Cesena. Stop all’E55: il sindaco Paolo Lucchi scrive al ministro Corrado Passera.

Cesena. Stop all’E55: il sindaco Paolo Lucchi scrive al ministro Corrado Passera.
E55. Immagine di repertorio.

CESENA. Stop del Cipe all’E55: in una lettera al ministro Passera la preoccupazione del Sindaco Lucchi e del Presidente della Provincia Bulbi.

Il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi e il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi scrivono al Ministro delle Infrastrutture Corrado Passera per esprimere la loro amarezza e preoccupazione dopo la mancata approvazione da parte del Cipe del progetto per l’autostrada E55 Orte – Mestre.

Al Ministro Passera avevano già scritto nel giugno 2012 per sollecitare la ripresa dell’iter di questo progetto e da essa era scaturito l’incontro svoltosi nell’agosto 2012 con i vertici del Ministero delle Infrastrutture dal quale erano arrivate rassicurazioni. Ora, invece, l’opera rischia di tornare in alto mare.

Questo il testo della lettera firmata dal Sindaco e dal Presidente della Provincia.

Ill.mo Sig. Ministro,

facciamo seguito alla nostra comunicazione dello scorso 20 giugno 2012, con la quale avevamo espresso il nostro apprezzamento per l’inserimento della E55 Orte-Mestre nelle “Linee guida all’Allegato infrastrutture 2013-2015”.

Ci ha sorpreso e amareggiato il mancato via libera da parte del Cipe alla realizzazione dell’autostrada E55 Orte-Mestre in project financing.

Da tempo i cittadini del nostro territorio attendono lo sblocco di questo progetto, alla cui realizzazione sono legate la soluzione dell’annoso problema dell’E45 (che si trova in uno stato sempre più degradato e con una manutenzione assolutamente inadeguata, in parte tenuta in sospeso proprio in attesa del nuovo intervento strutturale) e importanti opportunità per il nostro territorio, e più volte lo abbiamo sollecitato rivolgendoci direttamente al Governo. Finalmente, dopo anni di ripensamenti e rinvii, sembrava che la soluzione stesse per arrivare: ad incoraggiarci le notizie degli ultimi giorni che indicavano come pressoché certa l’approvazione del progetto preliminare, e che si ponevano in linea con le indicazioni ricevute il 29 agosto scorso, quando, facendo seguito alla lettera a Lei inviata, incontrammo nella sede del Ministero delle Infrastrutture il dottor Antonino D’Ambrosio, capo della Sua segreteria, e l’ingegner Ercole Incalza, Capo della Struttura Tecnica di Missione. In quell’occasione ricevemmo rassicurazioni sull’impegno del Governo per accelerare i tempi dell’opera e sull’imminente presentazione del progetto sul tavolo del Cipe.

Le cose, invece, sono andate diversamente e questo ci riempie di rammarico e ci preoccupa fortemente: questo ennesimo stop rischia di farci perdere un altro anno, aggiungendo un ennesimo ritardo al travagliato e già troppo lungo percorso di quest’opera. Ma, soprattutto, in questa difficilissima fase della vita del nostro Paese, il rinvio a chissà quando di questo progetto significa vedere allontanarsi anche le possibilità di ripresa che ad esso sono legate e sulle quali il nostro territorio conta.

Nel nostra lettera del giugno del 2012, sottolineavamo l’importanza di tale infrastruttura per lo sviluppo del Paese in termini di lavoro, crescita, valorizzazione dei territori, ricordando che non ci potrà essere risanamento senza sviluppo e che la politica dei tagli e della pressione fiscale senza investimenti produrrà altra recessione e arretramento sociale.

Oggi ne siamo più che mai convinti e pur comprendendo che stiamo attraversando una delicatissima fase istituzionale non crediamo che con questa scelta sia stato reso un buon servizio al Paese.

Ti potrebbe interessare anche...