Emilia Romagna. Attraverso il Modello unico digitale per l’edilizia, 900 procedure di contributo.

Emilia Romagna. Attraverso il Modello unico digitale per l’edilizia, 900 procedure di contributo.
Edilizia, foto di repertorio

EMILIA ROMAGNA. Oltre 900 le procedure avviate attraverso il Mude (il modello unico digitale per l’edilizia) per ricevere il contributo che riguarda circa 3 mila abitazioni. Una settantina di procedure sono già state depositate presso gli istituti bancari i quali attendono solo la fatturazione dei lavori per eseguire i pagamenti, mentre per due imprese sono già stati approvati contributi per oltre 3,5 milioni di euro.
Questi dati sono emersi dall’incontro a Bologna, nei giorni scorsi, tra Regione e istituti bancari finalizzato a fare il punto della situazione sui contributi e sugli altri aspetti legati al credito per la ricostruzione.

«Le risorse ci sono. E ora – ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli – ci aspettiamo che cittadini e le imprese procedano, come stanno già facendo, spediti a fare le richieste di contributo. Sapevamo che la fase iniziale, completato il quadro normativo nazionale e quello relativo alle ordinanze del Commissario delegato alla ricostruzione Vasco Errani, avrebbe richiesto approfondimenti e tempi caratteristici di un procedimento complesso. Ma ora il meccanismo ha iniziato a girare».
Inoltre ha aggiunto Muzzarelli «positiva è la disponibilità del sistema bancario a trovare soluzioni, per cittadini e imprese, al fine di coprire per la sistemazione di abitazioni e aziende, anche la quota del 20% non coperta dal contributo pubblico. Su questo tema stiamo facendo anche valutazioni di compatibilità per sostenere la copertura della quota non finanziata dei soggetti più deboli».
Delle 900 procedure (che riguardano edifici con danni B, C ed E leggere) aperte attraverso il Mude (il modello unico digitale per l’edilizia, ovvero una piattaforma telematica attraverso cui i professionisti, incaricati dai cittadini che abbiano avuto l’abitazione danneggiata dal sisma, possano espletare tutte le pratiche edilizie necessarie per gli interventi e per il contributo ai lavori) 200 sono già state già accettate dai Comuni e di queste 1 su 4 sono in fase di pagamento o di saldo.
«Quello di oggi – ha evidenziato Luca Lorenzi di ABI Emilia-Romagna – è stato, ancora una volta, un incontro all’insegna della collaborazione con le istituzioni nel quale risalta la flessibilità degli istituti bancari. Un esempio è la proroga concessa dalla maggior parte delle banche per la moratoria sui mutui, portata al giugno 2013. Per quanto riguarda i 6miliardi di contributo pubblico stanziati per la ricostruzione, gli istituti sono pronti. È nostra intenzione e nostro interesse aiutare nella ripresa le famiglie e le imprese dei territori colpiti dal sisma. Le banche non faranno mancare il loro contributo fattivo alla sistemazione dei danni provocati dal terremoto».Per quanto riguarda le imprese le richieste già inserite nel sistema Sfinge (il sistema elettronico tramite il quale le aziende debbono presentare le domande di contributo) ad oggi sono oltre 400.

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