Emilia Romagna. Uguali, diversi? Educare bambine e bambini tra famiglie e servizi.

Emilia Romagna. Uguali, diversi? Educare bambine e bambini tra famiglie e servizi.
Family, immagine di repertorio

EMILIA ROMAGNA. “I cambiamenti culturali sono processi che vanno sostenuti e accompagnati con un confronto costante e aperto di idee”. Così l’assessore regionale alle Pari opportunità ha aperto i lavori del seminario su “Uguali, diversi? Educare bambine e bambini tra famiglie e servizi in Emilia-Romagna”, che si è svolto ieri in Regione, nato dalla collaborazione tra gli assessorati alle Pari opportunità e alle Politiche sociali e il Dipartimento di Scienze dell’educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna.

CAMBIAMENTO CULTURALE. “Per contrastare gli stereotipi e le discriminazioni occorre promuovere un cambiamento culturale che è tanto più necessario oggi, in questo momento di crisi, perché una società in rapido e continuo cambiamento ha ancora più bisogno di punti di riferimento”, ha aggiunto Bortolazzi. “Oggi siamo, tuttavia, di fronte ad una nuova sfida: l’importanza e l’urgenza di proseguire sul percorso avviato, pur in presenza di risorse finanziarie in forte contrazione. Il seminario rappresenta una tappa di un lungo percorso che, dopo il lavoro fatto con le scuole medie e superiori, ci permette di confrontarci sull’educazione dei più piccoli e sulle relazioni tra bambini e bambine in famiglia e nei servizi educativi e scolastici. Confidiamo che, anche attraverso la nostra attività di divulgazione, l’attenzione al contrasto agli stereotipi di genere possa rientrare nell’attività ordinaria dei percorsi educativi e formativi”.
La ricerca
Durante i lavori sono stati presentatati gli esiti della ricerca “Stereotipi di genere, relazioni educative e infanzie”. Promossa dalla Regione e realizzata dal Csge (Centro di studi sul genere e l’educazione del Dipartimento di Scienze dell’educazione), l’indagine ha coinvolto coordinatori pedagogici, educatori di nidi e dei centri per bambini e genitori, insegnanti di scuola per l’infanzia, operatori di centri per le famiglie, oltre a genitori, nonni e bambini.
La ricerca ha raccolto – tra il 2011 e il 2012 – quasi 3.000 questionari rivolti alle famiglie e più di 500 questionari somministrati a educatori e insegnanti; ha portato a incontri, sull’intero territorio della regione Emilia-Romagna, con personale educativo e famiglie svolgendo 36 focus group a cui hanno partecipato oltre 250 persone. Ne emerge una visione articolata e complessa, non priva di ambivalenze ma anche di novità: permangono visioni fortemente stereotipate dei ruoli di genere che distinguono nella vita adulta donne e uomini ed emergono forme diverse di genitorialità e di rapporti tra i generi, idee e visioni in cambiamento nell’educare al maschile e al femminile. Un tratto comune attraversa tutti gli interlocutori: il desiderio di ripensare in modo nuovo l’educazione di genere.
La presentazione della ricerca prosegue oggi dalle ore 9 alle ore 14, con il seminario “Generi in relazione: famiglie, scuole e servizi educativi 0/6. Una ricerca tra prospettive pedagogiche e analisi socioculturale” che si terrà nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze dell’educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna (via Filippo Re 6, Bologna).
Maggiori informazioni sono sui siti internet: http://www.csge.unibo.it e http://www.allapari.regione.emilia-romagna.it/

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