Forlì. LegaCoop preoccupata per i posti di lavoro di Coforpol e la tenuta delle coop sociali.

Forlì. LegaCoop preoccupata per i posti di lavoro di Coforpol e la tenuta delle coop sociali.
Parcheggi a Forlì. Immagine di repertorio.

FORLì. La decisione del Comune di Forlì di assegnare la gestione della sosta alla società pubblica “Forlì Mobilità Integrata” desta grande preoccupazione all’interno del mondo delle cooperative sociali. Sono 23 i lavoratori della cooperativa sociale Coforpol impegnati nella gestione dei parcheggi di piazza XX Settembre, del Carmine, Cavour, Matteucci, Manzoni e Guido da Montefeltro.

Di questi i lavoratori svantaggiati (non solo disabili, ma anche persone in situazione di disagio sociale, con problemi fisici o patologie di varia natura) sono 17. L’età va dai 36 ai 60 anni, con una media di 47 anni. Il primo maggio l’attuale appalto scadrà e
sono a rischio i posti di lavoro.

Coforpol, insieme a Legacoop Forlì-Cesena, sta incontrando ormai da mesi l’amministrazione comunale, i sindacati e la Direzione Provinciale del Lavoro per cercare una soluzione.

Siamo preoccupati – dice la responsabile Welfare di Legacoop Forlì-Cesena, Enrica Mancininon solo per questa situazione contingente, ma perché si è diffusa la cultura molto pericolosa per cui le amministrazioni pubbliche preferiscono reinternalizzare i servizi. È una scelta che comporta più costi per il cittadino, al di là dei risparmi di brevissimo respiro. Le cooperative sociali sono nate per fornire servizi che storicamente i Comuni e le amministrazioni non riescono più a offrire direttamente e per includere al lavoro le fasce più deboli della nostra comunità. Oggi sono imprese a tutti gli effetti e colpirne una significa non solo colpire l’economia di questo territorio, ma metterne a repentaglio la coesione”.

Le cooperative sociali di tipo B fanno lavorare persone svantaggiate e così garantiscono un ulteriore risparmio in termini di spesa assistenziale che però non viene mai contabilizzato. Capiamo i problemi di spesa delle amministrazioni, ma non è in questo modo che si sana un bilancio. Questa decisione mette in crisi un’impresa che ha più di 30 anni di storia, con conseguenze per tutti i lavoratori e per tutta la città“, aggiunge la Mancini.

Sappiamo che il servizio offerto da Coforpol è molto apprezzato dai cittadini. Un avanzamento tecnologico, quando toglie posti di lavoro ai disabili e agli svantaggiati crea un problema sociale e non è innovazione responsabile. Non ci sono lavoratori di serie A e di serie B. L’efficientamento e la razionalizzazione non possono coinvolgere solo le imprese private“, conclude il direttore di Legacoop Forlì-Cesena, Monica Fantini.

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