Champions cara Champions batti un colpo. Quello della Juve, nella sua tana contro il ( favorito) Bayern.

Champions cara Champions batti un colpo. Quello della Juve, nella sua tana contro il ( favorito) Bayern.
Bayern Monaco-Juventus Champions League

LA CRONACA DAL DIVANO. Dopo una breve pausa per ragioni di forza maggiore, torniamo ad assemblare le emozioni che si levano dai media in occasione ( soprattutto) di eventi sportivi. Come il Campionato, come la Champions o l’Europa League. E infatti, da martedì sera, s’accende il turno ‘ o dentro o fuori‘ dei quarti di Champions. In ballo sono Real contro i turchi ( 3-0) all’andata e  Borussia D. contro Malaga ( 0-0 nel primo match); in ballo saranno, mercoledì sera, il Barca contro il Psg ( 2-2 nella prima sfida) e la (nostra) Juve contro il Bayern.
Scontato il verdetto tra Real e turchi, quasi scontato tra  Borussia e Malaga, quasi fatta per il Barca ( che però porta il dio Messi infortunato  in panchina). L’unico match d’un certo interesse resta quindi quello della Vecchia Signora con i tirannosauri della Baviera ( tra l’altro già laureati campioni di Germania con margine abissale sulla seconda). Ce la faranno i nostri eroi a smontare la corazzata tedesca. L’impresa è difficile. Quasi proibitiva. Ma non è la prima volta che i bistrattati italici riescono a ricacciare Oltralpe gli ‘invasori’ alemanni.
Una lapida, forse poco nota, all’ingresso dell’hotel Trieste Victoria che ospitò, nella Grande guerra il comando italiano, recita ( più o meno) così ”  … Quello che fu uno dei più forti eserciti del mondo risale in disordine e senza speranza le valli che aveva disceso con orgogliosa sicurezza “. Quella volta gli austro ( tedesco) -ungarici, forti di 73 divisioni contro 51 delle nostre, lasciarono sul campo almeno 300 mila prigionieri e 5 mila cannoni. Un tesoro di violenza che ( oltre ad ammansire qualcuno degli irriducibili guerrafondai) al di qua delle Alpi non ha mai impaurito nessuno.

L’ACIDITA’ DEL VECCHIO DIO. Franz Bechembauer le partite del 1970 ( in Messico) e  del 1982 ( in Spagna) non deve averle  ( mai) digerite. Nell’incontro di andata il  portierone azzurro s’è permesso d’adagiarsi per ( ben) due volte sulla palla, proprio come un vecchio pensionato,  aiutando i bavaresi a far loro un risultato che ( in teoria) li pone in una botte di ferro. Chi, infatti, può ora scommettere un centesimo sulla Vecchia Signora? Che pensavamo si fosse finalmente liberata ( con le cure del Conte Dracula) dei vecchi complessi europei, sbagliando, almeno fin qui. Certo che, se medicina occorreva propinare, meglio non c’era  che quella rimediata , incautamente, dall’inguaribile Franz. Ai suoi tempi una divinità del centro campo. Ma con il difetto ( come tanti suoi connazionali, che quando parlano d’Italia s’inceneriscono) di non sapere trarre lezioni dall’evidenza.
Come nel caso delle due ( terribili) batoste  che  gli sono state affibbiate  ( a tempo debito) dagli azzurri. E che un senso ce l’hanno. E non solo di sport. Comunque  non fosse ancora convinto  dell’accaduto, il nostro Franz, potrebbe risalire ( anche solo )  a  qualche decennio fa. Per andare più  in profondità, naturalmente. Storica, umana, sportiva.  Cominciando ( magari) a buttare l’occhio su   quella enfatica ( ma veritiera)  lapide posta all’ingresso del Trieste Victoria di Abano Terme.  Chissà, Vecchia Signora, che non abbiamo di nuovo trovato il bandolo per ricacciare Oltralpe  l’ arrogante invasore?

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