Forlì. Incidenti in moto. Provincia maglia nera: 45 morti in tre anni.

Forlì. Incidenti in moto. Provincia maglia nera: 45 morti in tre anni.
Incidenti in moto. Immagine di repertorio.

FORLì. I dati degli incidenti della strada dimostrano che troppo spesso quella della due ruote è una attrazione pericolosa, specie – dati alla mano – nella provincia di Forlì-Cesena. Lo rivela uno studio dell’Osservatorio Centauro-Asaps, che evidenzia come nei territori forlivesi e cesenati i numeri di incidenti e decessi in moto siano decisamente peggiori rispetto a quelli nazionali.

Nel triennio 2010 – 2012 nella Provincia si sono contate 118 vittime della strada, 39 nel 2010, 45 nel 2011 e 34 nel 2012. Nello stesso triennio i motociclisti che hanno perso la vita sulle strade urbane ed extraurbane della provincia romagnola sono stati ben 45 pari al 38,1% del totale, ed esattamente 15 nel 2010, (38,5%), 19 nel 2011, l’anno peggiore, (42,2%) e 11 nel 2012 (32,3%). Si pensi che le altre due categorie ad alto rischio, i ciclisti e i pedoni, nel triennio hanno fatto contare rispettivamente 18 e 17 vittime. Sempre tante, ma meno della metà rispetto ai motociclisti.

Insomma sui tornanti delle colline romagnole e nelle aree urbane la sinistrosità per i motociclisti ha connotati molto più esasperati rispetto al dato nazionale, con il 38% delle vittime fra i due ruotisti motorizzati, rispetto al 29% in tutta Italia.

Negli ultimi 5 anni in Italia infatti hanno perso la vita 6.403 motociclisti, il 29% dei decessi totali sulla strada, che sono stati 20.518, pur con un parco mezzi che corrisponde al 21% di quello complessivo e una mobilità in km percorsi che corrisponde appena al 3-4% della percorrenza totale dei veicoli.

Tornando alla Provincia, il dato coinvolge ovviamente in via principale gli uomini, con 39 vittime (87%), contro le 6 decessi tra le donne (13%). Per quanto riguarda l’età, a differenza di quello che si potrebbe ipotizzare, il maggior numero di decessi riguarda gli ove 50. Delle 45 vittime degli ultimi 3 anni solo 5 avevano meno di 30 anni, le altre 40 avevano superato tutte la terza decade. Fra i 30 e i 40 anni le vittime sono state 11, fra i 40 e i 50 sono state 12, gli over 50 sui quali è stato steso un lenzuolo bianco sono stati addirittura 17. Non tenere conto di questa eziologia significherebbe non poter predisporre le adeguate contromisure.

Tra le cause di incidenti e morti, Asaps rileva i riflessi meno performanti dei “motociclisti di ritorno”, cioè gli ultra cinquantenni che tornano su una moto per fattori economici, di parcheggio, di inquinamento. “Magari – aggiunge poi l’associazione – scoprono che quelle che cavalcano non sono più le moto di un tempo, ma mezzi che sprigionano potenze inimmaginabili nei decenni precedenti e non sono più gli stessi neppure i conducenti”.

Ci sono però sempre secondo Asaps anche altri motivi, che non dipendono dai motociclisti, ovvero “il mai risolto rischio dei guard-rail, vere e proprie ghigliottine per i centauri” e le “strade di oggi”, vie di cui non ci si può fidare essendo così “malmesse”.

Ti potrebbe interessare anche...