Emilia Romagna. E’ nata Ust di Romagna: preoccupazione per lavoro e pensioni.

Emilia Romagna. E’ nata Ust di Romagna: preoccupazione per lavoro e pensioni.
anziana lavoratrice, foto di repertorio

RIMINI. Ieri mattina il Consiglio generale della Ust-Cisl di Rimini ha approvato all’unanimità la delibera che ratifica la costituzione di una nuova struttura denominata UST di ROMAGNA, derivante dall’aggregazione e integrazione delle strutture Ust di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna.

L’approvazione è arrivata al termine di una mattinata di lavori, apertasi con la relazione del segretario generale della Ust di Rimini Massimo Fossati, a cui sono seguiti gli interventi dei rappresentanti delle varie categorie e i contributi del segretario nazionale Cisl Piero Ragazzini e del segretario generale regionale Giorgio Graziani. Il Consiglio generale della Ust di Rimini, inoltre, ha dato mandato alla Segreteria di realizzare gli opportuni affidamenti e accordi per l’avvio delle procedure conseguenti alla delibera, in raccordo con la Segreteria regionale e con gli altri segretari responsabili delle Unioni territoriali interessate al processo di integrazione.

PREOCCUPAZIONE. Nella sua relazione introduttiva, Fossati ha ricordato che «I nostri distretti produttivi sono sotto pressione e le cifre sugli ammortizzatori sociali parlano chiaro: nei primi nove mesi del 2012 la cassa integrazione è aumentata in maniera esponenziale, raggiungendo oltre 6.035.000 ore utilizzate, interessando 4.193 lavoratori distribuiti in 818 aziende del territorio, a cui si aggiungono oltre 3.200 lavoratori iscritti alle liste di mobilità».

«A questo si somma la preoccupazione per il perdurare di una crisi economica ancora lunga da essere domata, per il trend di riduzione dei consumi, la caduta del potere d’acquisto delle famiglie sceso del 5,2% tra il 2008 e il 2011, l’impennata delle sofferenze bancarie, il crescente disagio economico che sta investendo il ceto sociale più debole, e in particolare i pensionati a basso reddito e tante famiglie sempre più in difficoltà e ormai ai bordi della soglia di povertà».

«Per contrastare tutto questo servirebbe che il governo Monti, o qualunque governo ci ritroveremo nei prossimi mesi, avviasse una politica antirecessiva, con la riduzione delle tasse sul lavoro, più sostegno alla contrattazione decentrata per alzare la produttività, il rilancio degli investimenti per le opere infrastrutturali, sempre più necessarie al paese, accanto a nuove strade per rendere meno pesanti i vincoli del patto di stabilità per gli enti pubblici virtuosi».

Fossati ha poi ribadito «la solidarietà della Cisl ai lavoratori licenziati dalla Maggioli di Santarcangelo e l’adesione alla Giornata internazionale contro la violenza alle donne del 25 novembre».

 

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