Elezione del Presidente. Prima chiamata a vuoto. La candidatura di Marini si ferma intorno al 51%.

Elezione del Presidente. Prima chiamata a vuoto. La candidatura di Marini si ferma intorno al 51%.
Marini

CRONACA POLITICA.Franco Marini non ha ottenuto il quorum per l’elezione a presidente della Repubblica . Prima chiamata, quindi, a vuoto. Cominciano i processi. Chi ha vinto, chi ha perso? Abituati come siamo, fin dai tempi dell’ultima Repubblica in epoca romana, a dividerci pro o contro, la domanda è scontata. Sarebbe invece ora che, al di là del tifo più o meno accanito per i propri colori, si iniziasse  a pensare che a vincere deve essere il ‘bene comune’, che è poi anche il bene dei singoli.
Quando vince il ‘bene comune’, infatti, anche se è  pleonastico ripeterlo, significa che ad emergere è stata la capacità di dialogo, d’intesa, d’identità: tutti valori che – se ci pensiamo un attimo – non sono da poco. Certo da grande paese. Di quelli che sanno guardarsi dentro per ‘ correggersi‘, ‘impostare‘, ‘progettare’ e così via.

IL COMMENTO. Comunque un punto di riferimento va preso. Prendiamolo. Bersani, segretario Pd, ha cercato ( su mandato ovviamente del partito) un nome condiviso. La scelta è caduta su Franco Marini, ottantenne, ex sindacalista, uomo di spessore ma certo non più esempio di rinnovamento. Quel rinnovamento tanto auspicato dal giovane sindaco di Firenze, Matteo Renzi, pure lui pidiessino, ma con orientamenti già ben definiti e alternativi. Il nome ha così generato una prima spaccatura, che però non dev’essere stata l’unica. Probabilmente, infatti, anche Sel di Vendola, si è orientato negativamente così come i socialisti.  I voti ottenuti da Marini, di poco oltre il 51%, indicano tanti ‘transfuga’ dalla linea di partito.
A questo punto si tratta di vedere se nel maggior partito di sinistra esiste ancora la possibilità d’una larga coalizione oppure, ciascuno per proprio conto, raduna le sue truppe per battaglie diverse da quelle combattute finora. Non è raro, storicamente, assistere al crollo anche di grandi formazioni, nazioni o ( perfino) imperi. Sembrano entità eterne, ma basta un granellino di sabbia per farli apparire ( improvvisamente) ‘ giganti d’argilla’ . Evidentemente, il germe della dissolvenza, alita da tempo, anche se i suoi rappresentanti non se ne sono mai accorti.
Non meno allegra è la situazione attorno. Il Pdl appare monolitico, ma ( al momento) solo su Marini. Mentre i Grillini continuano a navigare a vista. Questa è l’impressione. In ogni caso, anche questo può essere un metodo per raggiungere stabilità in una situazione di crisi particolarmente accentuata in uno dei paesi più ‘difficili‘  e ‘controversi‘ d’Europa?

ELEZIONI DIETRO ALL’ANGOLO? Che fare, per il Pd? Che fare, per Bersani? Continuare con Marini ( sempre che non si ritiri)  o ripiegare su altra candidatura? Se non altro per ricompattare il Pd, magari per poco, perchè ormai è chiaro che le tensioni interne sono così alte da non garantire un futuro assieme. Ora la seconda chiamata.

CHI E’. Franco Marini, 80 anni, è nato a San Pio delle Camere ( L’ Aquila). E’ laureato in Giurisprudenza. In carriera Marini è stato segretario della Cisl dal 1985 al 1991; per quattro legislature, inoltre, è stato deputato per quattro legislature e presidente dell’aula di palazzo Madama dal 2006 al 2008. Marini è stato anche segretario del Partito popolare italiano dal 1997 al 1999.

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