Unioncamere Emilia Romagna. La crisi riduce ancora i consumi. Le vendite: -5,3 per cento.

Unioncamere Emilia Romagna. La crisi riduce ancora i consumi. Le vendite: -5,3 per cento.
Supermarket ( imm.ne repertorio)

UNIONCAMERE ITALIANE. La crisi riduce ancora i consumi. Le vendite si riducono del 5,3 per cento. Le famiglie riducono i consumi. È crisi acuta per il dettaglio specializzato in prodotti non alimentari (-6,8 per cento) e grave per gli esercizi specializzati alimentari (-4,8 per cento), mentre tengono iper, super e grandi magazzini (-0,1 per cento).
Pesante l’andamento delle vendite per la piccola distribuzione (-7,3 per cento) e per la media dimensione (-6,5 per cento), ma è negativo anche per le imprese di maggiore dimensione (-1,8 per cento). Queste indicazioni emergono dall’indagine congiunturale sul commercio al dettaglio nel secondo trimestre 2012 realizzata in collaborazione tra Camere di commercio, Unioncamere Emilia Romagna e Unioncamere italiana. Peggiora ulteriormente la tendenza negativa delle vendite del commercio al dettaglio, avviata con il primo trimestre 2008. La crisi si è riacutizzata a partire dalla seconda metà del 2011 e si è ulteriormente aggravata nel corso del secondo trimestre 2012. Da inizio anno, la diminuzione delle vendite è stata più rapida di quella che si era avuta nel quarto trimestre 2009. La crisi dunque è profonda e le imprese si attendono un ulteriore peggioramento.

L’andamento complessivo. Le vendite a prezzi correnti sono diminuite del 5,3 per cento rispetto all’analogo periodo dello scorso anno per gli esercizi al dettaglio in sede fissa dell’Emilia Romagna, segnando ancora un nuovo massimo dell’intensità della crisi. A livello nazionale, la situazione appare ancora più difficile (-7,5 per cento). L’aggravarsi della crisi ha determinato un accumulo delle giacenze. Il saldo dei giudizi delle imprese (eccedenti – scarse) è quindi sensibilmente peggiorato salendo all’11,1 per cento, un livello prossimo a quelli del 2° trimestre 2009. Nonostante la profondità della crisi, ci si attende un nuovo peggioramento. Non è particolarmente ampio, ma è peggiorato il saldo tra le quote delle imprese che prevedono un aumento e una diminuzione delle vendite per il trimestre successivo, pari a -7,6 per cento.

Le tipologie del dettaglio. Ancora una volta è stato il settore del commercio al dettaglio specializzato in prodotti non alimentari ad affrontare le maggiori difficoltà, tanto da accusare una caduta delle vendite del 6,8 per cento, superiore a quella del 4,8 per cento subita dal commercio al dettaglio specializzato in prodotti alimentari. Infine, l’aggravarsi della caduta dei consumi ha interrotto la tendenza positiva delle vendite degli ipermercati, supermercati e grandi magazzini, che sono comunque rimaste pressoché stazionarie (-0,1 per cento).

La dimensione delle imprese. L’andamento delle vendite continua a mostrare una correlazione positiva con la dimensione aziendale, anche se con una specie di effetto soglia. Nel primo trimestre è stato particolarmente pesante per la piccola distribuzione, da 1 a 5 addetti, che subisce una caduta del 7,3 per cento, e per le imprese di media dimensione, da 6 a 19 addetti (-6,5 per cento). L’acuirsi della crisi ha ridotto anche le vendite delle imprese di maggiore dimensione, da 20 addetti in poi, seppure in misura più contenuta (-1,8 per cento).

Ulteriori approfondimenti: http://www.ucer.camcom.it/portale/studi-ricerche/analisi/os-congiuntura-commercio

Il registro delle imprese. Le imprese attive nel commercio al dettaglio al 30 giugno erano 48.115. Rispetto ad un anno prima la loro consistenza è leggermente diminuita (-0,9 per cento), a fronte di una sostanziale stabilità a livello nazionale (+0,1 per cento).

Congiuntura del commercio. 2° trimestre 2012.

Emilia-Romagna Italia
Vendite (1) -5,3 -7,5
Giacenze (2) 11,1 15,6
Previsioni (3) -7,6 -9,5

(1) Valori correnti. Tasso di variazione sullo stesso trimestre dell’anno precedente. (2) Saldo tra le quote di imprese che dichiarano giacenze in esubero e giacenze scarse a fine trimestre di riferimento. (3) Saldo tra le quote di imprese che dichiarano vendite previste nel trimestre successivo in aumento e in diminuzione.

Fonte: Unioncamere Emilia-Romagna, Area Studi Unioncamere, Indagine sugli andamenti congiunturali del commercio.

 

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