Italia. Tares: pagheranno di più i Comuni che investono nel green.

Italia. Tares: pagheranno di più i Comuni che investono nel green.
Tares. Immagine di repertorio.

ITALIA. Sul sito del Ministero dell’Economia sono state pubblicate le linee guida per redigere il piano economico – finanziario e la determinazione delle tariffe per gestire la nuova tassa sui rifiuti e i servizi introdotta dal 2013.

Sarà compito delle amministrazioni locali preparare il piano economico e finanziario e di stabilire le tariffe per le utenze sia domestiche che non. L’obiettivo principale è quello di garantire una copertura totale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani, secondo il ministero, infatti, il metodo da seguire “è costituito da un complesso di regole, metodologie e prescrizioni per determinare, da un lato, i costi del servizio di gestione e, dall’altro, l’intera struttura tariffaria applicabile alle varie categorie d’utenza”.

La tariffa deve essere proporzionata alla quantità e qualità di rifiuti prodotti per unità di superficie, riferite agli usi e alla tipologia di attività svolte. La Tares è un’entrata tributaria, tuttavia, bisogna ricordare che i comuni hanno la capacità di determinare i rifiuti effettivamente conferiti, possono optare per la gestione del servizio mediante una tariffa puntuale con natura corrispettiva.

Nel piano finanziario devono essere inseriti gli interventi richiesti dalla normativa ambientale, gli acquisti di beni o servizi e la realizzazione di impianti, inoltre, è necessario che venga specificato se il servizio è demandato a terzi. Bisogna allegare al piano una relazione sul modello gestionale e organizzativo prestabilito e sulla quantità dei servizi.

Nell’elaborare il piano hanno una rilevanza particolare i profili economico – finanziari. Occorre mettere in rilievo i flussi di spesa e i fabbisogni occorrenti a fronteggiali annualmente, mostrando anche gli ambiti patrimoniali ed economici della gestione. In realtà, è dal piano che bisogna cominciare per stabilire le tariffe e per ottimizzarle ogni anno.

La tariffa Tares si deve costituire da una quota determinata in relazioni ai costi del servizio di gestione dei rifiuti (investimenti per le opere e relativi ammortamenti), e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio erogato e all’ammontare dei costi di gestione, inclusi quelli di smaltimento. La norma del decreto legislativo Monti che, sotto questo punto di vista, ha creato il nuovo regime di prelievo, si uniforma alle previsioni che il legislatore aveva già fissato per la Tia1 e Tia2.

Nelle linee guida viene indicato l’iter che gli enti devono seguire per fissare la tariffa, nella fattispecie la metodologia tariffaria si articola in queste fasi; individuazione e classificazione dei costi del servizio, suddivisione dei costi tra fissi e variabili, ripartizione dei costi fissi e variabili in quote imputabili alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche, calcolo delle voci tariffarie, fisse e variabili, da attribuire a ciascuna categoria d’utenza.

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