Prevenzione e riduzione dell’Interruzione Volontaria di Gravidanza. Incontro a Forlì.

Prevenzione e riduzione dell’Interruzione Volontaria di Gravidanza. Incontro a Forlì.
Donna di spalle, foto di repertorio

FORLI’. Risultati raggiunti, problemi aperti, e nuovi scenari a cinque anni dal varo del “Protocollo operativo forlivese per il miglioramento del percorso IVG”. Di questo si discuterà sabato 20 ottobre in occasione del convegno “Prevenzione e riduzione dell’Interruzione Volontaria di Gravidanza: sociale, sanitario e III settore nel percorso di Forlì”, in programma dalle 9 alle 13 nel salone comunale (Piazza Saffi, 8).

INTESA. A Forlì, nel 2007, è stata siglata una peculiare intesa fra Comune di Forlì, AUSL, e Consulta delle famiglie, di cui fanno parte 23 associazioni di volontariato, fra cui il Centro di Aiuto alla Vita, la Comunità Papa Giovanni XXIII, l’Associazione delle Famiglie Italiane. Il cuore del protocollo è rappresentato dalla presa in carico della donna e delle sue problematiche attraverso un primo colloquio con un’Assistente Sociale. Il colloquio prevede varie possibilità, che si traducono in più opzioni per la donna e quindi in un maggior rispetto per la sua libertà di scelta. Tale percorso rientra in quello più ampio messo in campo da Azienda USL e Comuni del territorio per le nascite e la maternità. Dopo l’accesso al Consultorio, a tutte le donne viene proposto un colloquio, facoltativo, con l’assistente sociale: se la donna rifiuta, può fissare direttamente l’appuntamento per la visita ginecologica e l’ecografia; per le donne straniere che ne abbiano bisogno, è possibile l’intervento di una mediatrice culturale, inoltre viene consegnato materiale informativo in più lingue (opuscolo “Siamo con te nella gravidanza”) diretto a illustrare le risorse istituzionali e del privato sociale attivabili al fine di proseguire la gravidanza e rimuovere eventuali ostacoli. Nel caso in cui, dopo il colloquio, la donna accetti di portare avanti la gravidanza, può essere messa in contatto, qualora lo desideri, con operatori pubblici e del privato sociale per usufruire di specifici percorsi di aiuto. Nel Consultorio dell’AUSL di Forlì, nell’ambito del percorso IVG, operano esclusivamente professionisti sociali e sanitari pubblici; le associazioni di volontariato vengono chiamate in causa in seconda battuta, per dare sostegno alla donna che, liberamente, abbia stabilito di proseguire la gravidanza. Infine, a chi presenta uno stato di sofferenza, difficoltà o confusione circa la decisione da prendere, oppure nel caso di IVG ripetuta, viene offerto un percorso di aiuto con la psicologa del Consultorio.
Nel corso del 2011, si sono avvalse del primo colloquio 129 donne e, di queste, 16, di cui 5 italiane e 11 straniere, hanno scelto di proseguire la gravidanza.
Il numero di interruzioni volontarie di gravidanza di donne forlivesi nel 2010 (ultimo dato ufficiale disponibile) è stato 302, di cui 168 italiane e 134 straniere.
Nel convegno di sabato, dunque, si cercherà di fare il punto su risultati e temi aperti, ripercorrendo la storia e le motivazioni all’origine del protocollo e interrogandosi sulle prospettive future, con una tavola ad hoc in cui si confronteranno i protagonisti dei tre ambiti coinvolti: sociale, sanitario e terzo settore. Ad aprire i lavori sarà il sindaco di Forlì Roberto Balzani, mentre le conclusioni verranno tratte dall’assessore comunale alle politiche di welfare Davide Drei.

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