La cronaca dal divano. I nostri giovani talenti calcistici crescono. L’Italia verso il suo quinto mondiale?

La cronaca dal divano. I nostri giovani talenti calcistici crescono. L’Italia verso il suo quinto mondiale?
Al Shaarawy 2

CRONACHE DAL DIVANO. Parlare dell’Italia, in generale, per anticipare qualcosa, è un azzardo da non fare. Parlare, poi, dell’Italia del calcio, anche qui per pronosticare qualcosa, meglio riaffidarsi alle profezie dei Maja. Parlare, inoltre, dei giovani del calcio italiano, è come andare alla caccia di tesori sommersi nel mare di Caraibi.
Che volete che vi venga su? Un galeone spagnolo, zeppo di dobloni,  affondato da un pirata inglese? No, mettiamocelo in testa, cercare di prevedere il futuro dei nostri giovani rampolli (  in proiezione Brazil 2014) non è materia consentita dalla storia italica.
Qui, per avere qualche chances, e  magari per aggiudicarselo il quinto mondiale, occorre non sbilanciarsi neppur per un attimo. Guai al mondo, se ( anche per un attimo) dovessimo pensare di ‘ essere sulla strada buona’ ( confortati) dal crescere di tanti numerosi talenti sui verdi ( si fa per dire) campi d’Italia e non solo!

I NUOVI TALENTI. La ‘rosea‘, che Dio la benedica, col suo giroscopio perpetuo puntato a 360° sul mondo sportivo nazionale, dedica una bella paginetta alle speranze del calcio italiano. E lo fa attraverso una intervista ad un intenditore del pallone, Giancarlo Antonioni, 58 anni, ex grande stella della Viola e campione del Mondo 1982.
Per Antonioni l’Italia, quella sfigata descritta dagli esterofili, derelitta, abbandonata, sterile, sembra avere scoperto, all’improvviso, dal nulla come in un prodigio, una sfilza di ragazzini di gran classe che potrebbero sovvertire le speranze verdeoro di arrivare, loro, sì, al sesto mondiale.
Chi sono questi ragazzini? Nell’ordine: Perin ( in porta, 20 anni) erede di Zenga; De Sciglio ( difesa,20 anni) erede del Tasso; Lorenzi ( centrocampo, 21 anni) erede di Tardelli; Destro ( centrocampo, 21 anni) erede di Graziani; El Shaarawy ( attaccante, 20 anni) erede di Del Piero; Verratti ( regista, 20 anni) erede di Pirlo; Immobile ( attaccante,22 anni) erede di Altobelli;  Gabbiadini ( attaccante, 21 anni) erede di Bettega.

I SENZA PRONOSTICO. E se non ne abbiamo perso per strada qualcun altro, questi bastano e avanzano per il buon ( e bravo) Prandelli ( con un pizzico di coraggio fuor di norma) possa cominciare a ‘miscelarli‘ con l’obiettivo di ricavare ( tra poco più di un anno) l’amalgama giusta.
Per far che cosa? L’abbiamo detto, meglio non mettersi a scrutare il volo degli uccelli per interpretare il futuro. Meglio tacere, meglio star zitti zitti. E portarli là ( i nostri)  con la benedizione ( infallibile ) dei tanti esterofili, che ( ben che vada) li collocheranno al pari dell’Alto Volta e del Benin ( sempre che questi si qualifichino per la fase finale).

Ma una volta vilipesi, bistrattati, stiracchiati come panni da lavar in una centrifuga,  i nostri potranno però dire la loro. Magari, quel  che nessuno si aspetta. Neppure i superpagati e superstimati  verdeoro. Allora sì che vedremmo, che vedranno,  finalmente, la nostra ( amata) Giovin Italia!

Ro.Va.

 

 

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