Elezioni Politiche 2013. Lo shoc dell’ingovernabilità. Ora, o larghe intese o ritorno al voto?

Elezioni Politiche 2013. Lo shoc dell’ingovernabilità. Ora, o larghe intese o ritorno al voto?
Napolitano 1

LA CRONACA POLITICA. I dati, lentamente, arrivano un po’ da tutta Italia. I risultati del voto ( dopo i sobbalzi tra istant pool, exit pool e Viminale) sembrano ormai certi e comunque tali da indicare quanto è emerso in questa tornata di elezioni Politiche 2013.

Se c’è un successo questo porta il nome di Beppe Grillo e della sua formazione, il Movimento 5 Stelle, che arpiona (inaspettatamente) il 23,8 al Senato e il 25,5 alla Camera. Stante così i dati, se non è il primo partito in Parlamento poco ci manca. Altro ‘vincitore’, si pure con implicazioni diverse,  è stato ( una volta di più) Berlusconi, capace di cacciare i fantasmi della ‘ fine politica’ con una performance politico-mediatica che molti ( invece che disprezzare con solito pregiudizio ideologico) sarebbe bene cominciassero a ‘ capire’. Berlusconi avrà ( secondo dati da confermare, ma già abbastanza credibili) più senatori ( forbice possibile 113-125) rispetto alla coalizione di sinistra ( 104-118) e a Grillo ( 55-63). Sempre il Cavaliere sta contendendo il premio di maggioranza alla Camera, visto che la differenza tra i due raggruppamenti è questione di 300 mila voti o giù di lì. Alfano, Pdl, ha chiesto al ministro Cancellieri di ‘congelare’ la proclamazione del vincitore in attesa della verifica definitiva dei voti.

Ma, dati  a parte, quel che sembra chiaro è una ‘sostenziale impossibilità a governare‘, soprattutto al Senato, dove i numeri non consentono neppure un tentativo di salvataggio della Legislatura con un alleanza Pd-Lista Monti.

LE VALUTAZIONI. ” E’ come se l’Italia avesse interiorizzato l’idea- commenta Massimo Franco sul Corriere – di una sospensione della democrazia; e si fosse rifiutata di analizzare i riflessi internazionali del voto. Di più: ha deciso di sfidarli, assecondando umori ostili a una austerità valutata non per gli effetti benefici sui conti pubblici ma per quelli negativi sulla crescita e sui posti di lavoro. Monti paga una scelta controversa, l’impopolarità e l’inesperienza”.
Se non si troveranno soluzioni ( del resto abbastanza difficili) le gambe della legislatura saranno corte, anzi cortissime. Con quale danno sul Paese non è dato da preventivare. Certo è che a sud d’Europa, laboratorio millenario di ( originali) esperienze umane, sociali, politiche e culturali, nonostante lo scherno ricorrente ( e insulso) di ‘ quelli del Nord‘, sembra essere  nato un ‘qualcosa’ di cui si farà bene ( e in fretta) coglierne lo spirito e la direzione. Perchè qui, non l’avessero ancora capito i soliti incrollabili rigoristi puritani e assimilati, potrebbe essere andato in gestazione un ‘pericolo‘ grande ( molto grande) per il futuro ( visto che siamo legati l’uno  all’altro) della stessa Europa. 

GLI SCENARI FUTURI . Se dunque a Palazzo Madama nessuno ha i numeri per governare, gli ‘scenari’ possibili ora possono essere ( sostanzialmente) due: o larghe intese o ritorno alle urne. In fondo, come ha detto Beppe Grillo, si tratterà di aspettare sei/sette mesi, poi il ritorno al voto sarà inevitabile. Chi ha altre soluzioni ( praticabili) alzi la mano.

 

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