Emilia Romagna. Crisi: le famiglie risparmiano sulla spesa alimentare. Salviamo l’alimentazione.

Emilia Romagna. Crisi: le famiglie risparmiano sulla spesa alimentare. Salviamo l’alimentazione.
Verdure

CRISI & ALIMENTAZIONE. Il risparmio sulla spesa alimentare è quello che, secondo l’Istat, ha fatto nel 2011 il 35,8% delle famiglie, a volte purtroppo abbassando la qualità dei prodotti acquistati, e quello che secondo la Confederazione italiana agricoltori continuano a fare in molti anche quest’anno. “Quasi 3 famiglie su 4 hanno riorganizzato le spese per la tavola”, sostiene la Cia, “c’è chi compara i prezzi a caccia di sconti (il 53%), chi privilegia il ‘formato convenienza’ (42%), chi compra quasi esclusivamente nei discount (39%) e chi riduce le quantità. Il 41,4% delle persone coinvolte nelle nostre ricerche, per esempio, ha ammesso di aver diminuito gli acquisti di frutta e verdura”.

LA DIETA. Come non impoverire la dieta
Ma risparmiare a tavola significa sempre impoverire la dieta? Non è necessario. Se si privilegia uno stile alimentare corretto e vario, infatti, è possibile guadagnarci in salute e nel portafoglio.

Prova ne sia che ipotizzando un regime alimentare ispirato alle linee guida dell’Inran, l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, e simulando l’acquisto dei prodotti necessari per seguirlo, è stato scoperto che una famiglia di 3 persone può spendere quasi il 20% in meno di quanto in media ha sborsato l’anno scorso secondo l’Istat.

L’esperimento è stato fatto confrontando i dati Istat relativi al Centro Italia con i prezzi attuali registrati nei canali della grande distribuzione. Nel carrello sono stati inseriti solo prodotti a marchio o di marca, mai alimenti low cost o da hard discount.

Così viene spiegata l’inchiesta che compare sul sito regionale, alla voce “consumtori”:
“In qualche caso abbiamo scelto perfino prodotti bio. Abbiamo ipotizzato il consumo di un litro e mezzo di olio di oliva di buona qualità al mese e 3 litri di latte a settimana, (oltre a caffé, pane, sale, zucchero, ecc.) e abbiamo immaginato che la nostra famiglia campione consumasse fuori casa 5 pranzi a settimana, come la stragrande maggioranza delle persone.

La scelta dei piatti è stata costruita privilegiando salute, prezzo e tempo di preparazione. Oggi, infatti, una discriminante fondamentale al momento della scelta di un alimento è la velocità con cui si può cucinare. La nostra dieta, poi, prevede 5 pasti al giorno, il consumo quotidiano di 3 porzioni da 150 grammi di frutta a testa e di 2 porzioni di verdura o insalata nelle quantità suggerite dall’Inran.

BEVANDE. L’importanza di tagliare le bevande
Uno dei maggiori risparmi arriva dalle bevande che abbiamo tagliato completamente. Vino, birra e bevande zuccherate, secondo l’Inran dovrebbero essere consumate occasionalmente. “Sono sconsigliate ma per essere realistici dobbiamo ipotizzarne l’uso”, spiega Laura Rossi, ricercatrice dell’Istituto, “non bisognerebbe mai superare però 2 bicchieri di vino al giorno per gli adulti e 2 volte a settimana la bevanda zuccherata per il minore”. E alla fine, inaspettatamente, il conto dà ragione a chi ritrova una tendenza salutista e si ritrova a spendere molto meno della media. Quanto? Anche 1.260 euro l’anno. Una cifra già di per sé interessante anche per chi non si lascia sedurre dai benefici della dieta mediterranea…”

DATI. Alcuni numeri significativi
565 euro: è la spesa media mensile di una famiglia di 3 persone per alimenti e bevande in Centro Italia in base ai dati Istat.
460 euro: è la spesa media mensile per alimenti e bevande in Centro Italia seguendo le indicazioni dell’Inran
18,6%: è il risparmio che ottiene sullo scontrino chi segue un regime alimentare corretto.
1.260 euro: è il risparmio in un anno per una famiglia di 3 persone.
fonte http://www.regione.emilia-romagna.it

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