Cronaca dal divano. Conte fuori ‘ dal vaso’. Ora anche lui è tra i cantori del ‘Doman non v’è certezza’.

Cronaca dal divano. Conte fuori ‘ dal vaso’. Ora anche lui è tra i cantori del ‘Doman non v’è certezza’.
Antonio Conte

LA CRONACA DAL DIVANO. Ora è Antonio  Conte a farla fuori dal vaso. ” Sono il primo tifoso della squadra che alleno: non un ultrà ma un professionista. Allenare l’Inter , mai dire mai…”.  Ognuno nel calcio parla e sparla. Sparliamo, allora.  Per noi, ad esempio, l’esternazione del Conte Dracula è un segno di fragilità.
Che gli potrebbe costare caro, molto caro. Intanto perchè non si ‘ tradisce’ mai ( anche volendo) la ‘famiglia‘ in ci si è nati e a cui ‘si appartiene ‘; e poi, perchè quando lo nomavano Conte Dracula ( e simili)  non era per dagli ( solo e semplicemente) dell’ultras, ma anche per sottolineare la sua ( invidiata) capacità di ‘ spremere’ fin all’ultima goccia di sangue  le potenzialità della sua truppa.
Uno come lui, che infiamma all’unisono con i cuori dello Juventus Stadium, non doveva lasciarsi prendere dal relativismo ( affettivo) diffuso.  E ricorrere a quel ( ormai) brutto termine ‘professionismo’, brutto perchè capace di richiamare ( facilmente) alla memoria quanti ‘ eran pronti a passare per soldo alla corte d’ogni altro Signore‘ , ora qui ora là, certo, senza remore, buono o cattivo che egli fosse.
Come antichi capitani di ventura, armeggianti tra bande mercenarie, intrighi e tradimenti. Insomma la sua ‘ passione’ bianconera lo privilegiava,  concedendogli una affezione popolare circoscritta a pochi. Tipo i Baresi, i Maldini, i Zanetti, i Totti.

MA CHE HA CAPITO? Ma lui, questo,  lo ha capito? E lo hanno capito gli altri, come Moratti? La speranza è che Conte ci ripensi. I danni causati dai tanti professionisti ( o mercenari che dir si voglia)  sono  storicamente provati.  Del resto il nostro umile calcio,  diversamente da  quello nordico, tanto celebrato per i suoi ( strabilianti) risultati economici, non vive di ‘sole regole e danari’. Vive di affezioni. Radicate, profonde, perfino patetiche, ma da non mortificare mai.
Dire che uno juventino possa diventare interista per ‘ opportunità professionale’ ( o di soldo) è una bestemmia che allo Juventus Stadium, una volta che si sono rimessi dallo shock, continuerà a tranciare l’aria per sempre. Allora perchè dirla, quella bestemmia, non bastava attendere il consumarsi ( eventuale) di un  ciclo e fare ( poi) ma ( con la morte del cuore)  le scelte più opportune ?

Anche per lasciare ad altri, meno portati alla fedeltà per la bandiera, la parafrasi di questa strofa magnifica del Magnifico.

“Quant’è bella giovinezza,
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol essere lieto, sia:
Di doman non c’è certezza »

(Lorenzo de’ Medici, Canti Carnacialeschi, Canzona di Bacco)

IL TURNO DI CAMPIONATO. Siamo alla 30 ma, un bel pò in là, tra non molto giungeranno i verdetti. In testa e in coda. Per la Champions e per l’Europa League. Anche se, a dire il vero, per la testa non sembrano esserci tanti aspiranti se non la Vecchia Signora, guidata stupendamente dal Conte Dracula, che vuol continuare ad essere Conte ma non Dracula.

Alla Juve resta anche il rebus Champions League. La gatta da pelare è grossa, perchè non poteva essere più ostica. Ma sappiamo per tradizione che gli Alemanni qui, da noi, difficilmente passano. Anche al gioco delle bocce. Quindi, coraggio a piene mani, e nessuna paura per affrontare i bavaresi. Rumenigge, grande idolo bavarese,  disse un giorno ” Gli Italiani? Se si battono è solo perchè si impastoiano tra loro, altrimenti non ci sarebbe mai partita”.

LA CRONACA . Inter orgogliosa, Juventus matura. A leggere la partita, a controllarla. Senza patemi, dentro uno stadio ricolmo di tifo ( e d’orgoglio). Gli unici semmai a non essere orgogliosi dovrebbero essere coloro che promettono lavori ( soprattutto ai servizi) e non li fanno. Mantenendo il mitico San Siro, uno degli stadi leggendari del pallone, sotto quota. Sotto cinque stelle.
E’ passata subito  in vantaggio la Juve ( con Quagliarella); s’è rifatta sotto, nel secondo tempo, l’Inter con una bellissima intuizione di Palacio; son tornati avanti, senza patemi, i bianconeri ( con Matri) che, per il resto, nonostante l’arrembaggio nerazzurro, hanno solo tenuto sotto controllo l’incontro. Giusto tutto. Giusto anche lo scudetto, che sta appeso alla maglia della squadra del Conte Dracula. Felice e per nulla ultras. Solo bravo. Altri incontri : la Roma che sbatte la capoccia a Palermo ( 2-0), la Lazio che la capoccia la rialza dopo essere andata in svantaggio ( 2-1), la Viola che lascia le sue belle piume  nel deserto di Cagliari.

Altro appuntamento importante quello del Milan a Verona, col Chievo. Svolto su un campo impregnato dalla pioggia continua, ma che non ha impedito di vedere in azione le ‘creste’ terribili del Milan. Che ha vinto con una zampatina di Montolivo, ma grazie alla solita bomba su punizione di Balo. Molti applausi  per Al Shaaravy, un ragazzo che studia da grande giocatore.
Il feeling con Balotelli  cresce; ma anche i meccanismi tra loro si stanno affinando. Sognare in una coppia mondiale, a questo punto, non è chimera. Basterà che continuino a crescere, senza dar troppo retta ( si fa per dire) alle sirene, agli imbonitori e ai falsi amici. Oggi Stefen ha fatto numeri che valevano il biglietto; e anche Balo, se non fosse state sistematicamente stoppato da falli mirati,  avrebbe potuto ( senza dubbio) proseguire nella sua strabiliante media gol. Ora la parola passa al Napoli. Con Cavani ( forse già promesso al Real, che nonostante i milioni di disoccupati in patria non ha nessuna paura a saldare la clausola di 70 milioni) ) in panchina.

GLI INCONTRI. ( ore 15) Atalanta – Samp  0-0, Cagliari- Fiorentina 2-1, Genoa-Siena 2-2, Inter-Juventus 1-2, Lazio-Catania 2-1, Palermo-Roma 2-0, Parma-Pescara 3-0, Udinese-Bologna 0-0, Chievo-Milan  0-1 (ore 18,30), Torino-Napoli ( 0re 21).

LA CLASSIFICA. Juventus, punti 68; Milan, 57; Napoli, 56;  Fiorentina,51; Inter, 47; Roma, 47; Catania,45; Udinese, 42; Parma,38; Cagliari, 38; Samp, 36; Bologna,36; Torino (-1) , 35; Chievo, 35; Atalanta ( -2), 34; Genoa, 27; Siena (-6), 26;  Palermo 24; Pescara, 21.

* Da completare

I CANNONIERI. Cavani ( 5) ( Napoli) 20 reti; Al Shaarawy( Milan) 16 reti; Di Natale ( Udines) (4) 15 reti.

IL PROSSIMO TURNO. ( Recupero 29 ma giornata,3 aprile) Samp-Inter ( ore 18,30); ( 31 ma giornata); ( sabato 6 aprile) Juventus-Pescara( ore 18), Bologna-Torino ( ore 20,30); ( domenica 7 aprile) Fiorentina-Milan ( ore 12,30), Catania-Cagliari ( ore 15), Samp-Palermo, Siena-Parma, Udinese-Chievo, Inter-Atalanta ( ore 20,45), Napoli-Genoa ( ore 20,4); ( lunedì 8 aprile) Roma-Lazio ( ore 20,45).

 

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