Emilia Romagna. Forlì-Cesena: piano provinciale di prevenzione rischio sismico.

Emilia Romagna. Forlì-Cesena: piano provinciale di prevenzione rischio sismico.
Sismografo, foto di repertorio

FORLI’-CESENA. La Giunta ha approvato il Piano provinciale di prevenzione rischio sismico: uno strumento fondamentale per la messa in sicurezza del territorio e per definire le modalità di intervento in caso di evento sismico. Il territorio della provincia di Forlì-Cesena è classificato in zona sismica 2, vale a dire, ha un grado di rischio sismico ‘medio’. Proprio per far fronte ad un’eventuale emergenza dovuta ad un terremoto di una certa intensità, gli uffici della Protezione Civile della Provincia di Forlì-Cesena assieme ad un tavolo tecnico, composto da Prefettura, Servizio Tecnico di Bacino Romagna, Agenzia Regionale di Protezione Civile, Servizio Geologico Sismico dei suoli e Vigili del fuoco, hanno costruito il Piano di previsione e prevenzione del rischio sismico. Il piano, infatti, individua tutte le aree del territorio provinciale interessate da un potenziale rischio sismico, dettando modalità e tempi per gli interventi. In caso di emergenza, infatti, il documento fornisce una serie di informazioni fondamentali: dall’individuazione delle aree di intervento, alla viabilità strategica, dalle telecomunicazioni in emergenza, agli edifici e aree di interesse strategico in caso di evento sismico rilevante. Il piano fornisce, inoltre, indicazione delle strutture operative e di Protezione civile, segnala le aree di ammassamento soccorritori, le aree di accoglienza e le strutture sanitarie. Una particolare attenzione viene posta, poi, agli stabilimenti industriali del territorio a rischio di incidente rilevante.

“Continuiamo nella direzione di messa in sicurezza del territorio. – spiega Guglielmo Russo, Vicepresidente della Provincia – Questo è un piano di fondamentale importanza, studiato e concordato insieme ai nostri Comuni. Grazie a questo lavoro, vengono, infatti, forniti elementi omogenei per la pianificazione comunale delle emergenze, favorendo lo sviluppo di una metodologia condivisa di intervento in caso di terremoto. Il piano definisce la filiera di comando e tutte le operazioni necessarie per fronteggiare un eventuale emergenza sismica e, inoltre, affronta anche le questioni relative a quelle aziende che, durante un evento sismico, potrebbero avere un impatto ambientale problematico”.

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