La cronaca dal divano. Ma è sicuro che il nostro sia un calcio in disarmo? Vediamo gli altri in Europa.

La cronaca dal divano. Ma è sicuro che il nostro sia un calcio in disarmo? Vediamo gli altri in Europa.
Juventus v Parma FC - Serie A

LA CRONACA DAL DIVANO. La ‘rosea‘ piace non per il colore, tutto suo, ma per quel che scodella, ogni volta, con puntualità, attenzione, scrupolo. Questa volta ha sorvolato l’Europa del calcio, con tante informazioni, curiosità, dati, tutta roba di prim’ordine e facile da consultare.
Noi, italioti, spesso e volentieri celebriamo gli Altri. Siano circassi, nibelunghi, albioni, non importa, quel che conta è sminuire le nostre povere genti, sempre arretrate, indolenti, refrattarie al nuovo e così via. Sta felice genia di cantori  raggruppata alla voce ‘esterofili‘ ( da cui anglofili, germanofili etc) è possibile ascoltarla ( e leggerla) ovunque. Tivù, radio, giornali. E sutte le tematiche possibili. Religione, politica, arte, cultura in genere e, soprattutto, sport e, ancor più in ispecie, calcio. Sì, calcio, la vecchia passione italica a correr dietro una pelota!

Che l‘Italietta abbia collezionato ( dal 1899) 4 mondiali ( uno meno del Brasile), 12 Champions ( più 14 0 15 finaliste) e altro ancora, a costoro poco importa. L’importante è che il Barca sia la più grande d’ogni epoca ( 4 Champions) a dispetto del Milan degli Immortali e degli Invincibili ( 7 Champions, quasi il doppio); che  City, Chelsea, Psg ( ultimi arrivati) debbano insegnar calcio a ( Milan, Juve, Inter ) che sul proscenio ci sono quando di questi non si conosceva manco il codice postale; che i campionati esteri europei siano ‘ anni luce avanti il nostro’ retrocesso a ‘ Cenerentola‘, viziata da un governo inconsistente, violenza, malaffare, stadi obsoleti.
Fino a qualche anno fa a costoro accettavano che si apostrofasse il nostro campionato come ‘ il più bello‘, poi, ‘ il più difficile‘, poi ancora ‘il più imprevedibile‘. Oggi, no, oggi hanno calato la maschera, e i loro giudizi sono tornati cupi come voli ( di corvi neri)  com’ esuli pensieri nel vespero migrar.

LA ROSEA. E che dice, sul tema, la ‘rosea”? Nulla in particolare, semmai espone. Cosa? Quello che i singoli campionati europei esprimono. Dati alla mano. E che si possono velocemente riassumere. Li vediamo, allora, come son belli, incerti, combattuti, questi altri campionati?

DALLA PREMIER ALLA LIGA. In Premier lo United ha 55 punti ( dopo 22 partire su 38), sette in più dello ( spendaccione) City e 14 in più ( dell’ altrettanto spendaccioni ) Chelsea: i tifosi, qui, si grattano i pollici nell’attesa dell’inizio del prossimo campionato per capire cosa are per ottenere più suspence sul titolo.

In Spagna, il Barca ha 55 punti ( dopo 19 partite su 38), 11 in più dell’Atletico e 18 in più ( dei Galattici dl) Real. Qui i tifosi consultano le stelle sperando in una futura convergenza astrale per avere una lotta al titolo un po’ più incerta.
In Germania, il Beyern ha sette punti in più del Leverkusen e 12 del Borussia. Probabilmente, pensando al prossimo anno, e cercando di stare dalla parte del sicuro, sta puntando  Guardiola. A questo punto si potrebbe pensare che, per il futuro, voglia arrivare al titolo prima di Natale per, poi, metterlo sotto l’alberello.
Sì, ci sono campionati thriller, ma contano poco ( anche per gli stessi esterofili). Parliamo di Francia ( lotta fra Lione, Marsiglia  e Psg, divise da una manciata di punti), Olanda ( Psv e Twente, 40 punti entrambe), Malta ( Valletta e Hibenians divise da un sol punto) e così via.

E DA NOI? Quel che accade da noi, sui nostri campetti spelacchiati e deserti, lo sappiamo. La Juve che sembrava al sicuro è stata frenata da qualche peones ed ora non è più così tracotante come nell’ante Natale; dietro la Juventus sono spuntate mammole dai petali velenosi, come Lazio, Napoli, Inter e ( perfino) Roma ( se saprà rammollire Zeman) e Milan ( se saprà rafforzarsi dietro). Valli a capir questi italioti, sempre con la cannetta del gas attaccata e mai morti!
Morale: ancora una volta non dovremmo essere i peggio. Teniamoci il nostro campionatello. Se non altro perchè qui il pane ( che è molto buono) costa ( così tanto)  che ti fa nascere ( anche)  il desiderio di non mangiartelo.
In ogni caso, ora, abbiamo di nuovo il nostro Abete ai vertici della Fgci. I problemi li conosce. Speriamo che voglia anche rimboccarsi le maniche per risolverli:  lega, riforma del diritto sportivo, fair play finanziario ( cavallo di battaglia dell’amico Platini) , nuovi impianti sportivi ( con o senza politici) , diritti televisivi etc etc. Non tutti, li vogliamo vedere risolti; bastano anche due o tre, sarebbe già tanto. Se non altro per cominciare a toglierci dalle orecchie  i fastidiosi ronzii  dei ( tanti) nugoli di predicatori esterofili.

Ro.Va.

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