Montefeltro. Mons. Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio. Sostituisce mons. Rabitti.

Montefeltro. Mons. Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio. Sostituisce mons. Rabitti.
Pennabilli 4

I VESCOVI: DESTINATI AL MINISTERO DAGLI APOSTOLI.  S. E. mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro ha convocato, nella cattedrale, il Consiglio presbiterale, quello Pastorale, gli Uffici di curia e i Diaconi permanenti per comunicare la sua nomina a vescovo dell’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio nella quale subentra a S.E. mons. Paolo Rabitti che aveva dato la sua disponibilità a riconsegnare il mandato di presiedere la Diocesi al compimento del suo 75° anno di età.
Nella stesso tempo identica cosa avveniva a Ferrara in contemporanea con l’annuncio della Santa Sede. Dopo un momento di preghiera mons. Negri ha preso la parola annunciando ai presenti la sua accettazione alla nomina di Vescovo di Ferrara-Comacchio “non senza grave sacrificio, in spirito di obbedienza totale al Santo Padre…”.
Il prelato ha poi dato lettura della comunicazione pervenutagli tramite il Nunzio Apostolico in Italia e San Marino, mons. Bernardini e la sua risposta, rammaricandosi per il non rispetto della riservatezza di questi atti già a conoscenza della stampa prima ancora che Negri ne venisse messo a conoscenza.  Quindi Negri ha letto il messaggio indirizzato alla diocesi di San Marino-Montefeltro e a quella di Ferrara-Comacchio. E’ superfluo notare come la notizia che, peraltro, prima o poi era attesa, abbia suscitato comunque sorpresa ed emozione, in tutti.
Così mons. Negri lascia questa Diocesi dopo oltre sette anni dalla sua nomina e, come dice nel messaggio indirizzato a questa Chiesa particolare “conserverò per tutta la vita una gratitudine grande a tutti voi, che mi avete consentito di fare un’esperienza indimenticabile di fede e di carità pastorale…”. La presa di possesso dell’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio avverrà il prossimo 17 febbraio 2013. Quindi in questi due mesi e mezzo che ci separano da quella data, Mons. Negri continuerà la sua missione di Pastore in San Marino-Montefeltro.
Mons. Elio Ciccioni, vicario generale della Diocesi  avrà ora l’incarico di Delegato per tutti gli affari di Curia essendo mutato lo status di mons. Negri, non più Vescovo ma Amministratore apostolico di questa Diocesi.

IL MESSAGGIO. (Clemente Romano, Ai Corinti. 44) “ All’approssimarsi del mio 75° anno di età, comunicai al Santo Padre Benedetto XVI la mia ovvia e totale disponibilità a riconsegnare il mandato di presiedere e servire la Chiesa di Ferrara-Comacchio. Ricevetti risposta con la direttiva a continuare tale mandato fino a nuova comunicazione. Allorché si avvicinava il 76° compleanno, nell’estate 2012, volli poi informarmi, presso le Autorità Pontificie competenti, sul da farsi, in merito al nuovo anno pastorale 2012-2013.  Mi si disse di impostare con tranquillità e regolarità tale anno pastorale, e mi si prospettò di condurlo fino all’espletamento avanzato, a meno che non vi fossero stati motivi ed urgenze non preventivabili in quel momento.

Per questo motivo ho proiettato responsabilmente alla Diocesi le direttive del Programma pastorale diocesano, dal settembre 2012 fino al prossimo mese di giugno 2013. Il giorno 19 novembre scorso, mi è stato comunicato che il mio mandato di arcivescovo di Ferrara-Comacchio volgeva al termine e che il giorno I° dicembre sarebbe stato nominato e divulgato il nome del nuovo Arcivescovo, pur chiedendomi di dilatare ancora, per qualche tempo, la mia presenza e guida dell’Arcidiocesi, in qualità di Amministratore Apostolico. Sono lieto di essere, ancora una volta, nella gioiosa e convinta ubbidienza di Vescovo cattolico: voluntas Petri, voluntas Dei.
La carità e l’affetto che Dio mi ha messo in cuore per l’amatissima arcidiocesi di Ferrara-Comacchio (per la Città di Ferrara, per la Città e antica diocesi di Comacchio, per Pomposa, per il grande territorio provinciale, e l’amicizia, la stima, la gratitudine per il Vicario Generale, gli Officiali di Curia, per i Sacerdoti, i Diaconi, i Seminaristi, i Religiosi, l’Azione Cattolica e tutto il Laicato – aggregato e non – e per tutte le apprezzate Autorità nazionali, regionali, provinciali, comunali e locali conosciute) non cessano. Oggi, di certo; anzi, ritengo che – alleggerendosi poi i pesi immancabili del non facile servizio episcopale – si condenseranno nel mio animo le cose belle e grandi, tutte le Persone care, gli eventi insieme vissuti, tutto ciò che fa bella questa Diocesi, come parte inalienabile della mia vita e come debito impagabile del mio animo. Se qualche rammarico avrò, sarà quello di non aver data abbastanza a questa Chiesa, pur credendo di ‘avercela messa tutta’! Oso far mie le sublimi parole di Paolo VI: “Potrei dire che ho sempre amato la Chiesa e che, per essa, non per altro, mi pare di aver vissuto. Ma vorrei che la Chiesa lo sapesse, come una confidenza del cuore che solo nel momento estremo della vita si ha il coraggio di fare. Scrisse, con bella ironia, Don Mazzolari: “Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che Lui non stia attento a queste sottigliezze!”.

“Spero di potere, fra poco, trascorrere con Dio, in preghiera, altrettante ore quante ne ho donato alla Chiesa. Nunc labora, tunc ora! Spero anche che gli Uomini e le Donne, i Giovani e i Fanciulli di Ferrara-Comacchio si siano accorti del bene che ha loro voluto, così come tanto amai i Feretrani e i Sammarinesi. E Dio lo sa. Amare é faticoso, ma ‘senza amore tutto é nulla‘ (Santa Teresa D’Avila). Se ho dovuto riprendere, o, addirittura, intervenire nei riguardi di Qualcuno, lo sappia questo Qualcuno e lo sappia la Diocesi, era per non lasciare andare a brandelli le cose di Dio. Prego Costoro di confrontarsi con í Comandamenti del Signore e le regole della Chiesa e troveranno la risposta alla loro e mia sofferenza. Ma ogni giorno, e per otto anni, credo di poter garantire a tutti i Ferraesi-Camacchiesi – come già pure ai Sammarinesi -Feretrani – che il sole non é mai tramontato senza amore, preghiera e desiderio di bene per tutti. Non ho mai concluso le giornate nel lamento per le fatiche o i guai: era troppo lo stupore per essere io chiamato a compiti smisuratamente superiori alle mie forze, quali l’essere “economo della grazia del supremo sacerdozio” (LG 26) ed “edificatore di questa Chiesa nella verità e nella santità” (LG 27). Garantisco che ogni sera o notte la mia giornata si concludeva con due parole di preghiera al Signore: “grazie e aiuto”, affidando tutti e tutto alla Madonna delle Grazie.
Oggi, dunque, la catena apostolica ininterrotta – iniziata con i 12 Apostoli, chiamati direttamente da Gesù e includente, a distanza di secoli, anche me ‘servo inutile ma consacrato’ – schiude l’ultimo suo proprio e ‘mio’ anello per congiungerlo con un anello successivo e collegarlo al ‘tralcio del seme apostolico‘ (Tertulliano, PL 7,848), garantendo, per Ferrara-Comacchio, la presenza e la guida del Vescovo. Ogni Vescovo resta, in tal modo, un piccolo “trattino” che, di nome in nome, collega ciascuno e tutti i Vescovi agli Apostoli e a Cristo Signore ‘con una successione che decorre ininterrotta dall’origine’ (LG 20). Il Santo Padre Benedetto XVI ha, dunque, designato a costituire questo nuovo anello di catena della successione apostolica, per la Chiesa di Ferrara-Comacchio, il fratello. S. E. Mons. Luigi Negri, fino ad oggi vescovo di San Marino-Montefeltro e, ora, proprio in quest’ora, subentrante arcivescovo di Ferrara-Comacchio”.

( Ndr) ” E’ nota a tutti la biografia del mio Successore. Molti conoscono – integra il Vescovo – la sua passione per la vita ecclesiale, e la profonda dottrina che Egli ha accumulato nello studio, nell’esperienza e nel cammino sacerdotale ed episcopale. Lo salutiamo subito da qui: benedetto colui che viene inviato da Papa Benedetto e, perciò stesso, nel nome del Signore. Bisogna oggi dilatare i nostri animi: nuovi doni; nuovi capitoli di sapienza evangelica; nuovi passi di cammino cristiano verranno offerti, indicati e propugnati dalla figura, dalla cultura, dall’opera e dalla fatica del nuovo Arcivescovo. Per Lui, dunque, affetto, rispetto e, anzitutto, preghiera, in questo tempo di preparazione anteriore alla sua venuta. E così, la diocesi di Ferrara-Comacchio procederà nel 2° decennio del 3° millennio. Ferrara, 1 Dicembre 2012 +Paolo Rabitti arcivescovo di Ferrara-Comacchìo”.

Il ringraziamento a S.E. mons. Vescovo. “ Desidero innanzitutto ringraziare S.E. mons. Vescovo per le parole così grandi e immeritate che ha pronunciato nei miei confronti. E lo ringrazio anche perché quelle parole più che i miei meriti esprimono la grande fiducia che per la sua bontà egli mi ha sempre dimostrato in questi anni di lavoro in stretta collaborazione con lui. E questo è per me motivo di onore.
Vorrei anche ringraziarlo per la fatica affrontata non solo per il governo della Diocesi, partecipando sempre ai momenti significativi della comunità e delle persone, tristi o lieti,ogni qualvolta era invitato, ma anche per il grande sforzo ad adeguarsi alla nostra mentalità, al nostro ambiente, ai nostri temperamenti, e lo ha fatto dimostrando di volerci un bene grande, non solo come persone, ma soprattutto come comunità di fratelli uniti dal vincolo dell’amore del Signore risorto e vivo in mezzo ai suoi. I suoi interventi, la sua lettura delle vicende italiane o estere, i suoi richiami, altro non sono stati che un continuo stimolo per educare il popolo di questa chiesa a una lettura conforme alla fede, delle vicende umane
Oggi non è ancora il momento dell’addio definitivo, perché il Vescovo rimarrà ancora per un periodo di tempo in mezzo a noi, ma l’annuncio ufficiale del suo trasferimento alla Diocesi di Ferrara-Comacchio, come abbiamo appena sentito, lascia in tutti noi un senso di amarezza e di dispiacere, mitigato soltanto dalla consapevolezza che questo trasferimento è per lui una promozione ampiamente meritata. Ciò non toglie che ci sentiamo un po’ orfani, perché come mi faceva osservare un Sacerdote, al di là di qualche difficoltà dovuta alla personalità di ciascuno di noi, gli abbiamo voluto bene.
Ed è questo ciò che conta. Certamente anche il volere bene comporta qualche sofferenza, anzi non c’è amore senza sofferenza, quindi chiediamo al Vescovo di perdonare le amarezze, i dispiaceri e le delusioni che possiamo avergli procurato, dimostrandoci così un supplemento di affetto.

Negli auguri del primo Natale in mezzo a noi, avevamo detto al Vescovo Luigi che il nostro desiderio e il nostro sforzo era quello di farlo sentire uno di casa, anzi il padre della nostra famiglia; non so se e fino a che punto ci siamo riusciti: Speriamo comunque che egli ci porti nel cuore, come figli primogeniti del suo episcopato.
Il vescovo Negri ha lavorato per la Chiesa e per la nostra Chiesa Particolare con passione, con competenza, con affetto; gli diciamo ancora Grazie! E soprattutto chiediamo al Signore di accompagnarlo con la sua benedizione. Egli ha celebrato quasi ogni giorno nel Santuario della Madonna delle Grazie, la madre del cielo lo accompagni con la sua protezione materna! Noi lo seguiremo con il ricordo e la preghiera nel nuovo e impegnativo capitolo della sua vita che sta per aprirsi con la responsabilità dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, gli assicuriamo che conserveremo il suo ricordo e che se e quando vorrà tornare a trovarci troverà sempre accoglienza e affetto. Grazie ancora vescovo Luigi, a nome della Diocesi e in particolare dei Sacerdoti, dei Diaconi, dei Religiosi e delle Religiose, e di tutti i fedeli laici che hanno avuto l’avventura e la gioia di condividere con lei la sollecitudine per questa nostra Chiesa particolare, modesta, a volte lenta e fragile, ma sempre radicata nella fedeltà ai Successori di Pietro e alla Tradizione Apostolica e quindi a Cristo stesso. Sia Egli sempre la nostra gioia, il nostro premio, il nostro tutto. Mons. Elio Ciccioni,Vicario generale“.

 

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