Emilia Romagna. Tumore del collo dell’utero, i più recenti indirizzi in un convegno a Forlì.

Emilia Romagna. Tumore del collo dell’utero, i più recenti indirizzi in un convegno a Forlì.
Irst Meldola

MELDOLA ( FC) . Utilizzare il test HPV come esame di primo livello, al posto del pap test, e continuare a impegnarsi nel campo della prevenzione, individuando sempre più lesioni pre tumorali così da garantire interventi mini-invasivi e salvaguardare la qualità di vita delle pazienti.
Sono alcuni dei punti caldi che verranno affrontati, giovedì 13 dicembre, all’istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori IRCCS di Meldola, in occasione del corso d’aggiornamento Neoplasia del basso tratto genitale femminile ed endometriale: diagnosi, trattamento e prevenzione‘, organizzato, dalle 8.30 alle 18, nell’ambito degli incontri di Patologia genitale infettiva e neoplastica.

L’importante appuntamento vedrà la partecipazione di tutti i principali esponenti della Società italiana di colposcopia, organismo scientifico preposto a stilare le linee guida relative all’esecuzione dello screening e alla gestione della patologia della cervice uterina. Interverranno, infatti, oltre al prof. Dino Amadori (direttore scientifico IRST IRCCS), figure di spicco come Carlo Antonio Liverani (Milano), Maggiorino Barbero (Asti), Andrea Ciavattini (Ancona) e Francesco Sopracordevole (Aviano), i quali presenteranno i più recenti indirizzi in materia di prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie cervicali, vulvari, vaginali ed endometriali.
Tra i moderatori della sezione destinata a disegnare la panoramica delle neoplasie cervicali e vaginali ci sarà Lauro Bucchi (registro Tumori della Romagna, IRST). Direttori del corso sono altri due rappresentanti illustri della Società: il dott. Fausto Boselli (Reggio Emilia), segretario nazionale, e Andrea Amadori, dell’U.O. di Ginecologia-Ostetricia dell’Ausl di Forlì, diretta dal dott. Celestino Claudio Bertellini, membro del comitato scientifico del convegno. Il dott. Bertellini interverrà, inoltre, in qualità di docente, nella sessione ‘Trattamento della neoplasia cervicale e vaginale’, sul ‘Ruolo della chirurgia laparoscopica in oncologia ginecologica’.

 GLI APPROFONDIMENTI. «Il corso è rivolto a tutte le figure professionali, anche ostetriche e infermieristiche, coinvolte nel trattamento del cancro del collo dell’utero – illustra il dott. Fausto Boselli – Si tratta di un tema attuale e molto sentito, in particolare per quanto riguarda la diagnosi precoce, attraverso Pap-test e HPV test». In questo campo, ultimamente, si è imposto sempre più anche l’esame colposcopico.
«In questo modo, il ginecologo può controllare se il sospetto di lesione sollevato dal Pap test è fondato o meno, e procedere, eventualmente, alla biopsia e al trattamento – spiega il dott.Boselli – E’ un’opportunità importante per prevenire la neoplasia cervicale, perché consente d’intervenire prima che il tumore diventi invasivo».
Il convegno sarà l’occasione per un confronto fra i massimi esperti in materia, in particolare per ciò che riguarda le novità emerse in questi anni. «Una è sicuramente l’impiego del test HPV come esame di primo livello per verificare se la paziente ha il papilloma virus, in modo tale da ricorrere solo in un secondo tempo al Pap test – rivela il dott. Boselli – la seconda concerne la possibilità di effettuare la vaccinazione contro il virus HPV non solo alle ragazze di 11-12 anni; prevenire il papilloma virus, infatti, è fondamentale per evitare che si sviluppi il tumore del collo dell’utero. Fra i due vi è un collegamento diretto: la presenza del virus fa sì che le cellule si ammalino, anche se poi non tutte le infezioni evolvono in neoplasie». Grazie alle ultime strategie messe a punto nella diagnosi precoce, è stato possibile ridurre significativamente il numero di queste ultime. «E’ cresciuta parecchio la percentuale di displasie, cioè le lesioni pre-tumorali, mentre le neoplasie cervicali sono crollate, sino quasi a scomparire – conferma il dott. Boselli –. Merito dello screening, che consente d’individuare sempre più lesioni pre-invasive e trattarle in tempo: con un’efficace prevenzione, il cancro invasivo del collo dell’utero non si sviluppa mai». In questo modo, è possibile ottenere un’ulteriore serie di vantaggi. «Gli interventi per eliminare le lesioni pre-tumorali sono mini-invasivi e vengono effettuati a livello ambulatoriale, senza bisogno di ricoverare la paziente che può continuare dunque ad avere figli».

Anche a Forlì, nell’ambito del percorso onco-ginecologico di cui è responsabile il dott. Andrea Amadori si è riscontrato un considerevole aumento delle conizzazioni, cioè asportazione di lesioni pre-tumorali.
«Nell’ambulatorio onco-ginecologico, ultimamente, trattiamo circa un centinaio di casi all’anno, mentre quando abbiamo iniziato ci attestavamo sui 20-30 casi – illustra il dott. Amadori – ciò significa non solo che un maggior numero di pazienti restano a Forlì, anziché recarsi in altri centri, ma anche che sono sempre di più quelle curate senza dover ricorrere alla chirurgia maggiore. La vera prevenzione è questa».

E’ anche per i risultati raggiunti a livello locale in tale campo che la società italiana di Colposcopia ha deciso di organizzare in Romagna l’importante appuntamento. «L’Irst è ormai un centro oncologico cruciale, soprattutto nel campo della prevenzione del cancro dell’utero, di cui il dott. Amadori è uno dei principali esperti – conferma il dott. Boselli – la scelta di Meldola è stata naturale».

 

 

 

 

 

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