Cesena. Ambito ottimale quello che comprende i sei Comuni del Distretto Cesena – Valle Savio.

Cesena. Ambito ottimale quello che comprende i sei Comuni del Distretto Cesena – Valle Savio.
Cesena, foto di repertorio

CESENA. Cesena si prepara a fare la sua parte nell’individuazione degli ambiti territoriali ottimali, cioè nel processo in atto per favorire il riordino di alcune funzioni affidate agli enti locali attraverso una loro gestione associata.
Nei giorni scorsi il Sindaco, rispondendo alle sollecitazione del responsabile Cna di Cesena-Val Savio Roberto Sanulli aveva anticipato la volontà di impegnarsi in tal senso per quanto riguarda il temi della semplificazione burocratica e dell’uniformazione delle regole per le imprese. E il 28 gennaio, nella giornata di mobilitazione promossa da Rete Imprese Italia a difesa del sistema produttivo, ha fatto un ulteriore passo avanti in questa direzione: in una lettera inviata ai capigruppo anticipa l’orientamento a individuare come  ambito ottimale quello che comprende i sei Comuni del Distretto Socio Sanitario Cesena – Valle Savio e lancia l’idea di discutere di tale proposta e delle prospettive dell’ambito in un Consiglio Comunale tematico che prenda le mosse dalla delibera di individuazione potrebbe essere convocato a metà febbraio.

Di seguito il testo della lettera inviata dal Sindaco ai capigruppo

Come vi è noto, i Comuni sono chiamati a pronunciarsi in merito alla individuazione degli ambiti territoriali più appropriati per lo svolgimento in forma associata delle funzioni e dei servizi previsti dalle recenti disposizioni di legge nazionali e regionali.
Ciò avviene a seguito del complesso riordino territoriale e funzionale promosso dal Governo e dal Parlamento, con i diversi provvedimenti legislativi succedutisi, sino alla legge 7 agosto 2012, n. 135, che riguardano la riorganizzazione delle Province e il riordino in forma associata delle funzioni dei Comuni.
Tale processo ha coinvolto, spesso in modo contraddittorio, l’intero ambito degli enti locali. La Regione Emilia-Romagna, con la legge regionale 21 dicembre 2012 , n. 21, ha invece doverosamente inteso organizzare l’intero processo di attuazione di quelle disposizioni nazionali sul nostro territorio regionale, al fine di assicurare il rispetto dei principi “.. di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza …”. Tutto ciò per consentire al processo di riordino di dare buoni frutti.
Si tratta di scelte importanti per le nostre comunità locali e per il nostro sistema di imprese. Proprio oggi è in corso la giornata di mobilitazione promossa da Rete Imprese Italia a difesa del nostro sistema produttivo e per sollecitare l’attenzione di tutti, e in primis delle Istituzioni, alle gravissime difficoltà delle nostre imprese. Per questo, consapevole di come ciascuno debba fare la propria parte, ritengo che il riordino territoriale e la gestione associata delle funzioni dei Comuni, debbano garantire risposte alle imprese in termini di semplificazione, di coordinamento delle norme, di maggiore efficienza della pubblica amministrazione, come ancora nei giorni scorsi è stato giustamente sollecitato anche sulla nostra stampa.
La legge regionale stabilisce, tra l’altro, (art. 6, comma 2), che i Consigli Comunali, entro sessanta giorni dalla entrata in vigore della legge medesima (il 20 febbraio p. v.), formulino proposte di delimitazione degli ambiti territoriali ottimali. Le Amministrazioni Comunali del Cesenate sono orientate a proporre, per i nostri quindici Comuni, due ambiti ottimali coerenti con la dimensione degli attuali distretti.
Ritengo che sarebbe utile per tutti prevedere, per una data della settimana tra l’11 e il 15 febbraio prossimi, una convocazione del Consiglio Comunale dove discutere e deliberare in merito alla proposta di ambito ottimale e propongo alla vostra valutazione la opportunità di svolgere tale seduta consiliare a guisa di un Consiglio tematico, anche se non espressamente previsto dal regolamento consiliare, perché considererei utile ampliare la discussione all’intera tematica del riordino territoriale e svolgere un approfondito confronto.
Voglio infatti osservare che da tempo in Romagna le pubbliche amministrazioni hanno operato in una logica di area vasta, dai servizi idrici a quelli dei trasporti, agli insediamenti universitari e, recentemente, anche nel campo delle politiche culturali, dove, attraverso la sottoscrizione di un apposito protocollo, si è ricercato un coordinamento che già ha dato frutti nell’attuazione del progetto Ravenna 2019. In Romagna è concretamente avviato il confronto per la creazione di una unica azienda USL e, a seguito dei provvedimenti di legge nazionale sul riordino delle Province, si prevede per questa area una unica Provincia di Romagna.
Sono fiducioso che tutto ciò possa consentire a questi territori di affrontare in un più solido quadro istituzionale e programmatico il processo di riordino territoriale in corso e che ci possa permettere di farlo nello spirito di leale collaborazione e di pieno rispetto della dignità di ciascuna istituzione.

IL SINDACO
Paolo Lucchi

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