Mare Adriatico: il punto. Lo stato delle acque marine in Emilia Romagna ( anno 2012).

Mare Adriatico: il punto. Lo stato delle acque marine in Emilia Romagna ( anno 2012).
Adriatico

MARE ADRIATICO. Mercoledì 5 dicembre 2012 è stato presentato a Cesenatico lo stato ambientale delle acque marine in Emilia Romagna nel 2012, sulla base dei dati della Struttura oceanografica Daphne di Arpa Emilia Romagna.

VALUTAZIONI. “Il 2012 – ha dichiarato la responsabile di Daphne Carla Rita Ferrari – è stato un anno caratterizzato da un buon stato ambientale delle acque marino-costiere. Questa condizione è stata favorita da bassi apporti fluviali, in particolare del Po, con conseguenti ridotti apporti di sostanze nutritive (in particolare sali di azoto e fosforo) a dimostrazione che i fenomeni eutrofici sono dipendenti da tali fattori. Tale situazione mostra ancora una volta come le condizioni del nostro mare siano molto variabili anche nel breve arco temporale. Inoltre, è evidente che la risposta dell’ecosistema marino è strettamente legata, in una logica di causa-effetto, alle pressioni antropiche derivanti dai bacini idrografici afferenti al Mare Adriatico.
Tra gli eventi che meritano di essere segnalati, si rammenta il raffreddamento eccezionale e repentino delle acque della fascia costiera nel febbraio 2012, causato dalla bora che ha interessato l’Adriatico settentrionale. Un fenomeno che ha causato problemi alle attività di pesca, con la moria di alcune specie particolarmente sensibili alle basse temperature quali mormore, ombrine, canocchie, seppie, oltre allo spiaggiamento di numerose tartarughe marine. Neanche nel 2012 si è avuta invece alcuna traccia di mucillagini”.

 LE SCHEDE

Stato generale, condizioni al contorno

L’anno 2012 è stato caratterizzato da scarse portate del fiume Po con un valore annuale medio di 1.088 mc/sec (alla data odierna), rispetto ad una media annuale sul lungo periodo (1917–2011) di 1.488 mc/sec. Due sono i picchi di portata, il primo all’inizio di maggio con 3.426 mc/sec, il secondo a metà novembre con 3.553. I conseguenti maggiori apporti di sostanze nutritive, che hanno determinato un innalzamento del livello di trofia, non hanno generato effetti indesiderati all’ecosistema marino. L’elevata produttività, al contrario, si è positivamente riflessa nei settori della pesca e della molluschicoltura. Un evento che merita invece una segnalazione è quello riconducibile agli effetti dei forti venti di bora che si sono verificati nel febbraio 2012, con un raffreddamento eccezionale delle acque dell’alto Adriatico. Analogie storiche vengono riportate nei casi osservati nel mese di febbraio del 1956 e del 1929. La condivisione di dati e informazioni degli Istituti Scientifici e Agenzie per l’Ambiente hanno permesso di definire il quadro generale a livello di bacino Nord Adriatico, compresa la situazione meteorologica che ha determinato il prolungato afflusso di masse d’aria fredda dal Nord-Est europeo (Russia continentale) tra il 29 gennaio e il 13 febbraio. Ciò ha determinato un repentino abbassamento della temperatura dell’acqua (diminuzione dai 9–10°C di fine gennaio ai 4°C di inizio febbraio), con minimi termici delle acque inferiori ai 3°C. Il raffreddamento delle acque è stato intenso e repentino e ha causato la moria di alcune specie particolarmente sensibili quali mormore, ombrine, canocchie, seppie e lo spiaggiamento di numerose tartarughe marine. Ha inoltre ritardato l’“atterramento” delle seppie per la deposizione delle uova e la crescita ponderale delle triglie e altri pesci bentonici.

 

Eutrofizzazione

Il 2012 è un anno caratterizzato da buone condizioni dello stato ambientale del mare. Si sono in genere avuti alti valori di salinità a seguito di scarsi apporti fluviali in particolare dal bacino padano, basse concentrazioni di clorofilla (indice usato per valutare lo stato trofico), buona trasparenza per la scarsità sia di materiale organico in sospensione (fitoplancton) che di detrito sedimentario trasportato a mare dai fiumi.
Solo in concomitanza con i maggiori picchi di portata del Po si sono sviluppati fenomeni eutrofici che hanno però assunto un carattere di breve durata e contenuta estensione e intensità. Tali fenomeni si sono verificati nei mesi di gennaio, aprile, maggio, settembre. Le fioriture da Diatomee che si sono verificate in questi periodi non hanno destato particolare preoccupazione, anzi, sono state importanti in termini produttivi, in quanto hanno svolto un importante ruolo nell’innesco della catena alimentare, essenziale processo di crescita per i prodotti della pesca e della maricoltura.

Sono stati contenuti anche gli eventi ipossici-anossici nelle acque di fondo: solo circoscritte aree costiere nella zona più settentrionale hanno risentito del fenomeno a fine agosto – inizio settembre. Maree rosse provocate dalla microalga Fibrocapsa japonica nell’estate 2012 hanno assunto una connotazione sporadica e locale, al contrario di analoghi eventi accaduti in anni precedenti. Si segnalano inoltre fioriture di Noctiluca miliaris al largo della parte centro-meridionale della costa nel mese di maggio, caratteristica fioritura che si manifesta con chiazze di colore arancio e crea bioluminescenze nelle ore notturne. Anche nel 2012 i controlli estivi sulla presenza della microalga tossica Ostreopsis ovata hanno dato riscontro negativo.

Mucillagini

Nel 2012 non sono state riscontrate presenze di materiale mucillaginoso lungo le coste dell’Emilia-Romagna. Il fenomeno non si manifesta in nessuna parte dell’Adriatico nord-occidentale. Gli ultimi eventi risalgono al 2004.

Altri eventi

Gli eventi che meritano di essere ricordati. In febbraio 2012, analogamente a quanto successo nel 2010 e 2011, si sono verificati spiaggiamenti di tartarughe marine della specie Caretta caretta per crisi ipotermica. In entrambi gli anni le temperature delle acque di una vasta area dell’Adriatico nord-occidentale hanno raggiunto valori inferiori a 5-6 °C. In tutti i casi bastava ospitare detti rettili per qualche ora in ambienti riscaldati per assistere al loro quasi immediato recupero. Anche in questo caso, grazie al supporto della ‘Fondazione cetacea‘, si è riusciti a recuperare, curare e poi rilasciare un buon numero di tartarughe spiaggiate. È credibile l’ipotesi che il fenomeno sia da attribuire più al persistere di basse temperature che a picchi isolati. Arpa è tra gli enti firmatari del protocollo d´intesa triennale (sottoscritto nel mese di agosto 2012) che istituisce la Rete regionale per la conservazione e tutela delle tartarughe marine, coordinata dall’assessore all’Ambiente della regione Emilia Romagna. Modeste e poco percepite fioriture di Fibrocapsa japonica si sono manifestate nella parte centro–meridionale della costa nel mese di agosto.
Meduse: segnalata la presenza di Aequorea aequorea, Aurelia aurita (specie non urticanti) in giugno. Nel mese di luglio-settembre presenza della cubomedusa Carybdea marsupialis, specie con potere urticante medio che predilige, al contrario delle precedenti, le acque strettamente costiere.

 

 

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