING. Quando eravamo ragazzi, caro Beccantini, in squadra c’era un certo ‘Zitti’, che con una fantasia (mi creda, non inferiore)  a quella di Messi, ogni volta che prendeva palla, si sbizzarriva a piacimento. Qualche volta, ebbro di sè, oltrepassava perfino le linee laterali. Il nostro centrale, basso e tarchiato come alcuni minatori, ogni volta che vedeva sfumare un’azione per colpa dei dribbling di ‘Zitti’, volava in avanti e ( se lo beccava) ( a ‘Zitti‘) gli porgeva o una ‘tòza’ o ‘ calcione sul retro‘. Brutalità d’altri tempi, si sa, tuttavia per dire che non da oggi  ( e non solo in Italia) si   ‘sacrifica’ la fantasia a vantaggio del risultato.  I soldi, quei maledetti, si spendono per quello.

Florentino Perez è ( di certo) è un signore rinascimentale, ma se il Real ( quest’anno) passa dagli 8 punti ( attuali) ai 12 o 14 o ai 16 dal Barca, scommettiamo che   s’incavola? E così il tenero ( e sportivissimo) Abramovic ? E così pure lo sceicco ( installatosi a Parigi )  che viene dal lontano deserto?
E poi, un nostro parere. E’ vero che ci sono partite noiose da noialtri, ma ( più o meno altrettante) ne contiamo (  tramite  Sky, Sportitalia, Rai, Mediaset …) pure altrove. Il nostro non è un calcio tattico, il nostro è un calcio che ( cerca) d’essere intelligente. Secondo genia. Nonostante il declassamento generale infatti  il nostro difensore resta una ‘ bestiaccia’ che non ti fa passare manco per scherzo. Caron Dimonio al loro confronto è  un imberbe. Sennò i Messi e i Ronaldo ( ogni volta che ci incontrano) ci avrebbero fatto gol a caterve, mentre ( se non andiamo errati) stanno a zero o giù di lì.

I NOSTRI PER IL PALLONE D’ORO. E se si tratta d’un calcio intelligente bisognerà pure cercare di capirlo? Senza i soliti sbuffi. Senza i soliti confronti con chi ha la fortuna di vivere Oltralpe. Senza i  soliti complessi. Anche perchè sulla ‘rosea‘, proprio di questi tempi, è comparsa  una paginetta titolata ‘ Italia nel Pallone(d’oro)‘, in cui si segnalava che in corsa, quest’anno, per l’ambito riconoscimento continentale, ci sono 6 calciatori e 6 tecnici ( di cui tre all’estero) azzurri. Inoltre, si rivela che  se l’Italia avesse vinto l’Europeo a ‘spuntarla’ per il titolo Pallone d’oro Uefa sarebbe stato  Pirlo ( poi giunto quarto)  e non Iniesta. Pirlo, comunque, resta in gara per il Pallone d’oro ( vero) dell’Equipe.

Non male, per gente che dovrebbe (solo) annoiare!

E’ chiaro che se nel nostro campionato si potessero rivedere Rivera, Maradona, Zico, Ronaldo ( quello vero), Ronaldino, Van Basten, Baggio etc non staremmo di certo prenderli ( affettuosamente) a calci come quel centrale di tanti anni fa col povero ‘Zitti’.  Perchè non solo i tempi sono cambiati, ma   perchè  quei giocatori sapevano sfuggire ( da soli) agli eccessi del  calcio ‘driblatomane’ di mitica letteratura, per rendersi funzionali ( in maniera spontanea) a progetti rivolti ( giustamente) alla vittoria  e ( solo possibilmente) anche al bel gioco. Coniugando ( con italica concretezza) l’utile al dilettevole,  secondo quanto continuano a sognare ad ogni gara ( dagli spalti sempre più scalcinati)  i nostri bistrattati ( e talvolta sparuti) appassionati di calcio.
Nella attesa messianica ( in maniera particolare) dei nuovi impianti e del ( nuovo) fair play finanziario.  Sperando, nel frattempo, che  ai disonesti e agli stupidi vengano aperte le porte della galera o della radiazione. Perchè se è vero che ( solo da noi ?) pullula il male, è altrettanto vero che il bene ( sempre solo da noi ?)  non se la dorme.

Ro.Va.

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