Rimini. Maltrattamenti nella casa della comunità Papa Giovanni XXIII.

Rimini. Maltrattamenti nella casa della comunità Papa Giovanni XXIII.
Maltrattamenti. Immagine di repertorio.

RIMINI. Due coniugi, da quasi vent’anni al servizio della comunità. Due persone di fiducia. Che però adesso si trovano iscritte nel registro degli indagati dopo che il sostituto procuratore Davide Ercolani ha aperto un fascicolo a loro carico per maltrattamenti aggravati e lesioni a una signora di 55 anni affetta dalla sindrome di autismo sin dalla nascita. Moglie e marito che hanno ricevuto l’avviso di garanzia, lui di 57 anni e lei di 53, non sono due persone qualunque, perché gestiscono una casa famiglia a Rimini dell’associazione comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi.

La squadra mobile della Questura, coordinata dalla Procura, ha concluso le indagini tre settimane fa, quando la presunta vittima di questa vicenda è stata trasferita in un’altra struttura di accoglienza. Gli accertamenti da parte della polizia sono partiti dopo una denuncia presentata a fine dicembre scorso dalla sorella della signora autistica, ospitata in quella casa dedicata proprio a persone adulte in difficoltà fin dal 2011. Secondo la parente, che ha prodotto anche due certificati medici, la donna sarebbe stata ripetutamente malmenata all’interno della casa famiglia, in particolare proprio da parte della coppia di responsabili.
Le presunte violenze sarebbero state scoperte dalla sorella in occasione delle visite settimanali.

La squadra mobile della Questura, coordinata dalla Procura, ha concluso le indagini tre settimane fa, quando la presunta vittima di questa vicenda è stata trasferita in un’altra struttura di accoglienza. Gli accertamenti da parte della polizia sono partiti dopo una denuncia presentata a fine dicembre scorso dalla sorella della signora autistica, ospitata in quella casa dedicata proprio a persone adulte in difficoltà fin dal 2011. Secondo la parente, che ha prodotto anche due certificati medici, la donna sarebbe stata ripetutamente malmenata all’interno della casa famiglia, in particolare proprio da parte della coppia di responsabili. Le presunte violenze sarebbero state scoperte dalla sorella in occasione delle visite settimanali.

Le violenze contestate, per le quali ci sono appunto almeno due certificati medici consegnati alla mobile, riguardano un periodo che va dal marzo 2012 fino al marzo di quest’anno. La prima denuncia è stata presentata nel dicembre scorso, salvo poi aggiungere alcune integrazioni per quanto riguarda le ultime settimane.

Una volta partite le indagini, che si trovano ancora nella fase preliminare, secondo quanto è possibile apprendere da fonti della polizia, i responsabili della Papa Giovanni hanno immediatamente collaborato per permettere alla magistratura e agli agenti stessi di svolgere gli accertamenti del caso senza alcun intralcio. Non è comunque stata chiesta la chiusura della casa famiglia, si è però provveduto a trasferire l’ospite al centro di questo caso.

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