Emilia Romagna. Giudice di Pace & spese: sindaco di Cesena e Bulbi scrivono ai sindaci.

Emilia Romagna. Giudice di Pace & spese: sindaco di Cesena e Bulbi scrivono ai sindaci.
Paolo Lucchi e Massimo Bulbi, immagine di repertorio

CESENA. Se non è l’ultima chiamata, poco ci manca. Restano pochi giorni prima del 12 novembre, termine entro il quale gli enti locali interessati possono richiedere il mantenimento della sede distaccata del Giudice di Pace, addossandosene le spese di funzionamento. E, dopo una serie di incontri e contatti interlocutori durante il mese di ottobre, ora il Sindaco Paolo Lucchi e il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi scrivono una lettera ai Sindaci del comprensorio cesenate, al Presidente dell’Ordine Forense di Forlì – Cesena, ai vertici dei maggiori istituti di credito locali per sollecitare una risposta chiara circa la loro disponibilità a partecipare alle spese necessarie.

GIUDICE DI PACE & SPESE. Il quadro è il seguente: per l’ufficio di Cesena del Giudice di Pace il costo calcolato è di circa 400mila euro (ai 106mila, già a carico del Comune, per i locali e le utenze, si aggiungerebbero circa 300mila euro per gli addetti): l’Amministrazione di Cesena ha già segnalato la propria disponibilità a continuare a mettere a disposizione la stessa somma, la Provincia si è detta pronta a farsi carico dei locali, e anche il Comune di Bagno di Romagna, insieme a Verghereto e Sarsina, sarebbe disposto a dare un contributo complessivo di 15mila euro, in cambio di una giornata di udienze a Bagno. Ma anche così mancano all’appello 179mila euro.

Poche e in gran parte negative le risposte giunte finora a seguito dei contatti delle settimane scorse: in particolare, alcuni Comuni, pur condividendo l’esigenza di mantenere l’ufficio del Giudice di Pace, hanno segnalato di non poter partecipare alle spese a causa delle forti difficoltà di bilancio.

E ora che il tempo stringe, è indispensabile capire con chiarezza se la strada individuata può essere percorsa.

LA LETTERA
Di seguito il testo integrale della lettera firmata dal Sindaco Lucchi e dal Presidente Bulbi

Ai Sigg. Sindaci del comprensorio cesenate
Ill.mo Sig. Presidente Ordine Forense Forlì-Cesena
Avv. Emanuele Prati
Ill.mo Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena
Dott. Bruno Piraccini
Ill.mo Sig. Presidente BCC Cesena
Sig. Walter Baraghini
Ill.mo Sig. Presidente BCC Romagna Cooperativa
Sig: Nazario Sintini
Ill.mo Direttore Area Banca Popolare Emilia-Romagna
Dr. Massimo Versari
E, p. c.
Ai Capigruppo Consiliari di Provincia e Comune di Cesena

Facciamo seguito:

all’incontro da noi convocato tra quanti in indirizzo svoltosi l’8 ottobre scorso presso il Comune di Cesena in merito alla problematica relativa agli Uffici del Giudice di pace;

alla nostra lettera del 9 ottobre scorso con la quale si richiedeva ai Comuni, all’Ordine degli Avvocati ed al sistema economico del territorio, di esprimersi in merito alla volontà di partecipare con proprie disponibilità a fornire le risorse necessarie alla copertura dei costi residui (circa € 179.000);

alla nostra lettera del 24 ottobre scorso con la quale abbiamo sollecitato risposte, avvicinandosi la scadenza per attivare quanto indicato nell’art. 3 c. 2 del DLGS 156.

Con la presente vogliamo ribadire che:

il Decreto Legislativo 7 settembre 2012, n. 156, prevede la soppressione dell’Ufficio del Giudice di pace di Cesena e di Bagno di Romagna, oltre alle già note disposizioni che prevedono per il territorio del Comune di Cesena anche la soppressione della sezione distaccata del Tribunale ordinario;

l’art. 2 del decreto prevede che, con DPR, su proposta del Ministro della giustizia, sentito il Consiglio giudiziario e i Comuni interessati, possano essere istituite sedi distaccate dell’ufficio del Giudice di pace e, a tal proposito, i Comuni di Cesena e di Bagno di Romagna, con l’adesione della Provincia, hanno dichiarato interesse ad attivare tale possibilità;

l’art. 3, comma, 2 del DLGS 156, prevede che entro sessanta giorni dalla pubblicazione di cui al comma 1 (12 settembre) gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possono richiederne il mantenimento, con competenza sui rispettivi territori (di cui e’ proposta la soppressione, anche tramite eventuale accorpamento), facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che sarà messo a disposizione dagli enti medesimi; poi, entro dodici mesi dalla scadenza del termine di cui al comma 2, il Ministro della giustizia, valutata la rispondenza delle richieste e degli impegni pervenuti ai criteri di cui al medesimo comma, apporta con proprio decreto le conseguenti modifiche alle tabelle di cui agli articoli 1 e 2; si è accertato che il costo per il funzionamento dei locali del Giudice di pace già a carico del Comune di Cesena, ammonta attualmente ad € 106.000, i costi relativi al personale amministrativo, quantificati dal Presidente del Tribunale nel corso della riunione del 14 settembre, sono di circa € 300.000 per dieci unità; la Provincia si è dichiarata disponibile a farsi carico dei locali, mettendo a disposizione la propria sede di Cesena, mentre il Comune di Cesena si è dichiarato disponibile a confermare la somma di € 106.000 per la spesa del personale. Il Comune di Bagno di Romagna è disponibile a contribuire con € 15.000 a fronte di una giornata di udienze da svolgersi a Bagno di Romagna. Si è dunque stimato che occorrano ulteriori € 179.000 circa per coprire la spesa per il personale.

Facendo seguito a quanto sopra, vogliamo aggiornarvi sulle risposte sino ad ora pervenute, data l’approssimarsi della scadenza per attivare quanto indicato nell’art. 3 c. 2 del DLGS 156.
Il Comune di Bagno di Romagna ha confermato un impegno pari a euro 15.000 annuali da parte dei tre Comuni di Bagno di Romagna, Sarsina e Verghereto (5.000 annui ciascuno) condizionati a un accesso settimanale del giudice di pace a Bagno di Romagna per udienze.
Il Comune di Longiano ha comunicato di essere disponibile a partecipare alla spesa, subordinando tale volontà alla definizione del riparto delle somme necessarie.
Il Comune di Mercato Saraceno ha comunicato di condividere l’esigenza ma di non essere in condizione di contribuire alla spesa.
La BCC, Banca di Cesena, ha comunicato di soprassedere alla richiesta.

La Fondazione Cassa di risparmio di Cesena ha comunicato di ritenere che non vi siano le condizioni per un proprio intervento economico.
Al momento non risultano pervenute altre risposte da Comuni, Istituti di Credito, Ordine Forense.
Avvicinandosi la scadenza per attivare dunque quanto indicato nell’art. 3 c. 2 del DLGS 156, ribadiamo il sollecito al sistema dei Comuni, all’Ordine degli Avvocati ed al sistema economico del territorio, a volersi esprimere in merito alla volontà di partecipare con proprie disponibilità a fornire le risorse necessarie alla copertura dei costi residui (circa € 179.000).
Vi preghiamo quindi di dare urgente riscontro data la ristrettezza dei tempi.

Cordiali saluti

Il Sindaco di Cesena
Paolo Lucchi

Il Presidente della Provincia
Massimo Bulbi

Ti potrebbe interessare anche...