Emilia Romagna. Crisi anche nelle imprese femminili. Interrotto un trend ( finora) positivo.

Emilia Romagna. Crisi anche nelle imprese femminili. Interrotto un trend ( finora) positivo.
imprese femminili

EMILIA ROMAGNA & IMPRESE ROSA. Qualche dato per aggiornare. Sono 90.012 le imprese femminili emiliano-romagnole. La crisi economica si acuisce e continua a incidere sulla imprese in rosa. Interrotto un trend positivo, sono nuovamente diminuite (-54 unità -0,1 per cento) e costituiscono il 21,1 per cento delle imprese regionali. La quota femminile delle imprese attive è più alta nelle province di Rimini (22,8 per cento) e di Piacenza (22,6 per cento), più bassa a Reggio Emilia (18,5 per cento). Diminuiscono solo le ditte individuali (-344 unità, -0,6 per cento) e aumentano soprattutto le società di capitale (+168 unità, +1,5 per cento). A livello settoriale si riducono le imprese agricole e del commercio, mentre aumentano quelle dell’immobiliare, i servizi di alloggio e ristorazione, le attività professionali, scientifiche e tecniche e le costruzioni.

I DATI. Al 30 giugno 2012 le imprese attive femminili erano 90.012, pari al 21,1 per cento del totale delle imprese regionali. La crisi economica si acuisce e continua a incidere anche sulla consistenza delle imprese in rosa, che, dopo avere interrotto un trend positivo, sono nuovamente diminuite di 54 unità, pari allo 0,1 per cento, rispetto alla stessa data del 2011. Gli effetti della difficile congiuntura sono stati però ben più sensibili per le imprese non femminili, che si sono ridotte di 2.962 unità, -0,9 per cento. Nello stesso periodo le imprese femminili in Italia sono risultate 1.264.074 e sono diminuite in misura lievemente più ampia (-0,3 per cento).

È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte Infocamere elaborati dal centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia Romagna.

LA QUOTA ROSA. La quota di imprese femminili in Italia (24,2 per cento) è superiore a quella regionale. Questa maggiore incidenza trova spiegazione nell’elevata rappresentanza femminile tra le imprese dell’Italia centrale e meridionale, in particolare in Molise (dove le imprese rosa toccano il 30,9 per cento del totale), in Basilicata (29,0 per cento), in Abruzzo (28,5 per cento) e in Campania (27,8 per cento). Tra le principali ragioni alla base della minore incidenza dell’imprenditoria femminile in Emilia-Romagna vi sono l’elevato tasso di occupazione femminile, un dato virtuoso che porta ad un minor ricorso a forme di auto impiego, e lo sviluppo del sistema economico regionale, nel quale hanno minore importanza il piccolo commercio al dettaglio, i servizi tradizionali e le ditte individuali, ambiti consueti di presenza delle imprese femminili marginali.

Le imprese femminili nel territorio. Le imprese attive femminili non sono diminuite in tutte le province dell’Emilia-Romagna. Le riduzioni percentualmente più rilevanti si sono registrate nelle province di Ravenna (-1,2 per cento) e Reggio Emilia (-0,7 per cento). Al contrario gli incrementi più marcati si sono avuti nelle province di Rimini (+1,1 per cento) e di Modena (+0,5 per cento). La presenza delle imprese femminili risulta più elevata nelle province “estreme” di Rimini (22,8 per cento) e di Piacenza (22,6 per cento).

IN REGIONE. Imprese attive femminili in Emilia Romagna. 30 giugno 2012.

Numero Tasso Tasso di imprese femminile (1) variazione (2)
Imprese femminili 90.012 21,1 -0,1

Provincia

Bologna 18.774 21,5 0,1
Ferrara 7.347 21,5 -0,5
Forlì-Cesena 8.731 21,7 -0,4
Modena 14.300 21,0 0,5
Parma 8.803 20,5 0,2
Piacenza 6.464 22,6 -0,4
Ravenna 7.814 20,9 -1,2
Reggio Emilia 9.550 18,5 -0,7
Rimini 8.229 22,8 1,1

Forma giuridica
Società di capitale 11.568 14,6 1,5
Società di persone 18.986 21,6 0,3
Ditte individuali 58.231 23,3 -0,6
Altre forme societarie 1.227 13,0 5,1
Persona fisica – - -
Settore di attività
Agricoltura, silvicoltura pesca 14.579 22,0 -2,4
Industria in senso stretto 8.688 17,6 -0,7
Costruzioni 3.941 5,3 2,8
Servizi 62.804 26,5 0,4
(1) Tasso ‘femminile’, percentuale delle imprese femminili sul totale delle attive per forma giuridica o per settore di attività economica. (2) Tasso di variazione percentuale tendenziale (sullo stesso periodo dell’anno precedente).

Elaborazioni Unioncamere Emilia Romagna su dati Infocamere Movimprese.

 

La forma giuridica delle imprese femminili. Le imprese femminili sono sempre meno imprese marginali e sempre più tendono ad adottare forme giuridiche e organizzative maggiormente strutturate e più competitive sul fronte dell’innovazione e dell’internazionalizzazione. La riduzione delle imprese femminili è totalmente da attribuire alle ditte individuali che hanno accusato una flessione dello 0,6 per cento, pari a 344 unità. In positivo si segnalano in particolare le società di capitale, aumentate di 168 unità, pari all’1,5 per cento, e giunte a rappresentare il 12,9 per cento del totale. Le cooperative e i consorzi (+59 unità) hanno fatto registrare la crescita più rapida (+5,1 per cento). Infine, ancora con il segno positivo, l’insieme delle società di persone tende a crescere leggermente (+63 unità, +0,3 per cento).

Rispetto a quanto avviene per le altre imprese, il peso delle società di persone (21,1 per cento) e delle ditte individuali (64,7 per cento) risulta più elevato tra le imprese femminili, mentre sono sotto rappresentate le società di capitale e le cooperative ed i consorzi (1,4 per cento).

Le imprese femminili nei settori di attività economica. Alla riduzione delle imprese femminili hanno contribuito principalmente la continua storica contrazione in agricoltura (-365 unità, -2,4 per cento) e la nuova sensibile diminuzione delle imprese del commercio (-240 unità, -1,0 per cento). All’opposto, i maggiori contributi positivi sono derivati dalle attività immobiliari (+123 unità, +2,0 per cento), dai servizi di alloggio e ristorazione (+121 unità, +1,4 per cento), dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+116 unità, +3,5 per cento) e quindi dalle costruzioni (+106 unità, +2,8 per cento). In quest’ultimo settore ciò è avvenuto contemporaneamente ad una nuova forte contrazione delle imprese non femminili.
La presenza delle imprese femminili è più rilevante nei settori dei servizi alla persona, ovvero delle altre attività di servizio (50,5 per cento), della sanità e assistenza sociale (35,6 per cento), del complesso delle attività di noleggio, agenzie viaggi e dei servizi alle imprese (31,2 per cento) e infine dei servizi di alloggio e ristorazione (30,7 per cento).

Ulteriori approfondimenti

http://www.ucer.camcom.it/studi-ricerche/analisi/imprenditoria-femminile/

 

 

 

 

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