Crisi e recessione. Il gambero Italia. Ma pare che il peggio sia passato. Almeno secondo Bankitalia.

Crisi e recessione. Il gambero Italia. Ma pare che il peggio sia passato. Almeno secondo Bankitalia.
Contestazione a Firenze

ITALIA UN ANNO DIFFICILE. Ma quando finirà questa crisi? Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, non lascia spazio ad ottimismi di sorta ” Il paese è ancora in recessione, anche il 2013 sarà un anno difficile”.

A confermare la jattura , le previsioni di crescita ( si a per dire), viste al ribasso ( non -0,4 % ma -1,00 % del Pil). Paese, dunque, ancora nel guado. Con le tante inutili chiacchiere elettorali, i raggruppamenti più fragili d’un vaso di coccio, i leader veri o presunti che imperversano alle tivù ritenute ( a torto o a ragione)  le vetrine/vetrinette  più idonee sulle quali esporre ( comunque)  la propria merce.
” Il nostro Paese – raccomanda il Governatore – deve saper ritrovare le motivazioni  gli incentivi per affrontare con decisione il problema della crescita”. Parole sante. Parole al vento.
” Guadagnai di competitività – aggiunge il massimo responsabile di Bankitalia – possono essere solo il risultato di un impegnativo ma imprescindibile disegno organico di riforma”.
Già riforma, o riforme, quelle di cui stanno parlando a josa negli studi televisivi. Ognuno ha la sua riforma. Il problema è che dovrebbero dimostrare, oltre a che possa essere quella buona ( se non per tutti) almeno per una parte consistente di Italiani, se sono o no  in grado di realizzarla. E abbastanza in fretta.

IL CALO DEL PIL. Nel 2012 è confermato un calo del Pil pari al -2,1%. A cui va aggiunto quello del 201, come detto, intorno al -1%. Le cause sono diverse, tra queste anche il peggioramento del quadro internazionale e il perdurare delle condizioni di credito restrittive. Tuttavia, nonostante tutto, un barlume di speranza dovrebbe accendersi nella seconda metà del 2013. Anche se i danni ormai provocati ( soprattutto sull’occupazione,  ancora in calo intorno  all’1%) sarà difficile rimarginarli. Almeno a breve.
CRISI AL CULMINE. ” Il cammino da compiere – ammonisce Visco – è ancora lungo. In ogni caso c’è da sperare che la fase acuta sia stata superata. Ulteriori ( auspicabili) riduzioni dello spread ( ormai verso il minimo storico) potranno derivare dal pieno dispiegarsi delle riforme nazionali. Positivo inoltre pare  il contributo riguardante i rendimenti dei titoli di Stato”. Detto questo, non sarà il caso d’abbassare la guardia. Proprio ora, dopo i tanti sacrifici fatti. I rischi restano, almeno finchè le banche ( impaurite, al momento,  dalle troppo possibili sofferenze) non ricominceranno a allargare i ( soliti) cordoni della borsa. Intanto, Visco, con sua grande dispiacere, è stato contestato dagli studenti all’Università di Firenze.

 

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