Emilia Romagna. Incontro sulle estrazioni di idrocarburi in mare. Legambiente: ‘La Regione latita’.

Emilia Romagna. Incontro sulle estrazioni di idrocarburi in mare. Legambiente: ‘La Regione latita’.
Piattaforma in mare, foto di repertorio

ITALIA & AMBIENTE. Preoccupante l’assenza dell’Emilia Romagna al tavolo permanente sulle estrazioni di idrocarburi in mare. Legambiente chiede all’assessore Muzzarelli se questa mancanza corrisponda a particolari scelte politiche e strategiche:

MARI E COSTE IN PERICOLO. “I nostri mari e le nostre coste sono continuamente minacciati dalle prospezioni e dalle trivelle per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi. Una condizione che si andrà aggravando se non si cancellerà al più presto l’articolo 35 del decreto “Cresci Italia” (d.l. 83/2012), che potrebbe dare il via libera ad almeno 70 piattaforme di estrazione di petrolio le quali, sommate alle 9 già attive nel mare italiano, darà un totale di 29.700 kmq di superficie marina sfruttata.
A richiedere l’abrogazione dell’articolo voluto dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, non sono solamente le maggiori associazioni ambientaliste – Legambiente, Greenpeace, WWF – ma anche gran parte delle regioni affacciate sul mare Adriatico.

UN TAVOLO PERMANENTE. Lo scorso 9 di novembre, infatti, si è costituito a Venezia un tavolo permanente di confronto tra Regioni e Paesi delle due sponde per definire principi e regole comuni per uno sviluppo sostenibile, e per creare una regìa unica e condivisa che determini i criteri per l’autorizzazione di estrazioni di idrocarburi in mare. Riuniti nella laguna veneta, i Consigli regionali di Veneto, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo e Marche, si sono fatti promotori della richiesta di abrogazione – tramite referendum popolare – dell’articolo 35. Tali regioni adriatiche sono riuscite anche a coinvolgere i governi della sponda balcanica: sia il Montenegro che la Slovenia hanno partecipato al tavolo assicurando la propria adesione.

In Italia cresce il protagonismo dei territori e delle istituzioni locali contro l’arrivo di nuove piattaforme petrolifere in mare. È ormai evidente la necessità che il nostro Paese si affranchi definitivamente dal petrolio e dalle fonti fossili, come auspicato da tanti anni da Legambiente, per arrivare a un sistema energetico basato su risparmio, efficienza e produzione di energia da fonti rinnovabili.
La regione Emilia Romagna, invece, latita. Nonostante Legambiente avesse espressamente richiesto, con una lettera del 7 novembre, di aderire alla Conferenza internazionale di Venezia, chiedendo al presidente della Regione Errani, al presidente dell’Assemblea legislativa Richetti e all’assessore alle Attività produttive Muzzarelli di sottoscrivere la proposta lanciata in quell’occasione di creare un fronte unico contro nuove trivelle in Adriatico, su questo non è mai arrivata nessuna risposta.

A ragione di ciò, Legambiente chiede all’assessore Muzzarelli se questa assenza corrisponda anche a scelte politiche e strategie di sviluppo economico ed ambientale differenti rispetto a quelle delle altre regioni coinvolte”.

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