Champions ottavi. Messinscena finita: il dio Barca ingoia il Milan, sua vittima sacrificale.

Champions ottavi. Messinscena finita: il dio Barca ingoia il Milan, sua vittima sacrificale.
Milan Barca

LA CRONACA DAL DIVANO. La messinscena è finita. E il vorace dio Barca ha potuto celebrare, senza pudore alcuno,  il suo solito pasto sacrificale. Questa sera il Barca volava ( altro che il piccolo trotto di Milano!), un po’come la Spagna nella finale dell’Europeo contro l’umana ( e stanca)  Italia. Queste squadre spagnole che sembrano risorgere, ogni volta, dal paiolo ricolmo di pozione magica.

Tale è la loro energia che agli non resta che vergognarsi. E sbagliare. Tanto. Come  il Milan, a partire dalla panchina per scendere giù giù: Abbiati, ad esempio, nessuna prodezza ( soprattutto sul secondo gol); Mexes ( tardivo e arruffone) , Costant ( uno  sbaglio continuo ), Ambrosini ( l’esperienza, che  conta poco o nulla contro  ti sorpassa a velocità tripla), Boa ( inconcludente e distratto ) e anche il giovane Niang che ha gettato al vento ( con irrisoria faciloneria) la palla della sua vita. Le partite di calcio, si sa, possono essere interpretate in vario modo. E tutti hanno ragione. Per noi però l’unica interpretazione è quella d’una messinscena terribile. Al risparmio. Ma puntuale. Tuttora micidiale. Visto che gli extraterrestri cominciano ad avvertire sulle loro gracili spalle tutto il peso degli anni. Mentre in tanti hanno cominciato a capire come battere il Minotauro, soprattutto se costui esce dalla sua tana e  non è ispirato ( Messi in testa, stasera autore di due bei gol ) dalla solita, ineffabile, pozione magica.

Il Milan abbandona dunque la Champions 2013, con grande gaudio del ( sempre felice)  Galliani, che sarà ancor più felice di non avere ‘guastato’  i suoi ottimi rapporti con Rossell e il Barca. La sua è una squadra imberbe e può attendere. Peccato però che questi dirigenti italiani non sappiano più infondere l’orgoglio di una nazione antica che ( almeno calcisticamente) è madre e maestra. Alcuni commentatori, i soliti entusiasti dell’Altrove, non hanno fatto altro  che celebrare il Nou Camp. Senza pensare ( o dire) che lì hanno visto 3 0 4 Coppe campioni, mentre a San Siro ne hanno alzate dieci. Quasi il triplo. Ma che conta  la verità, quando si è innamorati dell’Altrove?

Il  Galatasaray in extremis ( 2-3) s’è fatto fuori lo Schalke 04. Una tedesca in meno. Ora tocca al Bayern eliminare l’Arsenal e la Premier dalla Champions 2013. Sarà un bel trauma, per gli anglofili! Mentre tutte le nostre speranze restano addossate sulle spalle della Vecchia Signora. Che, nel frattempo, se non  trae in inganno, sembra essersi ringiovanita. E di così tanto.

 

Ro.Va.

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