Emilia Romagna. ‘Romagna Liberty’, una mostra sulla Belle Epoque a Cesenatico.

Emilia Romagna. ‘Romagna Liberty’, una mostra sulla Belle Epoque a Cesenatico.
Romagna Liberty_Cartolina FRONTE_con loghi

CESENATICO. C’è una riviera romagnola inaspettata e dall’aria vintage, esclusiva e tutta da scoprire: quella dell’architettura Liberty e Deco’ di inizio ‘900.

RIVIERA VINTAGE. Splendidi villini privati, hotel dalle magnificenti architetture, edifici pubblici ingentiliti da decori floreali e insegne sinuose. Tra Ravenna e Riccione, ancora oggi si possono ammirare splendide testimonianze di questa felice espressione artistica, che agli inizi del ‘900 è stata declinata in Romagna in ogni forma d’arte ed in ogni situazione architettonica.

MOSTRA. A raccontare questo splendido momento è la mostra “Romagna Liberty: Una finestra sull’architettura e grafica protagonista della Belle Epoque romagnola”, ospitata dal 16 febbraio al 24 marzo nel Museo della Marineria di Cesenatico in collaborazione con Gesturist Cesenatico Spa. Fotografie d’epoca, progetti e disegni architettonici, cartoline, depliànt e manifesti originali, ceramiche e dipinti, per un totale di oltre 70 documenti, illustrano questo volto insolito della riviera Romagnola.

Dietro questa preziosa raccolta, la passione del giovane esperto riccionese Andrea Speziali, autore di numerosi volumi, tra cui l’ultimo “Romagna Liberty” (Maggioli Editore). Il volume, contenente un saggio di Vittorio Sgarbi e un testo poetico di Tonino Guerra, e di cui la mostra costituisce l’appendice concreta, nasce con la finalità di richiamare l’attenzione sulla necessità di salvaguardare il patrimonio di testimonianze del Liberty in Romagna e in tutta Italia.

Tra i reperti in esposizione a Cesenatico, si segnalano i disegni di edifici firmati da importanti architetti dell’epoca come il dalmata, attivissimo in Romagna, Mario Mirko Vucetich (1898-1975), Matteo Focaccia (1900-1975), Paolo e Alberto Sironi, i fratelli Somazzi (che progettarono il Grand Hotel di Rimini), Giuseppe Palanti, Rutillio Ceccolini e altri autori meno noti. In mostra anche un raro ritratto di donna realizzato nel 1926 da Pietro Melandri e una trentina di inediti bozzetti per affreschi Liberty dell’architetto forlivese Giulio Guerra.

COGLIERE UNO STILE. Attraverso la mostra il visitatore potrà cogliere le diverse declinazioni dello stile Liberty nelle singole località della Romagna. Rimini e le altre località balneari adottarono il nuovo stile per alberghi e residenze di villeggiatura che facessero sentire ancora più liberi e in sintonia con la natura i primi turisti: basti pensare al Grand Hotel di Rimini, un capolavoro entrato da tempo nell’immaginario mitologico balneare, e ai villini di Riccione e Cesenatico, che erano sperimentazioni dove la fantasia più libera e il gusto più squisito trovavano una combinazione ideale. Milano Marittima, poi, portava in sé lo spirito del Liberty sin dalla sua stessa progettazione, ad opera dell’artista Giuseppe Palanti, che aveva immaginato una località di vacanza ideale composta da villini immersi nel verde. Così come nel resto d’Italia e in Europa, il Liberty in Romagna fiorì sulle insegne dei negozi (Forlì e Faenza), sui muri dei saloni di bellezza (Imola) sulle facciate dei cinema e di un Giardino d’Infanzia (Santarcangelo). Ogni città riuscì a contaminare il nuovo stile con la propria storia; a Ravenna si notano sulle facciate Liberty elementi bizantini quali rose, spighe di grano, uva e figure antropomorfe: è il caso della balconata di un edificio in via IV Novembre, che un tempo ospitava un forno, al centro della quale si sporge una figura di donna sorridente e procace, simile ai busti che adornano le polene delle navi antiche. A Faenza invece è la tradizione della ceramica ad adottare i motivi floreali, anche per la stessa insegna della celebre fabbrica di maioliche.

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