Presidenziali. Eletto il Presidente. Giorgio Napolitano ( 740 voti) per la seconda volta sul Colle.

Presidenziali. Eletto il Presidente. Giorgio Napolitano ( 740 voti)  per la seconda volta sul Colle.
Giorgio Napolitano 1

CRONACA POLITICA. Habemus  magister ( o praefectus) rei publica. Si tratta di Giorgio Napolitano, confermato con 740 voti ( praticamente u n plebiscito) contro 217 di Rodotà. E per il secondo mandato consecutivo . Cosa mai accaduta prima e questo la dice lunga su un sistema parlamentare che mostra tutte le sue crepe davanti allo ‘scorrere del tempo’.
Di riforme, del resto, se ne parla da tempo, ma invano, anche perchè sui banchi del Parlamento ha preso a sedere ( da qualche decennio) una classe politica ottusa e dedita ( soprattutto)  all’orticello proprio.  Personale o di partito poco conta, quel che non si capisce è invece come abbia (sistematicamente) disatteso i tanti segnali di malcontento giunti in mille e mille circostanze da ogni parte della società.
Ora, con l’apporto d’un presidente che ha mostrato grande senso del dovere, tutti si aspettano le riforme ( a cominciare dalle legge elettorale) non possono essere più dilazionate. E particolarmente la cancellazione della miriade di privilegi costruiti ad arte. Ad ogni livello. Per recuperare senso dello stato, dignità, sprechi.

UN CONTESTO DA CUI PARTIRE. Se questo può essere lo sfondo, è chiaro che il governo prossimo venturo non possa essere nè di parte nè espressione di quella sorta di ‘nomenclatura repubblicana’ che ha prosperato in questi ultimi tempi. Bisogna cambiare. Bisogna ripartire. A vari livelli, e soprattutto in quello economico-occupazionale. La cronaca, in questo senso, segnala casi drammatici, dolorosi e per certi versi inauditi in una società che dovrebbe essere molto evoluta. C’è il male, va trovata la medicina.
Davanti a Montecitorio una piccola folla manifestava pro Rodotà, il candidato di M5Stelle e Sel. Quando Napolitano ha raggiunto il quorum qualcuno, tra loro, ha gridato ‘Buffoni, buffoni!‘. Per contro, all’interno del Parlamento, sui banchi dell’emiciclo, qualcun altro da accennato ( sia pur timidamente) ‘Silvio,Silvio‘. Due esempi, due modi di esprimersi nel nostro mondo politico. Se ben si pensa, più o meno, come nei tempi andati. In cui era importante dividersi in fazioni: Silla-Mario, Cesare-Pompeo, Guelfi-Ghibellini, Comunisti-Fascisti.

E perchè non riunirsi in maniera stretta soprattutto quando la casa comune cade o brucia. Popoli attorno, o anche Oltreoceano, forniscono da secoli esempi in tal senso. Eppure noi, con il solito inestinguibile individualismo, bello per certe cose, terribile per altre, non riusciamo a cambiare. Andremo avanti così? Grillo, ad esempio, invece di parlare di golpe non potrebbe, meno strategicamente, ricordare che  ( anche se non è d’accordo su quanto accaduto)  naviga sulla stessa barca? Affondata quella, infatti, che altro gli resta?

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