Ravenna. 68° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il 4 dicembre.

Ravenna. 68° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il 4 dicembre.
Liberazione di Ravenna, foto di repertorio

RAVENNA. Domani è il 4 dicembre, 68° anniversario della Liberazione di Ravenna dal nazifascismo. Per l’occasione l’Amministrazione comunale ha organizzato un programma di iniziative.

PROGRAMMA.  La giornata prevede in Piazza del Popolo alle 11, alla presenza del picchetto d’onore militare e con l’accompagnamento musicale della banda cittadina, la deposizione di corone e l’omaggio alla lapide in memoria dei Caduti della seconda guerra mondiale.
Successivamente, alle 11.30, nella Sala Preconsiliare della sede municipale, avrà luogo la pubblica cerimonia del 68° anniversario della Liberazione di Ravenna cui parteiperanno due classi di studenti del Liceo Scientifico. Sono previsti gli interventi di Livia Molducci, Presidente del Consiglio Comunale, e del vice sindaco Giannantonio Mingozzi; seguirà la proiezione del filmato dedicato alla figura di Olga Prati, partigiana e consigliera comunale, deceduta l’estate scorsa. Il video è stato realizzato per l’occasione da Fausto Pullano e Gian Luigi Melandri per conto dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea. Chiuderà l’evento Paola Pattuelli, per il Comitato in difesa della Costituzione di Ravenna, che pronuncerà un breve discorso in memoria di Olga Prati.
Le iniziative per l’anniversario della Liberazione proseguiranno a cura di Anpi provinciale con il patrocinio del Comune di Ravenna e dei Comuni della Bassa Romagna nella giornata di venerdì 7 dicembre a Mandriole. Alle 9.30 al Cippo dei Martiri di Piazza 2 Agosto è prevista la deposizione di fiori alla presenza di medaglieri e gonfaloni; successivamente, alle 10, nella fattoria Guiccioli (via Mandriole 286) si svolgerà la conferenza sul tema “La Battaglia delle Valli: la liberazione a nord di Ravenna”, tenuta da Giulia Belletti e Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza.

Sintetica nota biografica su OLGA PRATI

(Bologna 7 maggio 1923; 13 giugno 2012).
Nasce a Bologna ma la famiglia si trasferisce a Ravenna quando lei ha 4 anni. Ha una sorella maggiore di due anni e mezzo, erano differenti, Olga diceva che “una era ribelle ed una no”. Abitavano in via Cattaneo, il padre era insegnante di Matematica e Fisica e molto influì sulla formazione delle figlie. “Era un uomo singolare, severo e dotato di molto ascendente, moralmente e culturalmente antifascista, ma senza collegamenti”, eppure subì controlli e minacce, fino all’assalto domestico nel settembre 1944.
Frequentò “ottime” Scuole Elementari, con molti “docenti non fascisti” al Centro Garibaldi, in via di Roma (vi ebbe come compagno di classe fin da allora Aurelio Gulminelli, futuro dirigente della 28° Brigata Garibaldi) studiò alle Magistrali e nel settembre 1940 conseguì la maturità scientifica come privatista. Il 10 giugno, ingresso in guerra dell’Italia fascista, Olga si oppose, a scuola, sbattendo le finestre, al corteo studentesco in favore della politica fascista.
Si iscrisse poi alla facoltà di Matematica dell’Università di Firenze, dove insegnavano noti docenti antifascisti, come Ernesto e Tristano Codignola e la pedagogista Margherita Masolo. Attraverso di lei Olga e l’amica Celsa Resta di Roncalceci, entrarono, nel 1943, in contatto con il Partito d’Azione e nella trafila della militanza antifascista.
Cominciarono i primi contatti con i resistenti, e poi gli eventi, dopo il 25 luglio e l’8 settembre, subirono una forte accelerazione.
Dalle riunioni in parrocchia si passò a quelle con giovani che volevano organizzarsi “per un futuro di libertà”, da piccole attività di aiuto come “ausiliarie della Resistenza” a incontri, a casa del professor Mario Montanari, della sezione ravennate del Partito d’Azione, nel febbraio 1944.
L’arrivo in città del prof. Aurelio Macchioro alimentò i contatti già esistenti con Firenze.
Olga mai ebbe armi, partecipò al trasporto di materiali a stampa, a raccolte fondi, ad aiuti per prigionieri, a riunioni per la costituzione del CLN di Ravenna e all’attività dei Gruppi di Difesa della Donna.
Nell’estate 1944 fu presente alla formazione delle SAP femminili, con “funzioni di servizio per l’insurrezione” della città, quindi divenne staffetta partigiana.
Dopo la Liberazione, quando si sciolse il Partito d’Azione, rimase “estranea” alle scelte delle due anime che si divisero tra il PSI e il PRI, svolgendo una notevole attività di massa nell’Unione Donne Italiane (“sono molto grata alle donne contadine per avermi fatto capire il mondo”) e attraversando gli anni duri dello scontro tra Destra e Sinistra e tra laici e cattolici. Appoggiò le liste elettorali unitarie di PSI e PCI, al quale aderì nel 1963, e, dal 1960 al 1964, fece parte del Consiglio comunale di Ravenna come indipendente di sinistra.
Entrò nella scuola nel 1949, insegnando Matematica e Fisica al liceo scientifico ravennate, ove subì pure discriminazioni politiche; trasferitasi quindi a Bologna, terminò la carriera insegnando al liceo classico “Galvani”.
Dal 1981 al 1984 fu Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Ravenna, poi proseguì il suo impegno politico e culturale presso l’ANPI e il Coordinamento delle Donne bolognesi.

Scheda a cura di Gian Luigi Melandri dell’ISREC di Ravenna.

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