Emilia Romagna. ‘Occidente nel labirinto’, terrorismo e mafia: incontro con Mancuso a Forlì.

Emilia Romagna. ‘Occidente nel labirinto’, terrorismo e mafia: incontro con Mancuso a Forlì.
Libero Mancuso

FORLI’. Due guerre e una sola trincea, la scrivania di un magistrato. Libero Mancuso, pubblico ministero nel processo per la strage alla stazione di Bologna e consulente della Commissione Stragi, racconta la sua esperienza nell’incontro con la città di Forlì dal titolo “Terrorismo e mafia. Leviatani d’Italia”, in programma sabato 17 novembre alle 10 nel Salone Comunale, nell’ambito della XII edizione del festival L’Occidente nel labirinto.

INCONTRO. Dalla Napoli degli Anni Settanta alla Bologna dei Novanta, quasi quarant’anni di storia italiana attraverso lo sguardo di un protagonista della lotta contro il terrorismo e contro la mafia. Due guerre in difesa della democrazia, una vinta (quella contro il terrorismo), una in sospeso (quella contro la mafia).
Dal processo ai capi storici delle Brigate Rosse alla Loggia P2, dalla strage dell’Italicus ai processi contro la banda della Uno Bianca, fino all’omicidio di Marco Biagi.
In mezzo, il ricordo di tanti, troppi amici che, in questa storia aspra di rischi e di eroismi, combattendo hanno perso la vita.
Memorie, interrogativi, domande e risposte.
L’incontro, aperto agli studenti del triennio degli Istituti Superiori, sarà introdotto da Roberto Balzani, sindaco di Forlì, e da Valentina Ravaioli, assessore alle Politiche giovanili del Comune di Forlì, e moderato da Alessandra Righini, presidente del circolo Acli ‘L. Valli’.

Libero Mancuso (Napoli, 28 aprile 1941)

Ex magistrato italiano. Prima del suo insediamento come magistrato a Bologna lavora a Napoli, nel pool che indaga sulle Brigate Rosse.
È successivamente al centro di casi legati alla mafia, alla P2 (con lui depone Licio Gelli) e al terrorismo, in particolare del sequestro di Ciro Cirillo, della strage alla stazione di Bologna del 1980 (in cui è attivo nella lotta ai depistaggi) e di quella dell’Italicus.
Ha lavorato anche nei processi alla banda della Uno Bianca e sull’omicidio di Marco Biagi, e nella Commissione parlamentare d’inchiesta su stragi e eversione.
È stato presidente della Corte d’Assise di Bologna e presidente della sezione del riesame. Ha preso posizione contro le violenze avvenute anche da parte di forze dell’ordine al G8 di Genova nel 2001, con conseguenze politiche; rilevanza hanno avuto assunto sue dichiarazioni sui pericoli dell’”anti-Stato” all’interno della criminalità organizzata, come nel caso della Banda della Magliana.
Come politico stato nominato nel 2006 assessore comunale a Bologna.

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