Emilia Romagna. C’è un accordo per la formazione di lavoratori e imprenditori del terziario.

Emilia Romagna. C’è un accordo per la formazione di lavoratori e imprenditori del terziario.
Donne al lavoro, immagine di repertorio

EMILIA ROMAGNA. Sostenere con apposite risorse i piani formativi rivolti a lavoratori dipendenti, autonomi, dirigenti e imprenditori delle aziende del terziario. E’ l’obiettivo dell’accordo sottoscritto dall’assessore regionale alla Formazione professionale Patrizio Bianchi e dal presidente del Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale Fondir Alessandro Vecchietti.

FORMAZIONE. “Con questo accordo, che segue le intese siglate con ForTe, FonTer e Fondoprofessioni, chiudiamo il cerchio rispetto ad un settore produttivo strategico per la nostra Regione, il terziario – ha sottolineato l’assessore Bianchi – In questo modo rispondiamo ai bisogni di formazione dei dipendenti, dei lavoratori autonomi, dei titolari di impresa e dei dirigenti di un settore produttivo che occupa 1.240.178 lavoratori tra dipendenti e indipendenti, cioè circa il 62 per cento degli occupati sul nostro territorio regionale”.

Fondir è il Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua dei dirigenti del terziario, nato da un accordo interconfederale sottoscritto nel 2002 da Confcommercio, Abi, Ania, Confetra, Manageritalia, FederDircredito, Fidia e Sinfub e riconosciuto dal Ministero del Lavoro.

LAVORATORI INDIPENDENTI. Alla formazione, finanziata dalla Regione Emilia-Romagna con risorse del Fondo Sociale Europeo, potranno accedere gli imprenditori delle aziende aderenti al Fondo e i lavoratori con funzioni direttive che affiancano il titolare nella conduzione dell’azienda, e che spesso rientrano nella categoria dei lavoratori autonomi. I lavoratori indipendenti in Emilia-Romagna sono circa 485 mila, in Italia 5.790 mila.

“Abbiamo voluto coinvolgere le figure professionali apicali delle nostre piccole e medie aziende – spiega l’assessore Bianchi – dove solitamente si apprendono e si trasmettono i comportamenti lavorativi e le abilità in modo informale. Attraverso i percorsi formativi del management si vuole favorire l’organizzazione e la formalizzazione dei processi di apprendimento, accelerando l’impatto in termini di abilità acquisite e competenze strategiche per l’innovazione”.

“Questo Accordo – ha detto il presidente Vecchietti – riveste una grande importanza per i dirigenti e per le figure direttive di centinaia di aziende in Emilia-Romagna aderenti al nostro Fondo Interprofessionale. Fondir auspica che si possano creare maggiori sinergie con le Regioni nella programmazione delle risorse per i piani formativi da realizzare a livello locale”.

L’integrazione tra risorse regionali, nazionali ed europee è una delle strategie messe in campo dalla Regione per garantire un’offerta formativa che sappia rispondere alle differenti esigenze di qualificazione di tutte le imprese e di tutti i lavoratori del territorio, promuovendo innovazione, valorizzando eccellenze, e al contempo, sostenendo l’adattabilità e la permanenza nel mercato dei lavoratori a rischio di esclusione.

“Finanziare la formazione professionale anche per queste figure manageriali può consentire di limitare il forte calo dell’occupazione che si sta registrando su tutto il territorio nazionale e in Emilia-Romagna – ha detto Roberto Breveglieri presidente regionale di Manageritalia – che ricorda che, al 30 settembre, in Emilia Romagna, i dirigenti fuoriusciti dal mercato del lavoro sono circa 700.

“L’accordo tra Fondir e Regione segue quanto già di buono è stato fatto grazie allo stesso accordo siglato nel 2010 tra Fondo For.Te e Regione – ha concluso il direttore generale Iscom Confcommercio Emilia-Romagna Nicola Spagnuolo – Oggi possiamo dire che il ruolo del terziario come motore di sviluppo assume forza e vigore grazie all’unitarietà di intenti che consente la messa a sistema di ogni strumento dedicato allo sviluppo delle competenze del settore”.

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