Prime battute della campagna elettorale. Emergono tre Poli. Con attorno una galassia di ‘partitini’.

Prime battute della campagna elettorale. Emergono tre Poli. Con attorno una galassia di ‘partitini’.
Leader dei tre Poli

ELEZIONI POLITICHE. Divampa la campagna elettorale per le politiche di febbraio. Dove ognuno mostra i frutti del proprio orticello, con dovizia di chiacchiere, come s’usa ormai in ogni circostanza simile.  Si stanno delineando, grosso modo, tre ‘poli‘, in apparente contrasto tra loro. Possiamo vederli.

POLO PDL. E’ il ‘polo’ governato da chi fino a poco tempo fa governava,  Berlusconi, o anche  ’ colui che scende dal cielo’, che tra i concorrenti resta sempre il più ( mediaticamente)  agguerrito. Il suo invito a non votare i partitini per non disperdere voti e consentire la governabilità, riguarda anche il polo Monti. Definito dal Cavaliere un ‘centrino‘ e nulla più, guidato da un leader ( a sorpresa ) che aveva promesso ( a lui) di non scendere in campo.

POLO PD. Qui la querelle salita di tono alle primarie tra Bersani ( il vincitore) e Renzi ( lo sconfitto), sembra essere rientrata; ora il raggruppamento, forte dei buoni sondaggi ( 35% circa) sembra muoversi all’unisono. Tranne che per i rapporti da tenere con il polo Monti, rapporti da non incrinare, in vista di una possibile ( e forse inevitabile) alleanza post voto. ” I nostri avversari – ha sottolineato Letta – sono il populismo e Berlusconi“.

POLO MONTI. E’, in fondo, la novità della tornata elettorale. Il professore sembra averci preso gusto, anche per impedire ( come dice lui) che ” quanto fatto dal suo Governo, a prezzo di grandi sacrifici,  venga smantellato“. Nel frattempo, mentre il Cavaliere lancia tuoni e fulmini su di lui e  i suoi (  raccomandabili) compagni di viaggio,  lo spread è sceso fino all’inverosimile. Oggi ha toccato 280 circa. Da non credere.
Con le borse euforiche ( anche) per quanto accaduto Oltreoceano.  Il professor ( anche lui euforico) anticipa che ” si potrebbero abbassare di un punto, dal prossimo anno, le tasse. Soprattutto quelle di redditi meno abbienti“.

GLI ALTRI. C’è una costellazione di partecipanti. Riferire di tutti è impresa improba. Vediamo.  5Stelle, non mostra ( ancora) qualche ( nuovo) cavallo di battaglia. Armato, al momento, resta soprattutto il suo leader, Beppe Grillo, che conta di mantenere quel 15% accreditato ( finora) ai sondaggi.
Due nuovi raggruppamenti sono nati ad opera di Ignazio La Russa  e Oscar Giannino. L’uno punta sull’orgoglio italiano, l’altro sulla volontà di fermare la decadenza. Maroni, al Nord, cerca di riunire le truppe superstiti della Lega, rifiutando gli aut aut del Pdl, e puntando a rinverdire vecchi successi.

PRIMO COMMENTO. Verremmo tentati di dire che è bello anche stare alla finestra. Di chiacchiere in questi decenni s ne sono sentite tante, soprattutto in campagna elettorale, dove il dire è lontano dal fare. Che la gente sia smarrita, se non addirittura impaurita, è abbastanza evidente. I segnali in questo senso sono tanti.
La gente aspetta. Se sarà convinta ( da qualcuno) ridurrà l’alto zoccolo previsto di astensioni. Viceversa, si tirerà da parte,  lasciando andare al voto i ‘soliti’  fedelissimi che potranno essere in tanti ma non quanti quelli che nella politica hanno cominciato da tempo a perdere la fiducia. Ammonisce il poeta : ” La battaglia infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola la bandiera bianca”. Sarà proprio così?

 

Ti potrebbe interessare anche...