Rimini. In scena ‘Per un cosmo vivo – ciascuno cresce solo se sognato’.

Rimini. In scena ‘Per un cosmo vivo – ciascuno cresce solo se sognato’.
Teatro Novelli. Immagine di repertorio.

RIMINI. Si chiude giovedì 18 aprile il progetto “Memoria e utopia” promosso da Università Aperta “Giulietta Masina e Federico Fellini” di Rimini e dedicata al sociologo Danilo Dolci.

La conclusione è affidata allo spettacolo “Per un cosmo vivo – ciascuno cresce solo se sognato” portato in scena dal Laboratorio di Teatro Civile, Serra Teatro, alle 21 al Teatro Novelli.

Lo spettacolo, a ingresso libero, giunge alla fine del laboratorio condotto da Pier Paolo Paolizzi e Nicoletta Fabbri, e ha la regia dello stesso Paolizzi con la collaborazione di Nicoletta Fabbri.

È una terra desolata quella in cui, nell’immediato dopoguerra, sceglie di spendere la propria vita Danilo Dolci. Quella Sicilia Occidentale di struggente bellezza, dove l’autorità invece di esercitare il “potere” (posso quindi faccio) e riconoscere valore a terra e gente, esercita il “dominio” (domino e reprimo).

Contro questo dominio – violazione smaccata della libertà e di una Costituzione che rende l’uomo libero e uguale, recentemente conquistata – si scaglia Dolci suscitando nelle popolazioni locali uno spirito di giustizia e di legalità che uno Stato in armi, sorretto e osannato da una Curia cieca e compromessa, non sa né vuole promuovere. Anzi si scaglia contro chi prova a prendersi cura del proprio destino e di quello della comunità. La desolazione è la miseria generata e confermata dal dominio. Ma la bellezza sopravvive nella luce che quotidianamente il sole regala a quegli ulivi e a quel mare, e nelle storie che ogni umile contadino, pescatore, bracciante sa vivere e raccontare. È questa bellezza – origine di un cosmo vivo – che il laboratorio teatrale ha indagato, attraverso la ricerca di una modalità di lavoro che impiega il metodo maieutico di Danilo Dolci, l’ascolto della sua poesia e dei suoi scritti, la trasformazione dei suoi racconti in un coro che osserva vicende, lontane nel tempo, che ci parlano anche oggi.

Partecipanti al laboratorio: Milena De Luigi, Maria Giovanna Donini, Stefania D’Urso, Emanuela Giovanardi, Cinzia Leoni, Elena Lizzo, Jenny Marino, Fiorella Massari, Nino Montanari, Lucio Morri, Eleonora Paci, Sofia Santinato, Paola Selleri.

Danilo Dolci (1924-1997), sociologo, triestino di nascita, dal 1951 al 1997 svolse in Sicilia attività di inchiesta e di intervento sociale costruendo dal basso socialità e comunità. Ne furono esempio i numerosi progetti messi in campo: la “Radio Libera” popolare e di denuncia, l’ideazione del “Borgo di Dio” a Mirto per l’educazione maieutica reciproca rivolta ai bambini, la “Diga di Jato” per l’acqua democratica, la “Marcia per un mondo nuovo”, lo “Sciopero alla rovescia” e i “Centri popolari di ascolto e discussione aperta”.
Dolci sosteneva che “Una cosa è tendere a sostituirsi al vecchio potere e altro è creare nuovo potere in ciascuno. Insano è frodare, ma anche lasciarsi frodare; parassitare, ma anche lasciarsi parassitare, divenendo complici. L’adeguarsi all’ordine del dominio implica sia la responsabilità del dominatore che quella di chi si lascia dominare”.

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1 Commento

  • Nino Montanari

    Vi prego di correggere un errore vistoso! Lo spettacolo “Per un cosmo vivo”si terrà questa sera, giovedì 18 aprile, alle ore 21, al Teatro degli Atti di Rimini ( e non al Teatro Novelli come avete scritto)

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