Web&Tech. ‘Il più grande attacco su internet della storia’: ecco che cosa è successo.

Web&Tech. ‘Il più grande attacco su internet della storia’: ecco che cosa è successo.
Attacco internet. Immagine di repertorio.

WEB&TECH. Un vasto attacco informatico colpisce Spamhaus: è un’organizzazione internazionale che compila gli elenchi dei filtri per bloccare i mittenti di email spazzatura. L’offensiva sta causando effetti a catena. E potrebbe aver rallentato la navigazione su internet in alcune regioni.

Secondo le prime ricostruzioni l’ondata di dati ha raggiunto picchi di 300 Gigabit per secondo, equivalenti a 300 miliardi di bit al secondo. Per la Bbc è il più grande attacco informatico mai avvenuto di cui si sia a conoscenza. Potrebbe aver reso difficili le connessioni degli utenti a piattaforme online. E il sito web di Spamhaus risulta di raggiungibile. I sospetti sull’origine dell’offensiva digitale sono indirizzati verso il gruppo di web hosting CyberBunker.

Gli attaccanti, però, hanno cambiato piano. Un network Tier 1 dice che sono stati in grado di generare una quantità di dati enorme fino a 300 Gigabit al secondo. Nella precedente analogia è come se il traffico sia stato così inteso da rendere difficile lo scorrimento anche in altri caselli più grandi in una vasta regione nelle vicinanze. Inoltre il risultato finale dell’ondata di dati può aver causato rallentamenti per utenti di internet del tutto ignari, soprattutto in Europa dove erano concentrati gli sforzi dei pirati informatici. CloudFlare punta il dito contro una falla nel Dns per spiegare come siano arrivati a 300 Gigabit al secondo.

L’impatto per gli utenti sembra limitato. Il pannello di controllo gestito da Akamai riporta congestioni nel flusso di dati su internet in aree del Benelux (Belgio, Lussemburgo, Olanda), in Gran Bretagna e in parte di Germania e Francia. In particolare, gli attaccanti hanno provato a mettere sotto pressione anche alcuni Internet exchange point: in Europa hanno mirato verso il London Internet Exchange, l’Amsterdam Internet Exchange e il Frankfurt Internet Exchange, come riporta CloudFlare.

Il servizio web Downrightnow non ha raccolto finora avvisi significativi di utenti che dichiarano difficoltà o interruzioni di servizio presso grandi piattaforme online, come i social network o gli spazi per lo streaming. Nessun problema segnalato per il momento in italia. Il Mix di Milano (il più importante punto di interscambio tra internet service provider, dove transita circa il 40% del traffico internet italiano) oggi non ha riscontrato alcun rallentamento. Stessa cosa per i provider italiani.

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