Cronaca politica. Crisi, alla ricerca della soluzione. E perchè non ‘chiamare’ Beppe Grillo?

Cronaca politica. Crisi, alla ricerca della soluzione. E perchè non ‘chiamare’ Beppe Grillo?
Grillo 2

CRONACA POLITICA. Non diamo, da sempre, di avere fantasia e di sapercela cavare in ogni situazione? Ebbene, dimostriamolo ancora una volta. Così i mercati ( e i loro affini) che se ne stanno ( come sempre) a prendere aria alla  finestra pronti ad impalmarci resterebbero con gli occhi sgranati. Quale potrebbe essere la trovata? Quella che non si aspettano, ovvero, tanto per non andare per le lunghe, chiamare ad espletare il  mandato esplorativo per formare il nuovo governo Beppe Grillo.

SALVARE L’ITALIA. Non è forse lui che in compagnia degli  innumerevoli ‘ vaffan…’ distribuiti a destra e a manca chiede di ‘salvare l’Italia‘?  L’occasione, c’è, ed è di quelle propizie, anzi epocali;  e che si può chiedere di meglio ( quando si entra in politica)  che fare la storia, quella bella,  del proprio Paese?
Lui e la sua armata di onesti distratti come Cincinnati dal ‘ lavoro di tutti i giorni’ non chiedono altro che essere messi alla prova. Sanno che attorno a loro, nonostante la  prima seconda e terza Repubblica da infami, c’è qualche venticello di diffidenza.
Onesti va bene ma, come ammoniscono i nostri  Guicciardini o Macchiavelli, che di politica ne masticavano parecchio, è bastevole per governare situazioni complesse, contraddittorie e pure drammatiche?
In ogni caso perchè non concedergli la chance. Certo l’aspetteranno, perchè dire i salvare l’Italia per poi mostrarsi con le gambe molli alla prima discesa in campo, non gli gioverebbe.  Che ne dice il saggio presidente Napolitano?

LE CONSULTAZIONI. Intanto si va avanti con le chiacchiere. Tante, come al solito. Una uscita ( finora solo a chiacchiere) con qualche buon riscontro l’ha ottenuta Matteo Renzi, sindaco di Firenze, antagonista di Bersani alle primarie Pd, nella trasmissione di Fazio ‘ Ma che tempo che fa‘. Anche  Matteo scalpita, e una chance ( assolte naturalmente le dovute formalità) bisognerà ( prima o poi) dargliela. L’importante però sarà non passare dal  ‘ professionismo miope e corrotto‘ della vecchia classe dirigente al patetico  ’ fai da te’ di numerosi nuovi apprendisti della politica. Che ( secondo quanto abbiamo appreso dai libri e dall’esperienza più antica) resta ( comunque la si svolga) un esercizio umano complesso e riservato non a tutti. Onesti, certo, ma anche capaci.

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