Emilia Romagna. Rimini. Un convegno sul rischio sismico del patrimonio culturale.

Emilia Romagna. Rimini. Un convegno sul rischio sismico del patrimonio culturale.
S.AGOSTINO

RIMINI & SISMA. Si inaugura mercoledì 5 dicembre 2012 alle ore 10 nel Museo della Città la mostra documentaria dal titolo Rimini territorio sismico: le macerie rivelano, sisma e archeologia, curata da Gianluigi Basenghi, Massimo Bottini, Vittorio Corridori, Johnny Farabegoli, Andrea Serrau. Introduce Roberto Ricci presidente dell’ordine degli architetti.
Venerdì 7 dicembre incontro tecnico e convegno di studi dalle ore 10 alle 19 nel Museo della Città, Sala del Giudizio, dibattito ed esperienze a confronto sul tema della vulnerabilità sismica del territorio, considerazioni storico-critiche ed esperienze a confronto.

RIMINI TERRITORIO SISMICO: LE MACERIE RIVELANO. L’evento dirompente di un sisma comporta sempre una ferita evidente e dolorosa nei territori delle nostre comunità. Il patrimonio architettonico di una città, con le sue ferite, appare testimoniare con evidenza vulnerabilità e fragilità dei nostri tessuti urbani, in particolare negli ambiti di carattere storico. Ma occorre anche osservare, pur nella tragicità degli eventi, che un sisma, inaspettatamente, rivela anche patrimoni storico-artistici per lungo tempo ‘occultati‘ e ‘custoditi’ all’interno di quelle nuove strutture architettoniche realizzate nel tempo dopo ogni evento sismico.
Alla luce di questa riflessione, viene qui presentata la mostra dal titolo Rimini territorio sismico: la macerie rivelano in forma di puntuale documentazione storico-fotografica tesa ad illustrare il terremoto di Rimini del 1916, mettendone in luce sia i danni provocati dal sisma ad alcune strutture storiche del tessuto urbano della città, sia lo straordinario disvelamento del ciclo pittorico trecentesco della chiesa di Sant’Agostino, affiorato in seguito al sisma. A tale documentazione si affianca anche un itinerario visivo relativo ai recenti terremoti dell’Emilia e dell’Aquila.

LE SEZIONI DELLA MOSTRA. L’itinerario così proposto al visitatore (e pensato per un pubblico il più ampio possibile, senza intenti tecnicistici) si articola attraverso due sezioni principali: La memoria si fa immagine e Rivelare. La prima sezione, La memoria si fa immagine, dopo una breve nota introduttiva sui sismi del territorio riminese, si articola attraverso una sequenza di scatti del 1916 (attualmente conservati presso l’Archivio Fotografico della Biblioteca Gambalunga di Rimini) che inquadrano ‘squarci’ urbani ed interventi di demolizione e messa in sicurezza di alcune fra le principale chiese della città e di cui è rimasta documentazione fotografica.

La seconda sezione, Rivelare, è stata pensata quale documentazione dello “straordinario” ritrovamento del ciclo pittorico del Trecento riminese, riemerso sotto gli intonaci e gli stucchi barocchi della chiesa di Sant’Agostino, e di cui l’affresco della qui vicina Sala del Giudizio del Museo, ne è testimonianza viva. La mostra, attraverso una selezionata documentazione fotografica risalente al 1923 e proveniente dall’Archivio della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna, intende portare all’attenzione del visitatore quello straordinario repertorio di immagini del ciclo pittorico – celato per lungo tempo agli occhi di pellegrini e visitatori – così come apparso, dopo l’inaspettato disvelamento, allo sguardo meravigliato dei restauratori guidati dal professore Giovanni Nave.

A queste due sezioni principali, come completamento ed arricchimento del percorso espositivo, sono affiancate le ‘testimonianze’ visive di due recenti sismi: quello dell’Emilia e quello dell’Aquila. Relativamente all’Emilia, è stata pensata una narrazione in forma di video, con immagini che documentano danni e consistenza dell’evento sismico. Si tratta di scatti fotografici ripresi in varie località, tra le quali, solo per citarne alcune, Bondeno, Cento, Crevalcore, Mirabello e Sant’Agostino. I soggetti documentati riguardano scuole, palazzi e spazi pubblici, chiese e cimiteri all’indomani del sisma, o nell’immediatezza dei primi interventi di messa in sicurezza. Relativamente all’Aquila, oltre alla documentazione fotografica, di particolare interesse sono i frammenti lapidei di antiche architetture qui esposti, testimonianza storico-artistica di un passato “occultato” e “custodito” dalle ricostruzioni succedutesi nel tempo a seguito dagli eventi sismici.

 IL CONVEGNO. Il Convegno di studi, Vulnerabilità sismica e territori a confronto, che accompagna quale giornata di approfondimento la mostra, è proposto come importante incontro pubblico per una più ampia e specifica riflessione sugli strumenti per la tutela e la conservazione del patrimonio edilizio, di cui gli estratti del Codice dei beni culturali e del paesaggio e le Linee guida per la valutazione del rischio sismico del patrimonio culturale, qui anteposti alla mostra, ne costituiscono le premesse più coerenti. La giornata di studi si presenta come contributo offerto dagli architetti alla città, a testimonianza del loro indispensabile impegno civile, non solo per la realizzazione di un paesaggio costruito, ma anche di un tessuto sociale che è fondamento delle nostre città.

 

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