Emilia Romagna. Rimini: campagna elettorale & aeroporto Fellini, parlano Vitali e Gnassi.

Emilia Romagna. Rimini: campagna elettorale & aeroporto Fellini, parlano Vitali e Gnassi.
Aeroporto di Rimini, foto di repertorio

RIMINI. Dichiarazione del Presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, a proposito dell’aeroporto di Rimini. In seguito anche quella del sindaco di Rimini Andrea Gnassi.

“Non mi pare né logico né particolarmente sensato alimentare in una fase delicata una polemica sulla sorte dell’aeroporto ‘Fellini’ che ha indubbi retroscena elettorali. D’altro canto non mi scandalizzo per tutto ciò: è storia, bella o brutta, di ogni campagna antecedente il voto. Piuttosto mi sorprende, mi si perdoni il gioco di parole, la sorpresa: tutti si era ben consci delle difficoltà di Aeradria- che sono a grandi linee le difficoltà finanziarie di un’impresa che per svilupparsi ha investito in maniera consistente sull’ammodernamento delle proprie strutture salvo ritrovarsi in brache di tela a causa principalmente delle mutate condizioni di accesso al credito- e tutti si era ben consapevoli delle modalità previste dalla legge per il cosiddetto ‘concordato di continuità’, via scelta dai soci nei mesi scorsi in alternativa al fallimento con il probabilissimo congelamento operativo dell’attività dello scalo riminese. Con effetti sull’economia locale- visti e considerati i numeri di fine anno relativi ai flussi turistici, letteralmente risucchiati in alto dai visitatori provenienti dall’Est Europa- facilmente immaginabili.

Passaggio stretto, dunque, quello del concordato che, non dimentichiamolo, avrà come giudice imparziale e finale un Tribunale, e non tanto un partito, un’associazione o un libero pensatore. Sarebbe una ragione in più per muoversi con cautela, ma- ripeto- non grido alla luna se ciò non avviene in prossimità del voto, soprattutto nella stagione della più deprimente e irresponsabile campagna elettorale che la storia ricordi.

Il ruolo e il compito di questa Istituzione, oggi, è però un altro: essere coerenti con l’impegno assunto insieme ai soci circa il salvataggio dell’aeroporto di Rimini, struttura indispensabile a questo territorio, attraverso l’avvio di una procedura rigorosa e trasparente da sottoporre al Tribunale di Rimini. Certo, mesi fa si poteva anche decidere di chiudere baracca e burattini, così come hanno scelto di fare altri territori, anche limitrofi al nostro. Se la valutazione maggioritaria fosse stata ‘non ci possiamo permettere uno scalo’, ‘è solo una macchina mangiasoldi’, ‘abbiamo alternative serie sulla mobilità internazionale’, ‘non serve’, nessuno avrebbe agito a dispetto dei santi. Ma così non è stato e si è percorsa la strada prevista dalla legge, proprio per salvaguardare un’infrastruttura fondamentale per l’area riminese anche alla luce di ipotesi di privatizzazione in corso che stanno in piedi solo se il ‘Fellini’ di qui ai prossimi mesi alzerà ogni giorno la sua serranda. Personalmente sono vincolato a questi impegni, pur consapevole che altri, nel tessuto politico e socioeconomico provinciale, possano veicolare una visione differente e cioè più orientata verso il fallimento e la chiusura.

Non mi importa gettare benzina sul fuoco, ricordando ai partiti anche di opposizione gli elogi bipartisan, incondizionati, sperticati a Massimo Masini e al management (con relativi strattonamenti della giacchetta per assicurarsi il goal ‘pro domo propria’) allorché a fine 2010 si strinse l’accordo con Wind Jet; oppure l’ormai stucchevole tormentone del finanziamento statale sul Trasporto rapido costiero (voluto, deciso e erogato dal Governo Berlusconi e sostenuto apertamente nel programma di mandato dal candidato a sindaco di Rimini di centrodestra nelle comunale 2011) da spalmare di volta in volta- stile ‘carrarmati di Mussolini’- su aeroporto, sistema fognario, eventi, nuove strade, lungomari dorati e bus colorati e fiammanti. Quello che deve (dovrebbe) importare è tutelare ora il presente e il futuro della struttura aeroportuale e delle persone che vi lavorano, dovendo obbligatoriamente sottostare a una procedura precisa, complessa e soprattutto non opinabile.

In questo senso preferisco soprassedere dall’avviluppamento nel fumus electoralis, preferendo semmai cogliere il senso e la voglia di un attaccamento comune alla struttura in un momento delicatissimo. E, ad esempio, alcune proposte fatte in queste ore in merito al possibile coinvolgimento di creditori nella compagine societaria di Aeradria, credo vadano in tale, propositiva direzione”.

Presidente della Provincia di Rimini
Stefano Vitali

 

Dichiarazione del sindaco di Rimini Andrea Gnassi:


“Capiamo che la campagna elettorale richieda di giocare al rialzo e di puntare sempre al titolo più ad effetto sul giornale, ma quando oggetto della discussione è un asset strategico per l’intero territorio come quello dell’aeroporto internazionale di Rimini, è doveroso da parte di tutti i soggetti coinvolti avere un atteggiamento responsabile. Negli ultimi giorni abbiamo avuto esempi di come la campagna elettorale possa degenerare, lasciando spazio a boutade prive di logica e volte solo ad accendere i riflettori sul protagonista di turno. Abbiamo assistito alle solite promesse, eco di quelle già sentite in anni recenti, roboanti e a ridosso delle elezioni. E che non si sono tradotte in nulla di concreto: esemplare la più volte annunciata risoluzione della Bolkeinstein o quella del federalismo demaniale in favore degli enti locali, per non parlare degli annunci e delle performance del ministro del turismo Brambilla. In questa fase però non si può sacrificare anche l’aeroporto nella speranza di guadagnare una manciata di voti.
La rincorsa al consenso a tutti i costi a volte fa perdere di vista l’obiettivo principale: lo sviluppo del territorio. Salvare il “Fellini” non significa appuntarsi una medaglia sul petto, ma creare economia e posti di lavoro, incrementare il turismo e dare opportunità di sviluppo. E’ vero, per uscire dalle sabbie mobili è indispensabile l’intervento dei privati, lo stiamo ripetendo da mesi. Ma dove sono le proposte da parte degli “oppositori” per cercare di trovare i capitali? Certo, è più semplice puntare il dito senza indicare quali siano i percorsi da seguire per cercare insieme di dare al Fellini il carburante che gli serve. Urla, diktat e propaganda non servono. Siamo in una fase di procedura straordinaria che va al di là del tema della governance. Stiamo seguendo un percorso preciso, che deve essere autorizzato e vagliato dal tribunale.
La discussione è talmente annebbiata dalla imminente chiamata al voto, che si è persino arrivati a criticare l’inclusione del nostro scalo nel piano nazionale degli aeroporti predisposto dal ministro Passera. Un obiettivo raggiunto grazie agli sforzi fatti dai soci per dimostrare la validità del progetto aeroporto e grazie alla credibilità che Rimini vanta. Pensavo fosse superfluo, ma a questo punto è d’obbligo sottolineare che il Fellini è stato considerato tra i 31 aeroporti principali del Paese non solo per il flusso dei passeggeri che ha sfiorato il milione, ma soprattutto perché ne sono state riconosciute la potenzialità e la strategicità per l’intero Adriatico. Un risultato che sarebbe stato impossibile da ottenere se i soci – e devo dire ormai tutta la comunità riminese – non avessero fermamente creduto che valeva la pena investire sul Fellini.
Noi ci crediamo ancora e auspichiamo che nessuno adesso faccia passi indietro. Adesso viene il difficile: era facile appoggiare il Fellini quando non c’erano nubi in vista o quando atterravano note compagnie e tutti volevano rivendicarne il merito. E’questo il momento di assumersi le responsabilità. La politica si fa governando anche processi difficili, in campagna elettorale si fa solo propaganda”.

Sindaco di Rimini 

Andrea Gnassi

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