Ravenna, sequestrate trenta tonnellate di pesce con errata etichetattura.

Ravenna, sequestrate trenta tonnellate di pesce con errata etichetattura.
L'operazione della Guardia Costiera di Ravenna.

RAVENNA. La Capitaneria di Porto di Ravenna ha concluso un’indagine ad ampio raggio, iniziata a seguito di alcuni controlli nell’ambito provinciale di Ravenna e Bologna, che hanno aperto una delicata e complessa attività di indagine, estesa fino alle province venete. Gli uomini del Nucleo Operativo Difesa Mare, coordinati dal Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Ravenna, lo scorso gennaio avevano già accertato, in alcuni rivenditori al dettaglio e centri di grossa distribuzione tra Ravenna e Bologna, la detenzione di ingenti quantitativi di prodotti ittici riportanti errata etichettatura, ovvero privi delle necessarie informazioni per ricostruirne la tracciabilità e verificarne la correttezza delle fasi di commercializzazione.

Le indagini hanno così permesso ai militari della Capitaneria di Porto di Ravenna di individuare un centro di grande distribuzione su scala nazionale, nel vicentino, come stabilimento di stoccaggio di prodotto ittico di varia specie e natura, congelato, e proveniente dal sud-est asiatico/indo pacifico.

Sono stati sequestrate 3o tonnellate di pesce nell’ambito romagnolo e successivamente un’altro ancor più ingente, in forza del quale si impediva l’immissione in commercio di prodotti ittici relativo a specie di pesci non classificati dalla normativa comunitaria e nazionale e, pertanto, pronti ad essere commercializzati con diversa nomenclatura nei settori della ristorazione e di vendita al dettaglio. La merce proveniva da paesi asiatici e dell’indo-pacifico, per poi transitare da paesi terzi, dove veniva rietichettato con nomenclature di specie fittizie o comunque non conformi a quelle soggette al controllo degli organi preposti, fino ad essere introdotto sul mercato nazionale con nomenclatura non corretta.

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