Buon Natale nella crisi? Che i potenti diano l’esempio..

Buon Natale nella crisi? Che i potenti diano l’esempio..
Candela, immagine di repertorio

C’è aria di Natale. Si, c’è proprio aria di Natale, nonostante la crisi, nonostante il pazzo meteo che un giorno ci fa battere i denti e l’altro ci dona una brezza primaverile. Nonostante questo l’aria è inconfondibile: è quella natalizia, fatta di tante lucine colorate – alcune accese un po’ troppo precocemente forse – di odore di caldarroste, di guanti di lana, di alberi spogli, di strade gelate.

E’ quasi Natale, e anche se le strade non brulicano di gente “affamata” di shopping, e i negozi – purtroppo – non fanno (quasi mai) pieno di clienti, è comunque Natale, o quasi.
Sarà Natale anche quest’anno, con un banchetto un po’ meno ricco e un albero un po’ più vuoto sotto, dove si mettono i regali. Ma infondo non è questo che preoccupa le persone, non è il regalo meno costoso o  una cena meno lussuosa che fa venire un po’ gli occhi lucidi. Non è la settimana bianca mancata, o il maglione in meno che ci compreremo, non è nemmeno quel viaggio che abbiamo sempre sognato e che rimandiamo ancora.. O il fatto che ai bambini compreremo un gioco un po’ meno costoso di quanto preventivato..

Quello che fa stringere un po’ il cuore è la mancanza di luce in fondo al tunnel. Nonostante le numerose dichiarazioni di Monti sulla fine della crisi economica all’orizzonte, le persone iniziano davvero a perdere fiducia, o, ancora peggio, la speranza. Questo perchè nella vita di tutti i giorni tutto sembra essere fermo o peggio andare indietro: le scadenze – delle bollette, dell’affitto o del mutuo – sono diventate incubi, le spese quotidiane – gli alimentari o l’auto – montagne da scalare. La gente è stanca di combattere per “sopravvivere”, perchè ormai è di questo che si parla per migliaia di persone.

A tutte queste difficoltà si aggiunge la sensazione di essere soli, di fronte ad un governo che – sebbene stia lavorando sodo e sia convinto di essere sulla giusta via – ha richiesto grossi, per molti eccessivi, sacrifici, in cambio di un esempio che non arriva. Dov’è l’esempio di chi siede in Parlamento e che per ora la “cinghia non l’ha ancora tirata” per niente, o comunque in modo non percettibile dalla gente?…  Stipendi, pensioni, vitalizi d’oro per giovani e meno giovani politici che già conducono una vita per molti nemmeno immaginabile in quanto a comfort e privilegi, alimentano la sensazione di essere lasciati soli, incompresi e anche un pochino (per non esagerare) sfruttati, spremuti…
E’ una brutta sensazione, e non dovrebbe esserci. Per superare le difficoltà del momento occorre che ci sia almeno volontà e pensiero positivo, ma è molto difficile quando il governo e le forze politiche sembrano essere sordi alla voce di chi lotta ogni giorno per rimanere vivo e “sano” di mente, e di fisico. Certo, ognuno deve fare la propria parte, dall’operaio all’impiegato, dall’artigiano all’imprenditore, ma credo sia anche valido – ora più che mai – quel concetto secondo cui da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Concetto che non sembra dominare in ciò che ogni giorno vediamo ai notiziari, i quali riportano il solito carosello di volti intenti a farsi battaglia tra loro. L’informazione ci riporta quasi sempre la punta dell’iceberg, di un mondo ancora inaccessibile ai “comuni mortali”.

Per Natale le persone non vogliono nuotare nell’oro ma almeno galleggiare più serenamente. Dare l’esempio è ora più che mai doveroso da parte di chi siede nelle poltrone del potere, politico, sociale ed economico. Quello sarebbe un bel regalo (che sarebbe un dovere!), la giusta luce per vedere la fine del tunnel.

 

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