Rubicone. Il sì della Provincia è un grande passo avanti verso la fusione tra Savignano e San Mauro.

Rubicone. Il sì della Provincia è un grande passo avanti verso la fusione tra Savignano e San Mauro.
Antonio Sarpieri, capogruppo di maggioranza al consiglio dell'Unione dei Comuni del Rubicone

RUBICONE. Il si del Consiglio provinciale alla fusione fra i Comuni di Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli rappresenta un altro passo importante verso la nascita del comune unico. Ma ancor più rilevante è il fermento di cambiamento che sta attraversando le istituzioni ed il mondo economico del territorio in vista di scelte coraggiose che diano risposte strategiche e strutturali rispetto alle enormi e gravi sfide che abbiamo di fronte. Ci riferiamo, riguardo alle istituzioni, all’intenzione dei comuni di Forlimpopoli e Bertinoro di andare a fusione, riguardo al mondo economico, alla posizione espressa dalle associazioni economiche che aderiscono a Rete Imprese Italia, sintetizzata in un documento unitario sul tema del riordino istituzionale, che afferma l’urgente necessità di un sistema di norme certe, con servizi pubblici di qualità, senza sovrapposizioni tra livelli istituzionali, di semplificazione burocratica, di procedure più rapide, dando un giudizio chiaro sulle forme di riorganizzazione amministrativa. Dice, infatti, il documento: “L’Unione dei Comuni, che pur ha dato buoni frutti in passato, è ormai uno strumento superato dai tempi.” Nel documento sono state evidenziate preoccupazioni rispetto alla formazione delle grandi Unioni auspicate e favorite dalla legge regionale n. 291/2012, contenente misure di riorganizzazione territoriale, che mantengono inalterati il numero degli organi politico-istituzionali, aggravando, invece che semplificando, i processi decisionali.

LEGGE REGIONALE. Noi pensiamo che, se la nuova legge regionale ha il merito di individuare nelle fusioni il massimo livello di riorganizzazione amministrativa, ha il demerito e il rischio, individuando nelle Unioni di ambito distrettuale i soggetti deputati ad incardinare parte delle funzioni provinciale e ad aggregare alcune funzioni comunali, di provocare una moltiplicazione di organi istituzionale ed una confusione su un’attribuzione chiara di funzioni, soprattutto in un momento di totale incertezza riguardo al futuro delle Province e al destino delle loro funzioni.

FUSIONE. Non c’è dubbio che la fusione rappresenti una risposta di vera semplificazione amministrativa, con un’automatica uniformità regolamentare, un sindaco, un’unica giunta, unici dirigenti, quindi rispondendo immediatamente alle esigenze di semplificazione delle procedure e riduzione dei costi della politica, conseguendo economie di scala anche a livello tecnico-amministrativo. Ma l’aspetto fondamentale e più importante è la grande capacità d’investimento che il nuovo comune potrebbe mettere in campo a favore del territorio, al livello dei servizi e delle opere pubbliche: sblocco del patto di stabilità e dei pagamenti alle imprese, vero ossigeno all’economia del territorio nell’attuale congiuntura economica e crisi occupazionale. Possibilità di specializzazione delle strutture tecnico-amministrative migliorando notevolmente le perfomance progettuali di intercettazione di finanziamenti regionali, statali ed europei, cosa impossibile con l’attuale assetto istituzionale. La legge inoltre considera i comuni che hanno proceduto a fusione in cima alle liste nell’attribuzione di finanziamenti a progetti. Maggiori competenze e maggiori risorse al servizio di tutto il Distretto Rubicone costa, alle nostre imprese che competono a livello globale e alla ripresa dell’occupazione.

GUARDARE LONTANO. Concordemente con le forze sociali ed economiche pensiamo che occorra una politica alta che sappia guardare lontano, in grado di coniugare alla vicinanza al territorio, la capacità di riconoscere ed anticipare i cambiamenti globali che inevitabilmente su di questo si ripercuotono. Possiamo e dobbiamo superare la crisi non rinchiudendoci in noi stessi ma con un’azione che ci faccia diventare più forti e capaci di ritornare a garantire una più alta qualità della vita dei nostri cittadini.

Il capogruppo del Centro-Sinistra per l’Unione
Antonio Sarpieri     

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