Ravenna. Resistenza. Commemorati i 56 martiri di Madonna dell’albero.

Ravenna. Resistenza. Commemorati i 56 martiri di Madonna dell’albero.
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RAVENNA &  I 56 MARTIRI DI MADONNA DELL’ALBERO. martedì 27 novembre ricorre il 68° anniversario dell’eccidio di Madonna dell’albero, la più efferata strage nazista in provincia di Ravenna, nella quale 56 civili furono barbaramente uccisi da truppe tedesche. Intanto si è svolta la commemorazione organizzata da Comune e Anpi, che ha visto sfilare un corteo di persone, il gonfalone della città e la banda musicale lungo le strade di Madonna dell’albero. Dopo la tappa per rendere omaggio alla lapide di don Domenico Turci, che il 17 novembre 1944, vigilia del suo trentesimo compleanno, venne sorpreso e ucciso da una pattuglia tedesca mentre segnalava la presenza di mine con ramoscelli, il corteo ha raggiunto il sacrario dei 56 Martiri dove è stata deposta la corona in loro memoria.

LA COMMEMORAZIONE. Per l’Amministrazione comunale era presente l’assessore Valentina Morigi che, in apertura del discorso celebrativo ha citato il conferimento del Premio Nobel per la pace 2012 all’Unione europea per il suo impegno negli ultimi 60 anni, per poi soffermarsi sulle vicende storiche di 70 anni fa, legate alla Seconda guerra mondiale affermando, che questa “più ancora della prima, rappresentò un salto verso la guerra ‘totale‘, nella quale scomparve la distinzione fra civili e combattenti”.
“Per la prima volta nella storia dell’umanità – ha proseguito Morigi – , il numero di morti civili superò quello dei militari. In Italia tra l’8 settembre del ’43 e l’aprile del 1945 la violenza dei tedeschi contro i civili italiani fece registrare oltre 400 stragi e un bilancio di circa 15mila vittime. Una lunga scia di sangue che accompagnò le truppe tedesche nella lentissima ritirata da Sud a Nord del Paese”.
Entrando nel merito dei fatti accaduti nella nostra realtà, e per introdurre l’eccido di Madonna dell’Albero, l’assessora ha parlato di come Ravenna nel 1944 fosse accerchiata da due linee tedesche che si sviluppavano a nord sul Lamone e a Sud nei Fumi Uniti, mentre i Partigiani della Garavini, il distaccamento della 28esima brigata Garibaldi di Bulow, avanzavano con coraggio verso la vittoria ormai vicina. “I nazisti per battere in ritirata sgomberavano la strada con la strategia militare NO POPLE NO PROBLEM, cioè con l’annientamento fisico delle popolazioni insediate lungo la via di fuga, perseguendo l’obbiettivo di avere il territorio libero da tali impedimenti.

“Ciò che è accaduto a Madonna dell’albero il 27 novembre del 1944 – ha commentato Morigi, entrando nel merito della circostanza – è la messa in opera di una cinica, spietata, barbara, strategia militare difensiva dell’esercito nazista, sconfitto e in fuga. E l’orrore per questa strage ancora oggi paralizza, blocca: 56 civili inermi raggruppati dai tedeschi nelle abitazioni: 15 uomini, 8 anziani, 17 donne e 16 bambini 16 bambini di cui 4 di solo due anni – vengono tenuti sotto assedio dalla 114 Jager, la divisione dell’esercito nazista che si macchia del massacro, che li divide in gruppi, li uccide a grande velocità con raffiche di mitragliatrice, poi li seppellisce e li ricopre di letame, in gran segreto. Per giustificare la ferocia di quell’atto – ha aggiunto – i nazisti vigliaccamente li definiranno ‘partigiani che facevano resistenza’. I loro corpi vennero riesumati nei giorni successivi, alcuni vennero addirittura estratti dopo il 4 dicembre quando Ravenna fu liberata. Ciò che venne dopo, è una lunga cronaca di deposizioni dei pochi testimoni e sopravvissuti; è la storia della ricostruzione, fisica, morale ed etica del nostro paese; è la nostra Costituzione, nata dalla Resistenza. Ravenna ha pagato un forte tributo di sangue alla seconda guerra mondiale, in termini di vite falcidiate, ma si è anche contraddistinta nella organizzazione della Resistenza partigiana. Per questa ragione la Medaglia d’Oro al Valore della Resistenza partigiana è più che meritata”.

NON DIMENTICHIAMO! In vista del 4 dicembre, anniversario della Liberazione della città dal nazifascismo, l’assessora Morigi ha colto l’occasione per rivolgere “da qui, dal Sacrario dei 56 Martiri di Madonna dell’albero, un invito a tutti: torniamo a celebrarlo! Torniamo ad occupare pacificamente le Piazze, torniamo nel nostro Forese, nelle campagne a rendere onore alla nostra Resistenza sui Cippi partigiani. Non si può dimenticare ciò che è accaduto nelle nostre terre poco meno di 70 anni fa, né i nomi, le storie, di chi ha pagato con la vita, una guerra che nemmeno aveva voluto, né il coraggio, l’altruismo, la levatura morale dei Partigiani e, di chi, per citare le parole del partigiano Saporetti di Carraie ‘Ha voluto combattere per la libertà senza nemmeno conoscerla’.
Passando ai ringraziamenti, Morigi ha citato l’Anpi, le Associazioni combattentistiche, la Provincia, il i componenti del Comitato cittadino di Madonna dell’Albero, il Servizio decentramento del Comune, e in modo speciale Paolo Domenicali, l’ultimo presidente della II Circoscrizione che ha coltivato la memoria e il ricordo di questi luoghi con una devozione civica commovente e con la capacità di coinvolgere le scuole e la comunità di questo territorio. A lui si deve la realizzazione del volume di Enrica Cavina ‘Tra Storia e Ricordo. 27 novembre 1944. La strage di Madonna dell’Albero’ e la realizzazione del video girato da Carla Baroncelli ’Madonna dell’Albero il perché di una strage’.

 

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