Il calcio e non solo. Italia, solita Cenerentola. L’Arrigo non ce ne perdona una.

Il calcio e non solo. Italia,  solita Cenerentola. L’Arrigo non ce ne perdona una.
Arrigo Sacchi 2

LA CRONACA DAL DIVANO. E chi risiamo con l’Arrigo ( al secolo Arrigo Sacchi da Fusignano). Lui entusiasta, in questi  giorni di grande celebrazione del calcio tedesco, tornato ai vertici dopo l’8-1 inflitto agli ex dominatori di Spagna, non poteva mancare  del suo commento. Sulle pagine interne della ‘rosea‘, peraltro zeppa di articoli sui nuovi ‘padroni’ del calcio europeo.  Che sono riusciti a sintetizzare, da buoni teutoni, ‘ etica-soldi-pazienza’, per avviare un sorpasso che ( al momento) ha del prodigioso.
L’Arrigo, che pur resta una icona del nostro calcio, e non soltanto per i milanisti, grazie a successi memorabili ottenuti con  le solite rimediate truppaglie di casa,  è ormai noto per la sua costante celebrazione dell’Altrove. Basta ascoltarlo, o leggerlo, per venire invasi dalla luce che lui attinge qua e là, ovunque insomma fuorchè  lungo la Penisola, divenuta ormai ( per lui) terra di malaffare, d’ignoranza etica e sportiva , e di anacronismi  calcistici  tanto nell’organizzazione  quanto nella innovazione   ( quei benedetti impianti nuovi arrivano, sì, ma col contagocce).

IL PENSIERO ( NOTO) DI ARRIGO. Ma che ribadisce l’Arrigo?  Che le due ( recenti) semifinali hanno sentenziato lo strapotere tedesco su quello spagnolo. Imprevedibilmente, sottolinea, perchè ancora si era dietro a celebrare gli inglesi ( scomparsi) e gli spagnoli ( annientati).  Bayern e Borussia D.  sono, oggi, dice sempre per lui, macchine infernali. ” Tutti i giocatori si muovono collettivamente in modo sinergico compatto ed organico, esaltando personalità, fantasia e fisicità. Tutto questo agevola la tecnica e ne riduce la fatica che viene divisa in parti eguali”. E ancora: ” L’organizzazione, il pressing furioso e continuo, la capacità di difendersi correndo in avanti per pochi metri e non rinculando per 50/60 metri consente di risparmiare energie e di condizionare gli avversari anche quando sono in possesso di palla”.
ALCUNE DOMANDE. Alla celebrazione, l’Arrigo, fa seguire un prudente ” Non so se sarà possibile questa volta la remuntada“, poco credibile. Il Bayern Monaco non è infatti  l’anemico Milan. E così dicasi per il Borussia. Le differenze ( tra noi e gli altri) sono ( ormai) eclatanti. Ammesso che le annotazioni dell’Arrigo siano impeccabili, ci vien però da porgli alcune domande.  Anche lui porterà pazienza. Chi vede lo sport dall’esterno, magari sprofondato sul solito divano,  non può avere le stesse percezioni di chi il calcio lo vive dal di dentro. Con tutti suoi posti agevolati ma anche con i suoi condizionamenti. E tuttavia, a volte, l’essere fuori da un contesto, non è detto che sia un male. Un handicap. Anzi, una maggiore serenità nell’osservazione potrebbe essere d’un qualche aiuto.
Quale aiuto?  Proviamo. Che gli alemanni siano ( finchè non rincogliosiscono con l’  Uber Alles) delle ottime persone non c’è  che dire.
Da quelle ottime persone sono usciti contributi ( e protagonisti) epocali per il  progresso dell’umanità. Ma anche per alcune  disgrazie recate all’Umanità. Che non stiamo ad elencare. Nel calcio sono sempre stati dei ‘mastini’ duri  a morire.  Semifinali, finali e vittorie sono lì a dimostrarlo. Il loro modo, poi, di gestire la ‘cosa pubblica’ è per molti versi esemplare. Non sono in tanti come loro. Giusto quindi celebrarli, se vogliamo, in questo momento, come elemento di novità. Anche per lasciarli ( giustamente) godere dei loro meriti. Fino ad un certo punto, però, caro Arrigo.

Perchè se fino ad oggi abbiamo cercato di tenere i fari accesi su tre o quattro punti essenziali che riguardano lo sport più praticato e seguito in Europa, non possiamo spegnerli proprio ora.  E sia pure davanti tanto ( inedito) prodigio sportivo di matrice alemanna.  Che la Spagna sottovaluti (  dall’olimpiade di Barcellona) il problema doping ce lo diciamo da anni. Che la corruzione abbia intaccato anche i sancta sanctorum della pelota ( Germania compresa) ne abbiamo la certezza dalle continue inchieste. Che il fair play finanziario debba essere attuato per ‘ moralizzare’  entrate ed uscite delle squadre di calcio ( Real, Barca, United e Bayern comprese) è una consapevolezza che non tutti avranno maturato ma che è impellente ( anche per avere chiara la tracciabilità  di certi esborsi clamorosi di denaro che stanno ‘scardinando‘ il calcio storico  soprattutto nostrano).
E’ confortante leggere certe ( tue)  analisi tecniche e umane, Arrigo,  te ne diamo atto. Ma ci volete, tu e la ‘rosea‘ , una volta per tutte, togliere il dubbio ( non il sospetto) su tutti coloro che vedono nello sport ( e nel calcio) solo un formidabile veicolo dalle mille tentacolari possibilità  da ‘sfruttare’ senza  pelo alcuno sullo stomaco?  Cosa dovete  fare? Spingere quello che dite ( da anni) : fair play finanziario, appunto, ma valido per tutti, big comprese; controlli sulle compra-vendita dello  sport; e, soprattutto,  la verifica delle prestazioni in campo: passaporto biologico esteso a tutti ( calcio compreso), controlli sangue-urina incrociati  a sorpresa e irrifiutabili, operazioni d’ intelligence  ( come nel caso capitato ad un nostro maratoneta)  laddove si rendessero necessarie. Facciamolo. Dai! Anche solo per tranquillizzarci.Sappiamo tutti quanto sia importante  ( soprattutto per dar seguito a strategie ambiziose) avere continue riserve d’ossigeno nei polmoni!

Anche perchè continuare a costruire fortune varie, e spesso enormi, ma anche illusorie, sull’ingenuità della pura passione sportiva non dovrebbe essere più concesso. Sbagliato?

IL NOSTRO ( POVERO) CAMPIONATO. Detto questo  possiamo tornare sulle nostre povere cose di sport quotidiano. Come il Campionato, con il suo scudetto già cucito sulle maglie bianconere e l’ammissione alla Champions da dividersi tra Napoli ( quasi certo al secondo posto ), Milan ( in retromarcia) e Fiorentina ( in ascesa). Per loro due solo un posto, ma con il recupero. Arrivederci a sabato  27 aprile , per la 34a giornata.

I NUMERI

LA CLASSIFICA. Juve, 77 punti; Napoli,66; Milan, 59; Fiorentina,58; Roma,52;  Inter,53; Lazio,51;  Udinese,51; Catania,48; Cagliari,42; Parma,39; Chievo,39; Bologna,39; Atalanta (-2), 38; Samp (-1), 38; Torino (-1), 36; Siena(-6), 30; Genoa,29;Palermo,29; Pescara,22.

LE PARTITE  34 GIORNATA. ( sabato 27, ore 18) Atalanta-Bologna e Cagliari-Udinese; (ore 20,45) Pescara-Napoli; ( Domenica 28, ore 15) Chievo-Genoa, Palermo-Inter, Roma-Siena, Samp-Fiorentina, Torino-Juve; ( ore 20,4) Milan -Catania; ( lunedì 29 aprile, ore 20,45) Parma-Lazio.

I MARCATORI 34 a GIORNATA. 23 reti, Cavani ( Napoli, 5 rigori); 18 reti, Di Natale ( Udinese, 4 rigori); 16 reti, Al Shaarawy ( Milan).

Ro. Va.

 

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